Gli ex vertici del Monte dei Paschi di Siena Alessandro Profumo e Fabrizio sono viola sono stati condannati a sei anni. La sentenza è stata emessa dalla seconda sezione del Tribunale di Milano. Si tratta di una decisione che potrebbe incidere molto più di quanto si pensi sui conti economici della banca.

Profumo e Viola  ai tempi dello scandalo Mps ricoprivano il ruolo di Presidente e Amministratore Delegato. Il Tribunale li ha giudicati colpevoli di aggiotaggio e false comunicazioni.  In conseguenza di questo ha predisposto il pagamento di una sanzione di 2,5 milioni di euro.

La vicenda che ha fatto emergere lo scandalo che in seguito ha condotto a queste condanne riguarda i bilanci del Monte dei Paschi di Siena e in particolare la contabilizzazione dei contratti  Alexandria e Santorini, sottoscritti rispettivamente con la Deutsche Bank e la Banca Nomura. 

Monte Dei Paschi di Siena, cosa ha stabilito il Tribunale di MIlano

Il Tribunale ha infatti stabilito che i vertici della banca avrebbe deciso, in maniera volontaria e ingiustificata, di non mettere a bilancio, fino al primo semestre del 2015, le perdite legate a questi due contratti. Della questione si era anche accorta, molto prima che scoppiasse lo scandalo, la Consob.

L’ente aveva infatti segnalato a suo tempo come ci fossero delle presunte irregolarità riguardanti la contabilizzazione dei derivati. Da quando la verità e i reati commessi da Mps sono venuti alla luce, alla banca senese sono sopraggiunte moltissime richieste di rimborso da parte degli azionisti. 

Condanne Profumo e Viola, cosa accadrà adesso con le richieste di rimborso degli azionisti?

E adesso, con la condanna di Profumo e Viola, è molto probabile che queste richieste diventino un esborso effettivo per Monte dei Paschi. E tutto questo, mentre il Tesoro ha ormai deciso di uscire dall’azionariato della banca. Insomma, per Mps si prospetta una situazione molto critica.

Rimborsare tutti gli azionisti che hanno chiesto un risarcimento potrebbe persino portare al fallimento dell’Istituto di Credito che d’altronde, si salvò a suo tempo soltanto grazie all’intervento dello Stato. 

Monte Di Paschi, le origini dello scandalo

Lo scandalo Mps risale al 2009. Come spiegato in precedenza, la condanna di Profumo e Viola è legata principalmente al fatto di non aver contabilizzato le perdite legate ad Alexandria e Santorino.

Ma durante la gestione di Mussari, successore di Profumo, la banca senese sembra abbia deciso di truccare il bilancio. E sostanzialmente ha deciso di conteggiare soldi che in realtà non possedeva.

In particolare la dinamica dell’operazione portata a termine con la banca giapponese Nomura per la sottoscrizione del contratto di Alexandria è molto complessa. Mps avrebbe infatti ceduto a Nomura le perdite di un derivato ad alto rischio e la banca orientale avrebbe a sua volta scaricato questo contratto sulla banca senese. Un gioco di prestigio che è convenuto ad entrambi gli istituti di credito.