Immaginate una gigafactory automobilistica, ovvero una mega azienda che produce auto o componentistica per auto composta da ben 14 brands, adesso immaginatela nel nostro Paese. È la realizzazione di qualcosa di impensabile fino a qualche decennio addietro. Investimenti enormi, lavoro, produttività: valore!

È quanto faranno i due colossi FCA e PSA che il 16 gennaio si sono fusi nella multinazionale Stellantis con sede in Olanda, che controlla: Abarth, Alfa Romeo, Chrysler, Citroën, Dodge, DS Automobiles, FIAT, Jeep, Lancia, Maserati, Opel, Peugeot, Ram Trucks e Vauxhall.

Investimenti in Italia

Oggi Stellantis, che ha deciso di continuare a investire in Italia costruendo nel nostro Paese una delle sue gigafactory, è il sesto produttore di auto al mondo per vendite, costretto a un ridimensionamento a causa della crisi di vendite in Europa per via della pandemia e dello sviluppo delle vendite in Cina, dove il gruppo subisce di più la concorrenza.

Big da 400mila dipendenti in tutto il mondo, Stellantis possiede stabilimenti in 29 Paesi del mondo, con più di 50 impianti di proprietà e in joint venture tra Fiat Chrysler Automobiles e Groupe PSA.

Le capacità produttive sono diverse a seconda del gruppo di provenienza: gli stabilimenti di FCA funzionano in media al 55% della capacità in Europa e quelli di PSA al 68%, mentre in Nord America gli stabilimenti di FCA funzionano al 75%.

I punti del nuovo piano

  • investimenti per oltre 30 miliardi di euro entro il 2025 nell’elettrificazione e nel software mantenendo un’efficienza degli investimenti del 30% superiore rispetto alla media del settore
  • entro il 2030, i LEV (Low Emissions Vehicles-Veicoli a bassa emissione) dovranno arrivare a rappresentare oltre il 70% delle vendite in Europa e più del 40% di quelle negli Stati Uniti
  • tutti i 14 brand sono impegnati ad offrire soluzioni best in class totalmente elettrificate
  • offerta BEV (Battery Electric Vehicle-Veicoli elettrici a batteria) che soddisfa le esigenze dei clienti, con un’autonomia di 500-800 km/300-500 miglia e capacità di ricarica rapida di 32 km/20 miglia al minuto
  • 4 piattaforme BEV-by-design flessibili, una famiglia scalabile di tre moduli di propulsione elettrica e pacchi batterie standardizzati per coprire tutti i marchi e i segmenti. Le 4 piattaforme BEV sono:
  • – STLA Small, con un’autonomia fino a 500 km/300 miglia
  • – STLA Medium, con un’autonomia fino a 700 km/440 miglia
  • – STLA Large, con un’autonomia fino a 800 km/500 miglia
  • – STLA Frame, con un’autonomia fino a 800 km/500 miglia
  • piattaforme progettate per una lunga durata tramite aggiornamenti software e hardware
  • strategia di approvvigionamento globale delle batterie per gli EV con oltre 260 GWh entro il 2030, con l’ausilio di 5 gigafactory in Europa e in Nord America
  • duplice tipologia di batteria: un’opzione ad alta densità energetica e un’alternativa priva di nichel e cobalto entro il 2024
  • entro il 2026 introduzione della tecnologia delle batterie allo stato solido.

Il piano elettrico

Stellantis intende diventare leader di mercato nei veicoli a basse emissioni (LEV). Da qui al 2030, il mix LEV di Stellantis per le autovetture è destinato a crescere stabilmente in Europa oltre il 70% (10 punti percentuali in più rispetto alle attuali ipotesi del settore sul mix del mercato generale). Negli Stati Uniti, il mix LEV di Stellantis per autovetture e veicoli commerciali leggeri dovrebbe superare il 40% entro il 2030.

La roadmap di Stellantis per l’elettrificazione abbraccia l’intera catena del valore. Con la sua strategia di approvvigionamento delle batterie per i veicoli elettrici, l’azienda prevede di assicurarsi oltre 130 gigawattora (GWh) di capacità entro il 2025 e oltre 260 GWh entro il 2030.

Stellantis ha firmato già un memorandum d’intesa con due partner attivi nell’estrazione di litio geotermico dalle brine in Nord America e in Europa per assicurarsi un approvvigionamento sostenibile di litio, identificato come la materia prima per batterie più critica in termini di disponibilità, e per avere la possibilità di integrare il litio così acquisito nella supply chain.

Il fabbisogno di batterie e componenti per EV sarà soddisfatto grazie a un totale di 5 gigafactory in Europa e in Nord America, a cui si aggiungeranno altri contratti di fornitura e partnership a supporto della domanda totale.