Perché il “Fondo Rilancio”, uno dei fondi di CDP Venture Capital – Fondo Nazionale Innovazione pronto a investire in realtà innovative, può essere particolarmente vantaggioso per le startup? Grazie alla nascita del Fondo Nazionale di Innovazione (FNI), il Ministero per lo Sviluppo economico ha dotato le imprese di uno strumento particolarmente importante per trovare i capitali di rischio necessari per crescere e ampliare i propri progetti. Ricordiamo che in un anno sono ben 8 i fondi dedicati che sono stati istituiti: Fondo Italia Venture I e II; FOF VenturItaly; Fondo Acceleratori; – Fondo Technology Transfer; Boost Innovation; Evoluzione e Fondo Rilancio startup. Analizziamo, nello specifico, quest’ultimo Fondo, particolarmente interessante per le imprese che vogliono investire in innovazione.

Il Fondo Rilancio: criteri di investimento

Il Fondo Rilancio startup, nato lo scorso 7 gennaio, può contare su risorse pari a 200 milioni di euro. Lo strumento finanziario prescelto per operare si chiama “Convertendo”. La missione è il sostegno a progetti delle startup e di PMI innovative italiane. I criteri di investimento sono i seguenti:

  • startup e PMI innovative che hanno recentemente concluso, o che siano prossime alla conclusione, un round d’investimento con investitori regolamentati e/o qualificati;
  • il Fondo opera secondo un rapporto di investimento massimo pari a quattro volte l’ammontare proposto dagli investitori qualificati e/o regolamentati. In ogni caso, il limite massimo è pari a 1 milione di euro per ciascuna operazione;
  • il Fondo investirà, in via tendenziale, il 70% della sua dotazione patrimoniale in deal in cui abbiano co-investito investitori qualificati e il 30% in deal in cui abbiano co-investito investitori regolamentati.

Come “sceglie” il Fondo

Importanti anche i requisiti delle startup per poter accedere alle risorse del Fondo. Tra questi, avere la sede legale in Italia e dimostrare di avere un potenziale di crescita misurabile in base ai ricavi e al pacchetto clienti dei 12 mesi antecedenti l’effettuazione dell’investimento da parte del Fondo. Le società scelte dovranno avere le seguenti caratteristiche:

  • startup innovative: conclusione con esito positivo, da parte dell’impresa, del procedimento istruttorio di Smart&Start, a seguito di regolare presentazione di un’istanza per l’ammissione al percepimento delle agevolazioni (decreto Mise del 30 agosto 2019).
  • startup e PMI innovative: l’aver subito una riduzione dei ricavi realizzati nel corso del primo semestre dell’anno 2020 di almeno il 30% rispetto a quelli ottenuti nel primo o nel secondo semestre del 2019.

Lo strumento “Convertendo”

Il Fondo avrà una durata massima di 10 anni, salvo proroghe. Gli investimenti saranno effettuati tramite lo strumento finanziario partecipativo denominato “Convertendo”, mentre gli eventuali follow on saranno effettuati mediante investimenti in equity. Il “finanziamento Convertendo” consiste in un apporto che non dà luogo a restituzione o rimborso, produttivo di interessi figurativi fino al momento della conversione. In ogni caso, non oltre i 5 anni dall’esecuzione dell’apporto, con un tasso di interesse semplice annuo pari al 5% e che viene convertito unitamente agli interessi in equity dell’impresa target. Per tutte le informazioni necessarie – e per valutare se si hanno i requisiti richiesti – è possibile fare riferimento al sito https://www.cdpventurecapital.it.