Nel terzo trimestre di quest’anno, Moderna ha registrato uno storico rialzo del fatturato. Guadagni che naturalmente arrivano in primo luogo dal vaccino contro il Covid della casa farmaceutica.

Una buona notizia? In realtà no, perchè rispetto alle previsioni fatte dagli analisti finanziari, gli utili registrati da Moderna sono stati inferiori al previsto. Certo, nel terzo trimestre dello scorso anno le azioni di Moderna erano “in rosso” di 59 centesimi mentre adesso hanno un valore pari a 7,70 dollari. 

Nel 2021 Moderna ha registrato un attivo di 3,3 milioni di dollari

Così è lievitato il fatturato complessivo, che dalla perdita di 233 milioni dello scorso anno, è passato a registrare un attivo di 3, 33 miliardi di dollari. Fino a questo momento, la casa farmaceutica ha dichiarato di aver venduto complessivamente 208 milioni di dosi di vaccino nel mondo. Numeri molto grandi, che difatti hanno portato l’azienda a raddoppiare il numero dei dipendenti in organico per far fronte a tutte le richieste. Moderna aveva però sbagliato comunque le stime sul fatturato del 2021.

Un errore dovuto a un’eccessiva fiducia sugli accordi di acquisto anticipato del vaccino. Intese che avrebbe dovuto portare nelle case dell’impresa fino a venti miliardi di dollari. Invece, le consegne sono state posticipate al prossimo anno. Nonostante questo, Moderna potrebbe però conoscere ben presto un nuovo boom in Borsa. 

Modena, presto la versione aggiornata del vaccino contro le varianti?

È notizia di questi giorni infatti che presto potrebbe arrivare una nuova versione aggiornata del vaccino, in grado di contrastare in modo efficace le nuove varianti, in particolare quella delta. Una notizia che è stata confermata da uno dei capo ricercatori di Moderna, Paul Burton, in un’intervista concessa alla Repubblica. L’uomo ha infatti spiegato che al momento, l’obiettivo della casa farmaceutica è quello di completare le consegne relative alla prima versione testata del vaccino. Ha poi però aggiunto che se la situazione dovesse aggravarsi, si potrebbe accelerare il processo per distribuire la versione aggiornata contro le varianti del siero.

Burton ha poi rassicurato i giornalisti di Repubblica sulle sicurezza del siero. Moderna infatti ha raccolto i dati di oltre 150 milioni di persone. 

L’intervista del capo ricercatore di Moderna Burton a Repubblica

E anche i casi di miocardite di cui si parla tanto, si sono rivelati molto rari e interessano solo la fascia d’età maschile che va dai 18 ai 24 anni. Il ricercatore ha poi insistito molto sulla necessità di fare una terza dose spiegando che dopo sei-otto mesi, gli studi rivelano un consistente calo degli anticorpi. E infatti, i dati supportano questa tesi, in quanto nel lasso di tempo preso in esame, i contagi sono effettivamente saliti. Moderna potrebbe poi ricevere un’ulteriore spinta da un caso che ha ormai assunto il nome di Pfizer Gate.

Pfizer Gate, l’inchiesta del British Medical Journal

Il British Medical Journal è riuscito infatti a entrare in contatto con “una gola profonda”. Un nome che il giornalismo riserva a quelle fonti internet che permettono di portare a galla verità sconosciute al grande pubblico. E la fonte del BMJ ha effettivamente raccontato una storia molto preoccupante. I vertici della casa farmaceutiche sarebbero stati infatti a conoscenza di alcuni errori fatti nei processi atti a misurare gli eventi avversi del vaccino. Questi infatti sarebbero stati volontariamente mimetizzati e in alcuni casi nascosti. 

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Che si tratti di sviste rilevanti o meno, non sarà semplice per Pfizer tirarsi fuori da questo scandalo. Anche nel caso in cui, come sostengono molti medici, si tratti comunque di errori che non hanno inciso realmente sulla sicurezza del vaccino. Perchè comunque sempre di “incuria” si tratta. E non è certo accettabile che i dirigenti abbiano taciuto su questo.