La pandemia sta portando a numerosi stravolgimenti. Non solo economici e sociali. Ma anche psicologici. E’ evidente che il nuovo lockdown imposto a numerosi territori della nostra nazione, oltre al coprifuoco, alle difficoltà economiche e all’instabilità per il futuro, genera insicurezze, ansie e depressioni che possono influenzare lo stato psichico di molti. Dopo marzo e aprile, ci si prospetta un nuovo periodo di serrate. Non più, però, con il clima mite della primavera, ma con il freddo rigido tipico dell’inverno. Insomma, ognuno di noi dovrà fare i conti con l’isolamento imposto, riadattandosi alla solitudine. Rivedendo completamente, per la seconda volta in pochi mesi, i propri schemi di socializzazione.

La pandemia e il ruolo della tecnologia

Ancora una volta, all’interno di un processo così delicato, sarà determinante il ruolo della tecnologia. A spiegarlo è la nota psicologa Doreen Dodgen-Magee: “Pc e smartphone sono distrazioni così facili che ci siamo assuefatti all’idea che siano effettivamente appaganti, ma non è sempre così”. Distrazioni high tech rese ancor più ammalianti dalla clausura alla quale siamo costretti. Tanto da diventare veri e propri dipendenti del telefonino, della tv e di tutte le diavolerie mediatiche e tecnologiche di cui si può disporre in un appartamento. Per vivere sereni ed in maniera equilibrata, occorre saper conciliare la convivenza forzata con gli schermi e il bisogno di sentire vicini amici e familiari. Il tutto “senza sentirsi alienati e logorati da uno stile di vita per molti versi anomalo”. Ecco una serie di suggerimenti proposti da Doreen Dodgen-Magee.

Il lavoro e lo svago

La pandemia ha reso labili i confini tra il nostro lavoro e la vita personale. Ecco perché diventa fondamentale cambiare l’atmosfera dei due momenti, tenendoli ben distinti. “È importante cambiare allestimento e vestire il proprio ufficio domestico in modo differente a seconda che sia utilizzato per lavorare o per incontrare virtualmente gli amici – spiega Doreen Dodgen-Magee -. Accendere candele o cambiare l’illuminazione per creare un clima più rilassante può essere una buona idea, così come cambiare stanza o area della casa. Comunque, è sempre raccomandabile fare una pausa tra l’orario di lavoro e quello di svago davanti al pc”.

Videochiamata o telefonata?

Con l’avvento della prima pandemia, c’è stata la corsa sfrenata alla videoconferenza. Zoom, skype, Teams e altri sofisticati sistemi hanno avuto la meglio. Oggi, invece, è consigliabile tornare alla vecchia, cara telefonata. Perché? A spiegarlo sono gli esperti dell’American Psychological Association: “Una telefonata può consentire alle persone di spostarsi nell’area di lavoro o addirittura di uscire. Inoltre, al telefono si può ascoltare senza esercitare l’energia mentale necessaria per interpretare le espressioni delle persone o per controllare le proprie”. Altro suggerimento: “Se poi si rende indispensabile videochiamare, allora si potrebbe sempre togliere la propria immagine, in modo da vivere l’esperienza con meno stress”.

Il fenomeno del “doomscrolling”

Alcuni account social potrebbero avere un’influenza negativa sulla salute mentale dei soggetti più fragili, dai ragazzi sino alle persone emotivamente esposte. Il consiglio, dunque, è di smettere di seguire questo tipo di account, magari quelli dai contenuti più pesanti, che spingono al confronto con altre persone o che mostrano continui aggiornamenti politici, in favore di pagine più spensierate e divertenti. Altrettanto importante è evitare di restare intrappolati nel “doomscrolling”, quel circolo vizioso mentale per cui ci ritroviamo a guardare i social alla ricerca di notizie che calmino le nostre ansie. Ottenendo invece l’effetto opposto. Come proteggersi? Bisogna comprendere “cosa potrebbe davvero farci sentire meglio. Per far questo non bisogna agire in modo meccanico, ma distaccarsi un momento da se stessi e riflettere lucidamente”.

Restare umani…

Guai a pensare che lo schermo possa sostituire la vita reale. Socializzare e mantenere le relazioni è importante. “Fare in modo di entrare in contatto con le persone sarà fondamentale per il nostro benessere”, afferma Dodgen-Magee. E’ questo, forse, è il consiglio pratico, banale ma più importante di tutti. Sì, ci siamo capiti: anche durante il lockdown, dobbiamo rimanere umani.