Nonostante i grandi istituti abbiano incrementato notevolmente in questi anni i loro investimenti nell’ICT (Information Communication Technology), il settore bancario continua comunque a rapportarsi al tema dell’innovazione tecnologica con una certa diffidenza.

Ancora oggi, infatti le grandi banche europee, e in particolar modo quelle italiane, non riescono a sfruttare appieno i grandi vantaggi che lo sviluppo tecnologico offre.

Un problema non da poco, considerato che i canali digitali rappresentano ormai un punto di contatto importantissimo per i clienti, e stanno gradualmente sostituendo gli sportelli fisici delle filiali in cui si andava in precedenza a richiedere informazioni. 

Le nuove tecnologie permettono inoltre al sistema bancario di ottimizzare molti processi interni al settore, con molta più efficienza rispetto al passato.

Tecnologia + Big Data = Customizzazione del Servizio

I Big Data rappresentano un immenso patrimonio a disposizione dei grandi istituti. Attraverso lo sviluppo di modelli di previsione sempre più accurati, come ad esempio quelli relativi agli andamenti dei tassi di conversione, i Big Dati consentono infatti di offrire ai propri clienti dei servizi sempre più personalizzati, in grado di soddisfare le loro esigenze in un modo del tutto nuovo.

Inoltre, l’enorme quantità di dati che le banche hanno a disposizione sui loro utenti, permettono di promuovere iniziative commerciali altamente targettizzate, costruite sulle specifiche esigenze di ogni potenziale cliente.

La Royal Bank Of Scotland, grazie all’utilizzo dei Big Data, ha dato il via a un’iniziativa denominata “Personology”, un servizio che si occupa di avvertire tempestivamente i clienti nel caso in cui in cui i loro tassi di interesse sul mutuo subiscano variazioni rilevanti.

Le tecnologie che stanno cambiando il sistema bancario

L’Intelligenza Artificiale riveste un ruolo fondamentale nei processi di innovazione tecnologica che riguardano il settore bancario.

Servizi come il Machine Learning consentono infatti di migliorare considerevolmente la customer experience dell’utente, attraverso un’elaborazione intelligente di tutti i dati che si possiedono sugli utenti.  

Il Cloud Computing permette di avere a disposizione un’infrastruttura in grado di offrire agli utenti servizi on demand di vario genere.

Il Remote Banking rappresenta invece un modo totalmente nuovo di interagire con i propri clientiCon Remote Banking si intende un particolare servizio bancario che consente all’utente di collegarsi all’elaboratore della banca presso la quale detiene un conto corrente, tramite un canale interattivo appositamente dedicato. 

Tecnologia ma anche sicurezza dei dati

I clienti hanno così la possibilità di accedere al proprio conto corrente e monitorarne lo stato in tempo reale. Una volta ottenuto l’accesso alla piattaforma del servizio, è possibile scambiare comunicazioni con la propria banca, osservare in tempo reale le quotazioni di determinati titoli finanziari, e disporre bonifici e pagamenti in favore di terzi.

È scontato però, che un utilizzo sempre più massivo di questi nuovi strumenti tecnologici, costringerà il settore bancario ad investire cifre sempre più consistenti nella cyber security dell’intera infrastruttura informatica.

Un’esigenza che può però essere trasformata in opportunità dal settore bancario, considerato che garantire ai propri clienti la maggior sicurezza informatica possibile e un’adeguata trasparenza su come vengono custoditi i loro dati personali,rappresenterà la più importante leva di fidelizzazione commerciale del futuro.

Fintech e Blockchain

Il termine Fintech sta per Financial Technology, e generalmente in Italia viene tradotto con la parola tecnofinanza.  

Con Fintech si intende genericamente qualsiasi innovazione tecnologica che coinvolga direttamente il settore finanziario e bancario. Nel fintech rientrano tutte quelle tecnologie concepite espressamente per il settore, come ad esempio i sistemi di mobile payment, le criptovalute, e il crowdfunding. 

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Secondo l’indice elaborato da Fintech Adoption di EY, attualmente un terzo dei consumatori di tutto il mondo, utilizza nella sua vita di tutti i giorni almeno due o tre servizi tecnologici fintech. Anche se, lo stesso istituto rivela che molto spesso gli utenti sono inconsapevoli del fatto che il servizio che stanno utilizzando appartiene a questa categoria.

L’ultima grande innovazione a cui il settore bancario guarda con molto interesse è la tecnologia blockchain.

Con blockchain si intende un sistema di scambio virtuale abbastanza semplice e protetto da crittografia, in cui è possibile passare informazioni o completare transazioni economiche in modo del tutto sicuro e trasparente.

Da minaccia a opportunità

In un primo momento le banche hanno accolto con una certa preoccupazione l’avvento questa nuova tecnologia, in virtù del fatto che la blockchain elimina quella che è la fonte di guadagno dell’intero sistema bancario, ovvero il costo di intermediazione.

Negli ultimi tempi però, molti istituti hanno iniziato ad interessarsi e ad investire fortemente in questa nuova tecnologia, creando ad esempio delle criptovalute di loro proprietà allo scopo di gestire i pagamenti monetari in tutto il mondo in modo più semplice e sicuro.

La banca svizzera UBS, ha ad esempio promosso un accordo tra vari istituti, chiamato Utility Settlement Coin, per collaborare allo scopo di sviluppare criptovalute che siano completamente a disposizione del settore bancario.

Come sarà la banca del futuro?

È probabile che la banca del futuro si riconfigurerà come una tech company.

Questa trasformazione avverrà non solo per la crescente quantità di investimenti tecnologici nel settore, ma anche perché la cultura digitale richiesta agli attori economici di questa transizione, cambierà profondamente il modello di business dei grandi istituti bancari.

La rete fisica delle filiali, scomparirà nel tempo e sarà sostituita da un’architettura informatica fondata su un uso sempre più intelligente ed elaborato dei dati a disposizione.

Non è d’altronde un caso se negli ultimi anni, grandi colossi come Santander o BNL, hanno annunciato dei rivoluzionari piani di riorganizzazione aziendale, interamente fondati sull’adeguamento al nuovo paradigma tecnologico.

Inoltre, la necessità di effettuare investimenti sempre più consistenti nel settore ICT, creerà una distinzione sempre più netta e marcata tra banche tradizionali e banche specializzate sul modello fintech.

Personalizzazione dei servizi

Le banche tradizionali rischiano però di scomparire se si limiteranno a restare attori passivi di questa enorme rivoluzione.  

Anche perché, i nuovi player economici che grazie a tecnologie come la blockchain finiranno per affiancarle nel settore, potranno offrire gli stessi servizi allo stesso prezzo. Ciò che farà la differenza, sarà dunque il modo in cui ci si relazionerà ai propri clienti, e la quantità di servizi che gli si potrà dedicare.

È molto probabile che questa rivoluzione, che oltretutto è già in atto, non sia così dissimile da quella che è avvenuta in Oriente nel settore bancario.  

In Cina infatti, ormai da anni, i grandi giganti tecnologici come Alibaba o Tencent hanno offerto ai propri clienti un modo del tutto nuovo di effettuare pagamenti. L’esempio più illustre  è probabilmente quello di AliPay, un’app che collega più di duecento istituzioni tra banche, assicurazioni e società di gestione patrimoniale.

Grazie a queste applicazioni infatti, sono ormai tantissimi i cittadini cinesi che tramite esse svolgono la maggior parte delle loro transazioni economiche.