Quante e quali possono essere le fonti di finanziamento per chi vuole aprire o ampliare il raggio di azione di una startup? Tra gli strumenti più interessanti, vi è sicuramente la finanza agevolata. Il primo passo potrebbe essere rivolgersi alle banche. Ma le richieste eccessive di garanzie, spesso insormontabili per piccole realtà imprenditoriali ancora in fase di sviluppo, devono far svolgere lo sguardo altrove. Ecco perché l’Unione Europea può essere una soluzione di grande appeal. In questo caso, esistono fondi a gestione diretta, con la Commissione Europea che gestisce il programma di finanziamento, il relativo bando. Stabilendo i criteri di selezione e dell’erogazione del finanziamento. Esistono poi i fondi a gestione indiretta, dove l’iter procedurale è demandato a livello nazionale e regionale attraverso l’accordo di partenariato con la Commissione Europea. In pratica, i cosiddetti Piani Operativi Nazionali (PON) e Piano Operativi Regionali (POR).

Startup, i finanziamenti europei

L’Europa crede molto in settori come l’innovazione, la trasformazione industriale, l’energia pulita, il mondo del lavoro. La dotazione finanziaria complessiva è di 1.824,3 miliardi di euro. I fondi agevolati comunitari, sono stanziati in base ad aree tematiche specifiche. I programmi sono ben 29. A titolo esemplificativo, ecco quelli più interessanti per le startup:

  • Horizon 2021-2027: dotazione di 143,4 miliardi di euro, strategico per la realizzazione “dell’Unione dell’innovazione”. Fornisce alle startup gli strumenti per realizzare i propri progetti.
  • Life: dedicato all’ambiente ed al clima con una dotazione di 373,9 miliardi.
  • Single Market Programme 2021-2027: programma destinato a supportare le PMI, a mantenere un elevato livello di sicurezza alimentare e proteggere il consumatore.
  • Digital Europe: l’obiettivo è lo sviluppo delle capacità digitali europee, favorendo l’utilizzo di nuove tecnologie da parte di imprese, amministrazioni pubbliche e cittadini.

Altre agevolazioni

Tra gli altri strumenti a disposizione ecco:

  • Erasmus Plus: per promuovere la formazione, l’istruzione, la gioventù e lo sport. La nuova programmazione con 30 miliardi di euro si rivolge a ben 12 milioni di persone.
  • InvestEU 2021-2027: il fondo accorpa tutti i programmi per l’investimento e mira ad attrarre capitali a sostegno di progetti ritenuti di importanza strategica per l’Unione. Gli investimenti si concentreranno su infrastrutture sostenibili, ricerca e innovazione, digitalizzazione, supporto alle PMI, sviluppo di skills e investimenti sociali.
  • Health Programme: legato all’innovazione in ambito sanitario;
  • Connecting Europe Faciliting: sostegno agli investimenti pubblici e privati nel campo dei trasporti, dell’energia e delle telecomunicazioni.
  • Innovation Fund: è uno dei più grandi programmi di finanziamento al mondo per lo sviluppo di tecnologie innovative a bassa intensità di carbonio in diversi settori.

I finanziamenti nazionali e regionali

Esistono poi i finanziamenti nazionali. L’Italia, nell’ambito dell’operazione Europa 2021-2027, attua i fondi a gestione indiretta. In concreto, il Governo nazionale definisce i Programmi Operativi Nazionali (PON) ed affida la gestione dei fondi ai vari Ministeri competenti. Il loro compito è organizzare e pubblicare i bandi, curare la fase di istruttoria e verificare le richieste pervenute. In seguito, provvedere all’erogazione del finanziamento. Passiamo alla programmazione regionale: la finanza agevolata è attuata attraverso i Programmi Operativi Regionali (POR) e il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR). I POR sono sviluppati dalle singole amministrazioni regionali ed assumono un ruolo di rilievo nella realizzazione della Strategia Europa 2021 -2027. Il FESR 2020 ha concentrato gli investimenti di finanza agevolata sulle seguenti aree tematiche:

  • Ricerca e innovazione;
  • Agenda digitale;
  • Sostegno alle PMI;
  • Economia a bassa emissione di carbonio.