E’ quanto hanno pensato di fare i ricercatori tedeschi programmando un mega evento di 4 mila persone per la fine di agosto.

Una “Serata Covid” sotto il controllo della autorità sanitarie. Un concerto vero e proprio durante il quale avverrà una simulazione monitorata dai ricercatori della Martin Luther University di Halle-Wittemberg, in collaborazione con il Ministero della Scienza della Sassonia. Per comprendere la diffusione del Sars-Cov2 nei grandi eventi. Il concerto si terrà il 22 agosto 2020 a Lipsia e sul palco salirà Tim Bendzko, pop singer molto popolare in Germania sotto etichetta Sony.

 

Il progetto Restart-19

L’esperimento è parte del progetto da 1,1 milioni di dollari chiamato Restart-19. Gli scienziati tedeschi sono alla ricerca di circa 4.000 volontari di età compresa tra i 18 e i 50 anni, risultati negativi al Coronavirus. I partecipanti dovranno utilizzare un rilevatore di posizione che registrerà tutti i movimenti all’interno dell’arena durante la serata e la distanza mantenuta dagli altri spettatori. Inoltre, nella sala sarà presente una macchina del fumo che servirà per valutare la diffusione del virus per via aerea. Alla fine dell’evento tutti i partecipanti saranno sottoposti al test anti-Covid.

 

Sensori di controllo

I partecipanti indosseranno sottili collane dove saranno incastonati sensori di controllo grandi come un fiammifero che ogni cinque secondi registreranno i movimenti di ciascuno e la vicinanza con gli altri. Altro obbligo sarà disinfettarsi le mani con un disinfettante per mani fluorescente. Il disinfettante è progettato non solo per la classica protezione ma per consentire agli scienziati di setacciare il locale con i raggi ultravioletti e rivelare quali superfici siano più propense a diffondere il virus. Infine, nei vapori di uno di quei dispositivi che creano la nebbiolina finta nei locali da ballo verrà visualizzata la possibile diffusione aerea del coronavirus tramite aerosol.

 

Come avverrà l’esperimento

Lo studio avverrà in tre fasi.

  • Nella prima verrà chiesto al pubblico di prendere parte al concerto come si usava prima, senza rispettare le regole sulla distanza e con solo due ingressi nell’arena.
  • Nel secondo step saranno previsti più ingressi e un distanziamento maggiore.
  • Infine, nel terzo caso si dovrà rispettare una distanza di 1,5 metri  e non potranno essere presenti più di 2mila persone in tutta l’arena.

Durante l’esperimento i partecipanti dovranno utilizzare mascherine FFP-2. Inoltre, verranno effettuati dei tamponi prima del concerto per verificare eventuali infezioni da Coronavirus.

 

La musica la più penalizzata

Sul sito web dell’università si dice che bandire le folle per limitare la diffusione del coronavirus è diventato “una minaccia esistenziale per molti atleti e artisti, che dipendono dal loro pubblico per il reddito“, secondo Deutsche Welle.

 

Anche una macchina per il fumo artificiale

Gli scienziati hanno in programma di raccogliere informazioni in numerosi modi, tra cui chiedendo ai partecipanti di trasmettere dati ogni cinque secondi su dove si trovano nello stadio usando un dispositivo di tracciamento dei contatti indossabile.

Utilizzeranno un disinfettante per mani fluorescente in modo che gli scienziati con luci UV possano vedere quali superfici sono state toccate  “diventando particolarmente pericolose”, secondo il sito web dell’università.

I piani prevedono anche che una macchina per il fumo artificiale sprigioni fumo, per aiutare a visualizzare come il coronavirus potrebbe diffondersi attraverso le particelle nell’aria.

 

Il virus trasformerà la musica

C’è stato, per esempio, un tempo in cui l’opera era musica per le masse, intrattenimento popolare, immaginario collettivo interclassista. Poi vennero il ’29, il crollo di Wall Street, la Grande Depressione. E il mondo dorato del Barbiere di Siviglia e di Aida si scoprì, da un giorno all’altro, fuori mercato. Troppo costoso per tempi moderni fatti di radio e divertimenti jazz.

 

Hanno già aderito in più di mille

Il progetto di ricerca  si chiama “Restart 19” e ha raccolto finora l’adesione di 1.051 partecipanti, si legge sul sito del progetto del dipartimento di Infettivologia clinica dell’istituto di epidemiologia e informatica di Halle. Lo studio servirà a elaborare un modello matematico in base al quale calcolare il rischio e la formazione di un focolaio di coronavirus.

 

Tre scenari per il virus

Durante l’esperimento saranno previsti tre scenari: nel primo si chiederà ai partecipanti di prendere parte al concerto come si usava prima, senza rispettare le regole sulla distanza e con solo due ingressi nell’arena. Nel secondo caso saranno previsti più ingressi e una distanza maggiore, mentre nel terzo caso si dovrà rispettare una distanza di 1,5 metri e non potranno essere presenti oltre 2mila persone in tutta l’arena. Nel corso dell’esperimento, rigorosamente volontario e gratuito, saranno indossate mascherine FFP-2 e tutti i partecipanti saranno testati prima del concerto per verificare eventuali infezioni da coronavirus.