La revisione contabile è l’insieme di attività che consente al revisore di esprimere un giudizio professionale e obiettivo sull’attendibilità con cui il bilancio di un’azienda.

l controllo contabile può essere obbligatorio o facoltativo. In particolare, è obbligatorio per le società quotate nonché per le società per azioni e per le società a responsabilità limitata che presentino un capitale sociale uguale o maggiore di 120.000 €. Oppure che superino i limiti previsti per la redazione del bilancio in forma abbreviata, di cui all’art. 2435-bis C.C. e siano obbligate a redigere il bilancio consolidato.

 

Primo intervento normativo

Un importante intervento normativo in materia è rappresentato dal Decreto Legislativo n. 58/1998 “Testo Unico della Finanza” (cd. Legge Draghi o TUF) e connesso regolamento attuativo emanato dalla CONSOB. Tale provvedimento legislativo, il cui intento principale è quello di riordinare la disciplina dei mercati finanziari italiani, introduce importanti novità in materia di revisione delle Società.

Tra le novità più rilevanti, vengono ridefinite le funzioni ed i compiti attribuiti alle Società di revisione ed al collegio sindacale.

Alla prima vengono integralmente attribuiti i compiti relativi all’effettuazione dei controlli contabili e all’espressione del giudizio sul bilancio d’esercizio.

Al secondo, oltre ai controlli amministrativi e di legalità, viene attribuito un potere di vigilanza sull’adeguatezza della struttura organizzativa della Società e del sistema di controllo interno. Inoltre anche sull’adeguatezza del sistema amministrativo-contabile e sull’affidabilità di quest’ultimo nel rappresentare correttamente i fatti di gestione.

 

L’ultimo decreto normativo

Il più recente intervento normativo in ambito Europeo indirizzato alla materia della revisione legale è costituito dalla Direttiva 2014/56/UE del 16 Aprile 2014. Decreto che è stato recepito dagli Stati membri il 17 Giugno 2016 e che modifica in numerosi punti la Direttiva 2006/43/CE, e dal Regolamento UE n. 537/2014 del 16 aprile 2014. Tra le modifiche maggiori, i requisiti della revisione legale dei conti di enti di interesse pubblico e che abroga la decisione 2005/909/CE della Commissione.

 

Obiettivi della riforma

Gli obiettivi posti alla base della riforma del Diritto Societario sono molteplici e diversificati. Tra questi un ruolo dominante e rivestito dall’esigenza di introdurre un più efficace e penetrante sistema di controlli da compiere per mezzo di una separazione di funzioni. Da una parte il collegio sindacale, il controllo legale, dall’altra il revisore contabile e il controllo contabile.

 

L’assetto originario

L’originario assetto dei controlli era incentrato su un organo interno, il collegio sindacale. Ad esso erano affidati tanto compiti di controllo di legalità sostanziale dell’attività amministrativa, quanto compiti di controlli in materia contabile. 

 

Il nuovo assetto

Il nuovo sistema quindi si incentra sulla separazione tra il controllo amministrativo delle società ed il controllo contabile. Il primo risulta sempre affidate ad un organo interno che a seconda del modello di amministrazione adottato. Può essere il collegio sindacale o il consiglio di sorveglianza, oppure ancora il comitato per il controllo sulla gestione.

I secondi invece vengono esercitati da un organo quale potrebbe essere un revisore contabile oppure una società di revisione iscritti nel registro istituito presso il ministero della giustizia. Ovviamente a tale normativa base di riferimento vi sono delle eccezioni.

 

Quale sarà il ruolo del revisore?

Il revisore dovrà pianificare e svolgere l’attività di revisione contabile prevista dai principi di revisione in vigore (ISA Italia) e che si concretizzerà in queste attività: conoscenza iniziale dell’impresa e valutazione dei rischi, pianificazione delle verifiche periodiche (solitamente trimestrali) sulla regolare tenuta della contabilità, attività di revisione sul bilancio di esercizio. 

Tale attività, che andrà adeguatamente formalizzata tramite carte di lavoro, consentirà al revisore di acquisire elementi sufficienti per rilasciare ai soci la propria certificazione sul bilancio di esercizio la quale andrà depositata assieme al bilancio presso il Registro delle Imprese. La possibilità di disporre di un bilancio “certificato” indubbiamente accresce la fiducia dei terzi (banche, fornitori, potenziali partner) nei confronti dell’impresa.

 

Altri obblighi del revisore

Negli intendimenti del legislatore il revisore dovrà aiutare l’impresa ad istituire assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati alla rilevazione tempestiva della crisi e della perdita della continuità aziendale. 

A tal fine gli amministratori dovranno attivare delle procedure che consentano di monitorare periodicamente l’andamento economico-finanziario dell’impresa, ad esempio tramite indici finanziari o altri indicatori sintetici, da adattare alla dimensione e al settore merceologico di appartenenza (il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti è stato incarico di definire degli indici standard a cui fare riferimento). 

In caso di inerzia da parte dell’organo amministrativo sarà onere dell’organo di controllo segnalare la presenza di eventuali indizi della crisi chiedendo un rapido intervento.