Quali sono gli effetti ed i pericoli della DAD? Di recente gli psichiatri hanno lanciato un allarme: nei prossimi mesi ci si aspetta un aumento di 800mila nuovi casi di depressione.

La pandemia

La pandemia ha rivoluzionato le nostre vite. I ragazzi hanno dovuto riadattare il loro spazio fisico e relazionale. La libertà negli adolescenti è un bisogno prioritario che aiuta a creare la propria identità. L’adolescenza è un’età di cambiamento, difficile da affrontare, in particolare con la pandemia, dove la solitudine ha portato a casi di depressione, chiusura e cambiamento dell’umore.

 

Quali sono i segnali

La mancanza di relazioni sociali, di contatto e complessità della Dad stanno generando disagio. Non poter avere contatti fisici con i coetanei aumenta esclusione sociale e solitudine, con diminuzione degli stimoli. L’utilizzo dei social media hanno contribuito a superare la noia, ma tuttavia usati in modo non consapevole comportano ansia, alienazione e carico di stress.

Gli adolescenti potrebbero assumere comportamenti a rischio come conseguenze delle loro paure ed emozioni. Negli ospedali italiani sono aumentati i casi di ricovero per autolesionismo da parte di questi adolescenti. Le cause hanno radici profonde, ma la pandemia ha sicuramente contribuito ad acuire senso di inadeguatezza e soprattutto a privare loro di punti di riferimento oltre ai genitori, tipo gli insegnanti.

La protesta dei genitori

“Chiediamo che la scuola sia l’ultima a chiudere e la prima ad aprire – ha dichiarato Cristina Gregoris, mamma e referente del comitato a Trieste -. Le scuole sono luoghi sicuri e non veicolo di contagio, lo dice anche il Cts. I nostri ragazzi devono tornare in classe, perché la scuola è legata all’economia e trascurarla significa trascurare la società”.  

“È una vera e propria emergenza sociale. I numeri dell’abbandono scolastico lo confermano” ha dichiarato invece Cristiana, mamma di due figli. “I giovani non hanno più fiducia in loro stessi”

Gli effetti sui ragazzi

A un anno di distanza di lockdown a singhiozzo si possono tirare i primi bilanci. I ricorsi a psicoterapeuti e psicologi sono quadruplicati e i consumi di psicofarmaci (in particolare ansiolitici e antidepressivi) sono in netto rialzo. Sempre più numerosi sono i casi di depressione tra i giovani e le crisi di panico cui sovente fanno seguito quegli atti che la medicina definisce “anticonservativi”. Il rapporto con gli insegnanti (ma anche tra gli stessi coetanei) è “distante”, “indiretto”, perché mediato da tecnologie, quindi “deresponsabilizzante” poiché al sicuro tra le mura domestiche e lontano da forme di guida e controllo in presenza. 

Ne consegue che “l’aggancio” da parte dei docenti è cosa tutt’altro che scontata e continuativa. Al contrario, molti insegnanti percepiscono la fragilità della nuova relazione coi ragazzi, ma non sanno come porvi rimedio vivendo un sentimento di rassegnata frustrazione. È ormai prassi assistere al docente che telefona allo studente non collegato perché non si è svegliato, all’alunno che segue la lezione in pigiama dal proprio letto, al genitore che suggerisce le risposte al figlio e via discorrendo. Ogni forma è saltata e, con questa, la sostanza. La DAD, che pure costa immensa fatica agli insegnanti, appare talvolta come involontaria caricatura della insostituibile scuola in presenza.

Nuove consapevolezze

La pandemia ci ha dunque reso consapevoli del fatto che“il re è nudo”, che “la famiglia è vuota”, senza più alcun contenuto, né ruolo o prestigio. Il suo astio livoroso contro la scuola e i docenti, che si manifesta anche attraverso aggressioni fisiche e verbali, altro non è se non un manifesto senso di colpa per aver abbandonato la tolda della nave in mezzo alla tempesta. Tocca ora alla scuola riacquisire la dignità e la credibilità perdute (importanza del ruolo, contratto rinnovato, salario adeguato, salute professionale tutelata, previdenza riformata etc) per affrontare una situazione che la vede oggi come unico baluardo nella crescita delle nuove e fragili generazioni.

Un compito altamente impegnativo di cui oggi nessuno sembra essere all’altezza, ma non resta che applicarsi e sperare.