“Continui richiami di vaccino per contrastare le varianti del COVID-19” è quanto afferma la Pfizer per un prossimo futuro. È quanto afferma l’amministratore delegato Albert Bourla quando parla delle previsioni economiche relative all’impegno della casa farmaceutica nella produzione di vaccino all’assemblea dei soci di Pfizer del 22 aprile.

La notizia che riguarda tutti

La notizia che riguarda tutti è che di vaccini c’è ne sarà di bisogno anche nel 2022, perché «sarà ancora un anno di pandemia» ha dichiarato ancora Buorla. Tanto è che Pfizer nel 2021 pensa di arrivare alla produzione di 2,5 miliardi di dosi e nel 2022 ha un obiettivo perfino superiore: 3 miliardi. 

Questione di prezzo

Quando le esigenze pandemiche finiranno e l’epidemia magari sarà ancora forte in alcuni continenti ma assai meno nel mondo ricco invece il prezzo del vaccino Pfizer diventerà “di mercato”, assai superiore a quello attuale, e dipenderà allora da chi offrirà di più. Perché nei piani di Pfizer c’è una sicurezza: il virus sarà tenuto buono anche grazie a loro, ma non sarà sconfitto (certo, se le dosi per Africa e l’Asia più povera sono così ridotte, difficile combatterlo) e restando in vita con tutte le sue mutazioni, avrà bisogno continuo di richiami.

Un richiamo ogni sei mesi

Buorla, – amministratore del colosso Pfizer – ha spiegato di non essere in grado di dire se il richiamo dovrà essere effettuato a «sei, sette, otto, nove o dodici mesi dalla seconda vaccinazione Pfizer, perché è proprio quello che stiamo studiando in questo momento insieme alle autorità sanitarie internazionali. Ma continuare a vaccinarsi è una barriera sicura contro qualsiasi variante del virus». 

Fin qui l’evidenza è stata che «l’efficacia del vaccino per sei mesi è ancora molto alta», ha spiegato Bourla, «tuttavia abbiamo visto che c’è una leggera riduzione con il passare del tempo, ed è certo che all’interno dei sei mesi l’efficacia è altissima nei primi due, ma molto più alta di quello che si rileva nei successivi due bimestri». Ma la sentenza emessa in assemblea dei soci non lascia spazio a dubbi: «l’ho già detto pubblicamente. Ci sarà bisogno di un richiamo e ci sarà bisogno di rivaccinazioni annuali o comunque periodiche negli anni successivi»

Il mestiere di combattere il virus

Dunque c’è una parte del mondo che fa il tifo per il virus, perché combatterlo sta diventando il suo mestiere. Con il vaccino o con altri farmaci, perché lo stesso capo di Pfizer, Bourla ha annunciato in assemblea: «Abbiamo avviato una sperimentazione di fase 1 di un potenziale nuovo trattamento antivirale per aiutare potenzialmente i pazienti a combattere il Covid 19». 

È il loro business, e così sia! 

Ma le loro previsioni dicono un’altra cosa: del virus non ci libereremo, e bisognerà conviverci tornando alla normalità e alla libertà di movimento e di impresa garantite dalla nostra democrazia e dalla nostra Costituzione, per troppo tempo sospese.