Secondo una nuova pubblicazione uscita poco tempo fa sulla rivista britannica The Lancet, uno studio clinico sulla ricerca di un vaccino contro il Covid-19, condotto su 108 adulti sani, si è dimostrato promettente e in grado di generare una risposta immunitaria contro il Sars-CoV-2 negli esseri umani. Dall’inoculazione del vaccino ai risultati finali dovranno però passare sei mesi. Saranno infatti necessari ulteriori studi per valutare l’efficacia della risposta immunitaria provocata nei soggetti coinvolti.

 

Cosa dice l’OMS

Secondo l’Oms c’è speranza di trovare un vaccino contro il coronavirus entro la fine del 2020. Sono ben 40 i vaccini che sono già passati alla fase di sperimentazione umana. Oltre a questi, altri 92 candidati vaccini si trovano nella fase di test su animali.

 

Il punto della situazione

Durante un incontro dell’Oms, il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus ha alimentato le speranze di trovare un vaccino, e di farlo a breve: “Abbiamo bisogno di vaccini e c’è la speranza che entro la fine di quest’anno ce ne possa essere uno”. 

Ma per raggiungere il traguardo, e per farlo in maniera giusta ed equa, è necessario un perfetto coordinamento tra comunità scientifica e politica, soprattutto nella fase di distribuzione: “Soprattutto per i vaccini e altri prodotti che sono in fase di sviluppo, lo strumento più importante è l’impegno politico dei nostri leader, in particolare nell’equa distribuzione dei vaccini. 

Abbiamo bisogno l’uno dell’altro, abbiamo bisogno di solidarietà e dobbiamo usare tutta l’energia che abbiamo per combattere il virus”. I vaccini che attualmente si trovano nella fase di sperimentazione sull’uomo sono circa 40, ma la fase prevede a sua volta delle sottofasi: solo 9 su 40 sono riusciti a raggiungere la fase 3, quella che prevede la somministrazione del vaccino a migliaia di volontari. Sono 92, invece, quelli che si trovano in fase di sperimentazione animale.

 

La speranza di un vaccino

La speranza di trovare un vaccino entro la fine del 2020 è surrogata da una stima effettuata dagli esperti: attraverso un processo accelerato è possibile individuare e immettere nel mercato un vaccino nel giro di 12-18 mesi. A questo punto il New York Times ha cercato di stilare una mappa dei vaccini più promettenti, per capire quali sarebbero i candidati di questa corsa contro il tempo che deve mantenere altissimi standard di qualità.

 

Il Vaccino in Cina

La Cina, con tre vaccini promettenti è il paese con più protocolli in sperimentazione. Il primo è quello della CanSino Biologics, in partnership con l’Istituto di Biologia dell’Accademia delle scienze mediche militari cinese: l’utilizzo del vaccino sarebbe già stato approvato per un anno dall’esercito cinese. Il secondo vaccino in fase avanzata è quello prodotto dalla società privata cinese Sinovac Biotech, già entrato nella fase 3 in Brasile a luglio e in Indonesia ad agosto. 

L’Indonesia avrebbe già firmato per 40 milioni di dosi entro marzo 2021, e la società privata avrebbe già dato il via alla produzione. La terza scia da seguire è quella lanciata dall’Istituto di prodotti biologici di Wuhan che ha sviluppato un vaccino con un virus inattivato, di cui la società statale Sinopharm ha lanciato la fase di test clinici (oltre ai test su un secondo vaccino. Secondo la società, il vaccino potrebbe essere pronto entro fine 2020.

 

La Cina approva anche lo spray nasale

Il vaccino anti-Covid potrebbe non essere iniettato, ma inoculato attraverso un semplicissimo spray nasale. La Cina ha appena approvato i test sull’uomo di fase I per il suo vaccino in versione spray nasale sviluppato dai ricercatori dell’Università di Xiamen e dell’Università di Hong Kong, in collaborazione con l’azienda farmaceutica Beijing Wantai Biological Pharmacy Enterprise Co.

 

Come funziona

Lo spray intranasale contiene un virus influenzale indebolito che trasporta i segmenti genetici della proteina spike del Coronavirus. Somministrato attraverso il tratto nasale, imita la naturale infezione dei virus respiratori per stimolare la risposta immunitaria del corpo contro il patogeno che causa il Covid-19.

 

Il vaccino negli Stati Uniti

Negli Usa, la casa farmaceutica americana Moderna, che ha goduto del finanziamento di un miliardo di dollari proveniente dal Governo Usa per sviluppare il suo vaccino basato ad mRna. La fase 3 del vaccino sarebbe iniziata il 27 luglio e avrebbe portato alla somministrazione della dose a 30mila persone sparse in 89 luoghi differenti. L’11 agosto sarebbe arrivato un ulteriore finanziamento da parte dell’amministrazione Trump, che si è aggiudicato così 100 milioni di dosi se il vaccino dovesse portare a risultati sperati. In cambio, 1,5 miliardi di dollari.