Alla fine l’annuncio è arrivato: ciò che i media hanno imparato a conoscere come “Trattato del Quirinale” verrà siglato nella giornata di venerdì 26 Novembre.

Nei giorni precedenti, il premier Mario Draghi incontrerà il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, a Palazzo Chigi. Capiremo dunque durante la conferenza stampa tenuta dai due leader politici in cosa consisterà nello specifico questa intesa bilaterale. Di sicuro, non mancheranno le polemiche. Parliamo infatti di un trattato che fino a questo momento è sconosciuto a tutti. Nessuno ha mai letto le bozze che adesso sembrano arrivate al termine della loro gestazione. Così come in realtà non è chiaro chi abbia lavorato a stilare quelle 365 pagine che sanciscono questa storica alleanza tra Francia e Italia. 

Il Trattato del Quirinale metterà in crisi i rapporti di forza all’interno dell’Unione Europea

Si tratta oltretutto di un documento che potrebbe anche mettere in crisi l’unità politica dell’Unione Europea. Difficile non sospettare che questa possa essere l’inizio di una nuova fase diplomatica per il vecchio continente. Una fase in cui si rinuncia a quel coordinamento tra nazioni europee a cui si è sempre aspirato. E in cui invece, gli stati iniziano piuttosto a tutelare i loro interessi mediante singoli accordi bilaterali. Ma come accennato in precedenza, per capirne di più bisognerà attendere la conferenza stampa che si terrà a Palazzo Madama. Da quanto si apprende inoltre, alla presentazione di questo trattato, sarà allegata una road map cronologica. In questa, verranno scandite quale saranno le tappe fondamentali che porteranno all’attuazione di questa intesa. 

Di cosa parlerà il Trattato del Quirinale? Cosa emerge dalle prime indiscrezioni.

Di sicuro, ampi capitoli saranno dedicati alla sicurezza europea, e si parla anche di riferimento specifici a come l’Ue dovrà coordinarsi sul tema. Uno, forse, degli aspetti più controversi. Fa un po strano pensare che due stati decidano di firmare un’intesa in cui si accordano tra di loro su un tema che riguarda tutti gli europei. Spazio anche alle riflessioni, tali possiamo chiamarle non avendo ancora visionato la bozza agli Affari Europei. Nello specifico, sembra che vi siano anche due punti in comune messi per iscritto che riguarderanno l’unione bancaria europea. Una chimera per certi versi, visto che dopo anni non si è mai trovato un accordo univoco. 

E naturalmente non potevano mancare riferimenti atti a implementare o migliorare nuove strategie per la lotta al cambiamento climatico. In molti però sin da subito, sono stati molto critici sulla firma di questo patto. Anche perché parliamo ancora di un documento oscuro e che verrà presentato senza che l’opinione pubblica ne fosse a conoscenza. 

Trattato del Quirinale, le dichiarazioni raccolte dall’Ansa su fonti vicine all’Eliseo

Scopriremo tutti quel giorno a Palazzo Madama, fino a dove si è spinta un trattativa che doveva formalmente tenere fuori i cittadini da certe scelte decisive, Il fatto però che l’opinione pubblica non si sia mai trovata nelle condizioni di avere qualcosa di concreto su cui discutere, informare i cittadini. In ogni caso, l’Eliseo sembra essere arrivato nella capitale italiana con tutta la benevolenza possibile. 

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Fonti vicine all’Eliseo, intervistata dall’Ansa, hanno fatto capire quali sono i due motivi principali di questa firma che hanno portato Macron a venire in Italia. Lo scopo è quello di “preparare insieme con il presidente Draghi e il governo italiano la presidenza francese dell’Unione europea, e firmare il trattato del Quirinale”: Sempre queste fonti hanno raccontato come la prima bozza di questo accordo è stata scritta nel 2017.