Soltanto qualche settimana fa’, l’accordo tra i paesi Ue sul Recovery Fund sembrava vicinissimo. 

Sembrava infatti che gli stati Ue avessero ormai trovato un accordo definito per poter dare il via a questa soluzione.  Poi però è arrivato un nuovo veto dei cosiddetti paesi “frugali” , Olanda, Austria, Danimarca e Svezia.

E adesso è ormai chiaro che prima di luglio, nessun documento sarà approvato. 

Nella riunione che si è tenuta ieri a Villa Pampjilj, è stato lo stesso premier italiano ad ammetterlo nel suo incontro con i giornalisti. Giuseppe Conte infatti ha spiegato che esistono ancora delle posizioni diverse tra i paesi su questa soluzione.

E il nuovo obiettivo adesso è cercare di chiudere un accordo che metta d’accordo tutti gli stati entro metà luglio.

Recovery Fund: l’accordo potrebbe arrivare dopo l’estate

Molto più pessimista è stato il premier olandese Rutte.

Questi ha infatti dichiarato alla stampa che non è sicuro che si possa giungere a un accordo entro l’estate. 

La situazione però per l’Europa inizia a farsi complicata.  La recessione infatti è alle porte.

Il 14 Aprile è stata la stessa capo economista del Fondo Monetario Internazionale a spiegarlo. Con un articolo pubblicato sul sito istituzionale, Gina Gopinath non ha usato mezzi termini e ha spiegato che il quadro macro economico è molto serio. 

Il blocco produttivo causato dal Covid ha creato una situazione inedita. E questa recessione rischia di essere peggiore di quella della Grande Depressione. 

Ecco perché è importante che l’Unione Europea trovi al più presto un accordo per arginare la situazione. 

Negli ultimi giorni era filtrato un certo ottimismo sulla possibilità di definire il Recovery Fund in maniera chiara. Si è parlato di un pacchetto di aiuti del valore complessivo di 1.100 miliardi di euro. 

I paesi frugali vogliono solo prestiti e non sovvenzioni

Ma nella riunione in video conferenza di ieri, i paesi frugali hanno dato il loro rifiuto ad aiuti sotto forma di sovvenzioni. Inoltre a loro parere, questa proposta privilegia troppo l’Italia e la Spagna.

Questo perché uno dei parametri fondamentali nell’aiutare gli aiuti riguarda il tasso di disoccupazione. E in questi caso, i paesi del Nord continuano a sostenere di aiutare questi stati tramite dei semplici prestiti e non con trasferimenti a fondo perduto. 

In ogni caso, adesso spetterà a Charles Michel, presidente del Consiglio Europeo presentare una nuova proposta. La speranza è che metta d’accordo tutti nel più breve tempo possibile. 

Recovery Fund: le parole del premier Conte

Sull’incontro di ieri, il premier Conte è stato molto chiaro con i giornalisti. L’Italia non accetterà una proposta di aiuti che sia inferiore alla cifra di 750 miliardi. Inoltre, Conte non sembra intenzionato a rinunciare alla leva degli aiuti a fondo perduto.

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Il premier ha poi lanciato un monito ai paesi frugali, spiegando che modificare di nuovo il Recovery Fund significa smontare un accordo equo, ormai definito e articolato.