La Serie A potrebbe nuovamente fermarsi a causa del coronavirus. 

L’incremento dei contagi in Italia ha infatti portato alla positività di diversi calciatori professionisti. Una situazione che naturalmente riaccende i timori sulla possibile ripartenza del campionato, prevista per il 19 Settembre. 

Una deadline che tutti gli addetti ai lavori vorrebbero rispettare. A Giugno infatti si disputeranno i campionati europei. E in caso di slittamento, il rischio per i calciatori è quello di ritrovarsi a disputare una stagione convulsa e compressa, simile a quella vissuta nel post – lockdown. 

Nelle ultime settimane, però, il numero di giocatori contagiati è salito considerevolmente. E adesso, i dubbi che possa verificarsi un nuovo stop aumentano con il passare dei giorni.

Coronavirus, Serie A: La lega pensa di posticipare inizio campionato al 4 Ottobre

D’altronde soltanto il Cagliari ha già al suo attivo ben quattro calciatori contagiati. Negli ultimi giorni è poi toccato all’allenatore del Bologna Sinisa Mihajlovic, al neo acquisto partenopeo Petagna, alla giovane promessa Boga del Sassuolo e molti altri. 

Anche il Torino sta affrontando una situazione problematica a riguardo. Due calciatori della prima squadra sono infatti risultati positivi al tampone e adesso si stanno conducendo ulteriori accertamenti sui compagni di squadra che sono entrati in diretto contatto con loro. 

La maggior parte dei calciatori che hanno contratto il virus tornava dalle vacanze. E per certi versi, era quasi lecito aspettarsi che si verificasse la stessa impennata che si è avuta nel resto d’Italia per lo stesso motivo.  

Alcuni dirigenti della Lega stanno riflettendo se posticipare l’inizio del campionato al 4 Ottobre. 

Un modo per prendere tempo e osservare l’andamento della curva dei contagi. Il rischio altrimenti potrebbe essere quello di di stoppare subito la stagione a poche settimane dal suo inizio. Una soluzione che oltretutto sembra aver trovato d’accordo anche il Presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis.

Per quanto invece riguarda la riapertura degli stadi e la possibilità per i tifosi di tornare a vedere le partite dal vivo, l’ipotesi che questo possa accadere nel breve termine è utopistica. Difficilmente infatti si autorizzerà la riapertura prima del 2021. 

È stato lo stesso Walter Ricciardi, consigliere del Ministero della Salute, a dichiarare pochi giorni fa interrogato sul tema che “al momento, con questi numeri, non è possibile”. 

Il parere del rappresentante dei medici di Seria A

Qualche giorno fa, Gianni Nanni, che ricopre il ruolo di rappresentante dei medici di Serie A all’interno della Commissione Medica della FIGC, ha rilasciato un’intervista a Radio Kiss Kiss Napoli, in cui ha espresso diversi dubbi sul fatto che sia realmente possibile garantire una ripartenza del campionato in sicurezza. 

Nanni ha infatti spiegato che questo aumento improvviso del numero di calciatori contagiati preoccupa non poco. E la prima raccomandazione è naturalmente rivolta ai calciatori, che mai come in questo momento devono assumere dei comportamenti responsabili per evitare di far degenerare ulteriormente la situazione. 

Anche perché al parere del medico, bisogna prendere atto che “se i casi dovessero aumentare ulteriormente ed essere rilevanti in alcune squadre al punto da rimandare il ritiro o la preparazione, lo slittamento dell’inizio del campionato diventerebbe un’ipotesi molto concreta”. 

Coronavirus, Rappresentante AIC: “La Seria A può ripartire”

Non tutti gli esperti però nutrono gli stessi timori e preoccupazioni a riguardo. 

Walter Della Fiera ad esempio, membro dell’Associazione Italiana Calciatori (AIC) nella commissione medica della FIGC, ritiene che al momento, nonostante l’incremento dei contagi, non ci siano sufficienti motivi per far slittare la partenza del campionato. 

Per quanto situazioni come quella del Cagliari o del Torino siano da monitorare con estrema attenzione, a su giudizio in questo momento non si ravvisano particolari “problematiche che possano portare allo slittamento della Serie A”. 

Il vero problema semmai, riguarda il protocollo per il contenimento del virus che la Lega Calcio deve necessariamente seguire per la ripresa delle attività agonistiche. 

Per Della Frera si tratta infatti di procedure troppo rigide che diventa difficile mantenere e osservare in maniera scrupolosa per un intero campionato. 

Oltre a fatto che per attuarlo, campionati minori come la Lega Pro, si ritrovano a sostenere dei costi che alla lunga diventeranno insostenibili per le casse dei club. In ogni caso, per il medico le condizioni per ripartire ci sono tutte. 

Anche perchè ricorda che “abbiamo finito un campionato senza casi di positività eclatanti, con il calcio che si è manifestato come un evento con casi di positività assenti pur essendo sport di contatto”.

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