In tempi difficili come quelli che stiamo vivendo, le piccole e medie imprese hanno bisogno di finanziare il capitale circolante. Acquisto merci, pagamento stipendi, funzionamento della macchina produttiva, amministrativa e commerciale, vendita dei prodotti. Liberare risorse per supportare il capitale circolante è un’attività cruciale per far crescere l’impresa. Soprattutto quando i tempi di pagamento delle fatture commerciali sono molto dilatati. I giorni medi di incasso in Italia per le PMI sono circa 113, un dato tra i peggiori al mondo. E proprio i tempi biblici di incasso sono spesso una delle ragioni di innesco delle crisi aziendali. Ecco perché il ricorso a soluzioni di “Supply Chain Finance” – la finanza della catena di distribuzione – sta diventando una strategia sempre più interessante. Una delle modalità più apprezzate in tal senso si chiama “Dynamic Discounting”. Scopriamola insieme.

Il Dynamic Discounting: come funziona

Il Dynamic Discounting è il pagamento anticipato ai fornitori a fronte di uno sconto proporzionale ai giorni di anticipo. Lo sconto è dinamico, nel senso che il fornitore può chiedere al suo cliente il pagamento anticipato quando vuole. In questo modo, da un lato, l’azienda cliente mette a reddito la sua liquidità e nel contempo offre un sostegno concreto ai propri fornitori. Come? Fornendo un canale di finanziamento alternativo e disponendo direttamente il pagamento nella data prestabilita dal venditore. Dall’altro, l’azienda fornitrice incassa prima il suo credito e quindi ha immediatamente a disposizione nuova liquidità da impiegare nel suo business. Insomma, una vera e propria boccata d’ossigeno per tutto il tessuto economico, con l’immissione positiva di denaro circolante. C’è poi anche un aspetto contabile non secondario, perché l’impresa che consente lo sconto dinamico trasforma i vecchi interessi attivi in minori costi di acquisto.

Piattaforme DD

La pratica del Dynamic Discounting si sta diffondendo con una certa velocità. Per questo motivo, un crescente numero di startup ha iniziato a sviluppare piattaforme di DD. I costi da sostenere (da parte del fornitore, dell’impresa cliente o entrambe) per sfruttare queste soluzioni sono classificabili in 5 categorie:

  • costi di consulenza;
  • costi di accesso;
  • gestione del cambiamento;
  • oneri finanziari;
  • gestione e controllo.

In primo luogo, nella fase di pianificazione, l’impresa cliente deve individuare i provider di piattaforme DD che operano nella sua area geografica o nel suo mercato. In questo caso, potrebbero essere necessari costi di consulenza, soprattutto per il processo di on-boarding dei fornitori. Dato che le piattaforme sono principalmente Cloud, l’impresa cliente non deve affrontare importanti investimenti per offrire il DD ai suoi fornitori. Potrebbero però presentarsi dei costi di accesso per utilizzare la piattaforma.

Gestione e strategia

Tra i costi, per entrambi gli attori potrebbero insorgere quelli di gestione del cambiamento per comprendere le dinamiche di DD. Il passaggio successivo: la definizione di una strategia per ottimizzare il flusso finanziario, mentre l’impresa cliente deve spendere tempo e risorse per spiegare la soluzione ai suoi fornitori. Diversamente dalle altre soluzioni di Supply Chain Finance, il DD non richiede necessariamente l’intervento di un finanziatore esterno. Dal punto di vista contabile, gli sconti erogati dal fornitore ricadono tra le spese finanziarie, quindi rappresentano costi finanziari. Infine, entrambi gli attori devono essere coinvolti costantemente nel processo di fatturazione, richiedendo costi di gestione e controllo.

Banche e DD

Come scrive Vincenzo Imperatore, giornalista e consulente di direzione, “Questi nuovi programmi di sostegno della filiera delle micro-piccole imprese consentono alle aziende clienti di ricevere un finanziamento da una banca”. Da utilizzare poi per supportare, coinvolgendola nel processo, “la propria filiera fornitori attraverso una innovativa piattaforma fintech. Sono poche le banche che si stanno attrezzando, sono di piccole dimensioni. Ma ci sono. Basta cercarle”.