Ora è ufficiale: dal 1° luglio sarà attivo il “Digital Green certificate. Le istituzioni europee hanno dato l’ok al regolamento che istituisce il Green Pass o certificato digitale Covid Ue. L’obiettivo è facilitare gli spostamenti all’interno dell’Unione e contribuire alla ripresa economica. Il Pass sarà valido per tutti i cittadini del Vecchio Continente e servirà a verificare chi è stato vaccinato, chi è guarito dal Covid-19 e chi risulta negativo al tampone. In sostanza, il certificato aiuterà dunque i viaggiatori all’interno dell’Ue che lo detengono ad evitare di essere sottoposti a test e/o quarantene quando viaggiano all’interno dell’Unione. Il regolamento si applicherà per 12 mesi. Il documento, rilasciato dai vari Stati, sarà gratuito, in formato digitale o cartaceo e riporterà un codice Qr che consentirà di verificarne l’autenticità in tutta Europa. Vediamo le caratteristiche principali del Green Pass Ue.

Green Pass e vaccinati: le regole

Il Pass sarà valido a partire da quattordici giorni dopo l’ultima dose di vaccino anti-Covid. Le persone pienamente vaccinate, cioè con due dosi per AstraZeneca, Pfizer/BioNTech e Moderna e con una dose per Janssen (J&J), che detengono il certificato, saranno esentate, in viaggio, da test e quarantene. Stesso discorso per le persone guarite e che hanno ricevuto una sola dose di vaccino, considerata sufficiente per essere protetti dalla malattia. Ogni Paese può scegliere di rilasciare il Pass anche dopo la prima dose. Insomma, ognuno va per la sua strada. Se uno Stato membro accetta una prova di vaccinazione per rimuovere le restrizioni all’interno dopo la prima dose, allora deve accettare anche i pass Ue per i vaccini, alle stesse condizioni. Il Pass vale per i cittadini Ue con vaccini autorizzati dall’Ema; gli Stati possono decidere di riconoscere altri vaccini, autorizzati a livello nazionale e non a livello Ue (come il siero russo Sputnik in Ungheria).

Green Pass, come funziona per i guariti

Le persone guarite da Covid-19 non eseguiranno test né saranno sottoposte a quarantene nei 180 giorni successivi al test Pcr positivo, che attesta l’avvenuta infezione (la validità del certificato è a partire dall’undicesimo giorno dopo il test, una volta terminato il periodo di contagiosità). Inoltre, per chi non è vaccinato né guarito, resta il test, certificato dal pass e che viene così riconosciuto anche all’estero, a differenza di quanto accade oggi. Per i test sarà proposto un periodo di validità standard. Si ricorda che la validità dei test Pcr o molecolari è di 72 ore; per quelli rapidi antigenici è di 48 ore. Quelli rapidi sono raccomandati, ma gli Stati sono liberi di scegliere se accettarli o no ai fini del Pass.

Le famiglie con minori

L’obiettivo è non separare le famiglie, evitando inutili disagi. Ecco perchè i minorenni che viaggiano con genitori esentati dall’obbligo di quarantena, per esempio perché sono vaccinati, saranno esentati anche loro dalla quarantena. I bambini sotto i 6 anni di età non dovranno effettuare neanche i test: quelli dai 6 anni in su, però, dovranno sottoporsi a test per ottenere il Pass.