La gestione del debito (il “saldo e stralcio”) ai tempi del Covid-19 e le possibili soluzioni per un “rientro” morbido sia per le persone fisiche sia per le piccole e medie imprese. Sono questi gli argomenti sviluppati con l’Avvocato Francesca Vaselli, specializzata in soluzioni per la crisi d’impresa e di esdebitamento.
Ecco l’intervista, che regala alcuni spunti davvero utili ed interessanti.

Gestione del debito: come organizzare un “rientro” che possa soddisfare tutte le parti in causa?

La gestione del debito nella attuale fase economica va assumendo una rilevanza ancora maggiore. Le soluzioni della crisi per gli imprenditori sono quelle previste nella legge fallimentare e da alcune importanti leggi speciali. Si tratta del concordato preventivo, la liquidazione coatta amministrativa e, come estrema, il fallimento e l’amministrazione straordinaria. Vi sono poi gli accordi di ristrutturazione del debito disciplinati dall’art. 182 bis L.F. ed il piano di risanamento inquadrato nell’art. 67 L.F.
I debitori civili, invece, possono accedere agli strumenti concordati di soluzione della crisi previste dalla L. 3/2012. Si tratta dell’accordo di ristrutturazione del debito, il piano del consumatore e la liquidazione controllata del patrimonio.

Esiste poi il “saldo e stralcio”, giusto?

Si tratta di una procedura di accordo transattivo stragiudiziale, che ha il grande vantaggio di essere breve e di consentire l’esdebitamento tombale immediato. Può essere adottata da qualsiasi debitore ma ha un campo di applicazione di gran lunga prevalente con riferimento alle persone fisiche. L’accordo può avvenire in una fase anteriore al giudizio di sofferenza del credito oppure nell’ambito di un procedimento di espropriazione forzata giudiziale, quando la procedura esecutiva è già incardinata. In quest’ultima ipotesi l’obiettivo è raggiungere l’accordo con i creditori che acconsentono alla rinuncia all’azione, all’estinzione della procedura esecutiva e alla cancellazione del pignoramento, con finale esdebitamento formalizzato nella quietanza liberatoria del debitore.

Quali i limiti e i punti di forza?

Il saldo e stralcio deve garantire e tutelare tutte le parti: il debitore, il creditore, e l’acquirente, terzo in buona fede che di norma non è assistito da un avvocato e rischia, se non vengono prese le dovute misure, di perdere la liquidità.
Anche per gli imprenditori assoggettabili alle procedure concorsuali quali fallimento e concordato preventivo, quando siano sottoposti a procedure esecutive, è possibile adottare tale rimedio. Ma la situazione è molto più delicata e complessa: proprio perché assoggettabili a fallimento, è possibile che l’operazione di cessione del bene possa, ad iniziativa del Curatore Fallimentare, essere colpita da azione revocatoria fallimentare.
In tal caso, per limitare questo rischio, sarà necessaria una preventiva due diligence basata sulla documentazione contabile, fra i quali prima di tutto i bilanci ed i partitari clienti/fornitori, da cui rilevare ed includere nella trattativa tutti i creditori, poiché il creditore rimasto insoddisfatto potrebbe provocare il fallimento dell’imprenditore e la vendita potrebbe essere sottoposta alla revocatoria fallimentare. Tale atto di disposizione potrebbe inoltre essere qualificato come un fatto penalmente rilevante. Sotto questo profilo assume una rilevanza fondamentale il prezzo, che dovrà essere “giusto” per scongiurare il più possibile tali rischi.

Quali sono gli step principali per una gestione oculata di un debito?

Un’adeguata informazione è il primo step per avere un corretto rapporto con il denaro, il suo valore e l’originarsi di un debito. Il secondo step, forse il più importante, è monitorare la propria posizione debitoria che ai primi segnali di aggravamento deve essere riconosciuta per poi essere affrontata. Per quanto concerne le società vi sono alcuni elementi sintomatici dello stato di insolvenza. Ad un patrimonio netto negativo, un cash flow insufficiente e ritardi nei pagamenti reiterati e significativi possono ben presto seguire protesti dei titoli di credito, diffide, intimazioni o peggio ancora decreti ingiuntivi, con conseguente aggravamento della situazione debitoria.
Il terzo step è affrontare tale difficoltà mediante l’accordo “precoce” con i creditori. La gestione di un professionista specializzato può consentire di risanare i debiti, con diversi approcci. Per la persona si può gestire il debito con un accordo transattivo anche rateale. Per arrivare, nelle situazioni più compromesse, alla vendita dell’immobile o mediante il ricorso di una procedura ex. L. 3/2012.