Con una mossa a sorpresa, il presidente della Russia Vladimir Putin ha deciso di aprire alle criptovalute come metodo di pagamento.

Una notizia che ha confermato lui stesso ai microfoni dell’emittente televisiva Cnbc Russia. Putin ha però spiegato ai giornalisti che non ci troviamo di fronte a una liberalizzazione delle criptovalute. La sua decisione per il momento si limita semplice a “tollerarle”. Un passaggio storico inevitabile a suo parere proprio perché “le cripto hanno il diritto di esistere ed essere utilizzate per i pagamenti”.

E se nei primi momenti successivi all’annuncio, molti avevano sperato che questa concessione imparasse anche il mondo del trading, è bastato poco per capire che non era questa l’intenzione del premier russo. 

Criptovalute, quella di Putin non va intesa come una proposta di liberalizzazione 

Il suo provvedimento infatti non avrà come conseguenza quello ad esempio di poter utilizzare il bitcoin sul trading petrolifero. Anche perché, soltanto un mese fa la Banca di Russia pubblicava un comunicato per mettere in guardia tutti gli investitori dalle criptovalute.

L’istituto infatti sostiene che la loro estrema volatilità sia un pericolo fin troppo sottovalutato anche dagli stessi analisti finanziari. Per questo, ne è stato altamente sconsigliato l’utilizzo per qualsiasi tipo di transazione domestica. Evidente come la scelta di Putin vada ben oltre la nazione che governa.

Il suo impatto infatti avrà conseguenze geopolitiche di un certo rilievo. Anche si tratta di una decisione che arriva a poche settimane di distanza da un’altra altrettanto storica presa dagli Stati Uniti. L’amministrazione Biden sta infatti riflettendo sulla possibilità di regolamentare le criptovalute. E questo potrebbe dare inizio a una nuova attività di mining da parte degli investitori. 

Criptovalute, in borsa nessuna reazione dei bitcoin all’annuncio di Putin

Per il momento però il Bitcoin ad esempio non ha scontato in borsa, né in positivo né in negativo, la scelta della Russia. Vi è una sorta di prudenza sul mercato sul tema.

Di sicuro, il presidente russo ha sempre dimostrato di comprendere quanto il progresso tecnologico, sul versante finanziario e non, sia qualcosa che la nostra civiltà non può fermare. Questo il motivo per cui Putin ormai da anni si ritiene convinto che i veri padroni del mondo saranno coloro che domineranno l’intelligenza artificiale. Una frase che oltretutto era stata sposata in quella circostanza dal ministro per lo sviluppo economico russo Maksim Oresking che aveva sottolineato la forte interconnessione tra queste tecnologie e le criptovalute. Al punto da affermare che “se davvero una nazione volesse sottomettere il mondo con l’intelligenza artificiale, per prima cosa inventerebbe il proprio bitcoin”. 

Nel 2017 la Russia ha deciso di creare la sua criptovaluta nazionale

Da qui, la decisione di Putin nel 2017 di autorizzare lo studio e la creazione di una criptovaluta nazionale. Un modo in realtà per regolamentare l’intero sistema. Il premier russo ad esempio non ha mai nascosto il timore che alla lunga monete come il bitcoin, diventino le predilette dei criminali che si occupano di riciclaggio.

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Il nome ufficiale conferito a questa nuova valuta è quello di criptorublo. Una moneta elettronica che però sarà gestita e tassa come fosse una moneta fiduciaria comune.