Il 1 luglio le azioni di Tesla hanno raggiunto un record storico, che le ha permesso di superare Toyota sul mercato finanziario.  

La casa automobilistica di proprietà di Elon Musk ha infatti raggiunto un valore pari a 208 miliardi di dollari.

Un dato che rende ormai fin troppo evidente una verità  Ci troviamo di fronte in questo momento alla casa automobilistica più florida e competitiva del mondo. 

Tesla: i numeri del suo successo

L’aumento del valore in borsa di Tesla nell’ultimo anno è semplicemente impressionante. Nell’ultimo anno infatti, il valore delle sue azioni ha toccato quota 1.100 dollari. Un dato incredibile se si pensa che nel 2019 una sua azione valeva soltanto 230 dollari. 

Il sorpasso su Toyota, la sua principale concorrente nel settore, è ormai compiuto. 

In realtà, già nel 2017 la casa automobilistica fondata da Elon Musk aveva sorpreso tutti. Aveva infatti superato in borsa sia la Ford che la General Motors, diventando così la prima società americana del suo settore per capitalizzazione in borsa.

In quel momento però, la sua ascesa era fortemente sottovalutata e messa in discussione nel mondo finanziario. Molti analisti infatti, definivano Tesla come una “bolla pronta ad esplodere”.

Anche perché, si era fortemente convinti del fatto che l’interesse dei consumatori verso il mondo delle auto elettriche sarebbe andato scemando nel tempo. 

Tesla: il sorpasso su Toyota

Attualmente Tesla vale circa cinque miliardi in più di Toyota. Senza contare che poi che la casa automobilistica giapponese ha visto le sue azioni scendere dell’uno per cento quest’anno. 

Ma il dato forse più impressionante riguarda il fatto che si esclude la Toyota, Tesla al momento vale sul mercato più dei suoi concorrenti messi insieme.

Basti solo pensare che Honda o General Motors, hanno un valore complessivo di 40 e 36 miliardi di dollari. Una distanza economica abissale sul mercato finanziario. 

Gli investitori sembra dunque credere al progetto di Elon Musk con un entusiasmo cieco. D’altronde, sempre nell’ultimo anno, l’interesse tra investitori al dettaglio e istituzionali per l’ascesa finanziaria di questa società, è aumentato del 150 per cento. 

Va però precisato che nonostante l’abbia superata per quanto riguarda il suo valore finanziario, Tesla possiede ancora rispetto a Toyota ancora alcune criticità.

Ad esempio, la casa automobilistica giapponese produce comunque un maggior numero di veicoli. Se Tesla nel primo trimestre del 2020 ha prodotto 103 mila veicoli, Toyota nello stesso arco di tempo ne ha prodotti 2,4 milioni. 

Tesla: secondo gli analisti di Wall Street il valore delle sue aizoni è sopravvalutato

Un successo finanziario, quello che Tesla sta ottenendo nel 2020, che verrà sicuramente ricordato per molto tempo in borsa.

Elon Musk, il visionario fondatore di questa compagnia, ha visto d’altronde raddoppiare il suo patrimonio personale grazie a questa ascesa in borsa. Questi è infatti passato da 24 miliardi a 46 miliardi di dollari.

Alcuni analisti però, dentro l’ambiente finanziario di Wall Street, sostengono che la casa automobilistica di Musk è in realtà in pericolo, in quanto vittima di una pericolosa sopravvalutazione. 

Jeffrey Osborne, figura storica di Cowen, importantissima banca di investimenti, ha scritto in proposito una nota per i suoi clienti molto esplicativa in merito.

Li ha infatti consigliati di acquistare le azioni di Tesla con una certa cautela.

Ha poi espresso alcune considerazioni sul fatto che suo parere molti investitori stiano trattando la “creatura” di Musk come una semplice società che si occupa di tecnologia in rapida ascesa. Ignorando in questo modo, tutti i rischi finanziari che in realtà sono connessi alla gestione di una casa automobilistica.

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Anche perché parliamo di un settore che il mondo finanziaria considera ormai da anni in una crisi irreversibile. Sono tantissimi infatti gli esperti che continuano a sostenere che il vero futuro dei trasporti, risiede nel car sharing. 

Gli analisti che fanno capo a Morgan Stanley hanno addirittura assegnato a Tesla un rating underperform, condividendo dunque la tesi di Osborne.