Il MIFID 2 è una normativa europea, emanata il 3 Gennaio 2018, che si occupa di disciplinare i servizi di investimento allo scopo di offrire a risparmiatori ed investitori la maggior trasparenza possibile.

Dalla sua introduzione, ha modificato in modo sostanziale le attività di ricerca sugli investimenti. Una di queste è il modo in cui le transazioni devono essere documentate e le procedure di comunicazione tra broker al fine di compensarsi a vicenda trovando i prezzi migliori per i rispettivi clienti.

Obiettivi della MIFID 2

Uno degli obiettivi principali del MIFID 2 è sempre stato quello di eliminare eliminare le cosiddette dark pool. Con l’espressione dark pool si fa’ riferimento, in ambito finanziario, a dei mercati privati in cui agli investitori viene permesso di acquistare e vendere grandi quantità di azioni senza essere costretti a dover dichiarare in anticipo il prezzo pagato per ogni singola azione oppure la dimensione dell’ordine effettuato. 

La normativa ha imposto su questo tema delle limitazioni molto forti. La direttiva consente infatti che soltanto l’8 per cento del volume di qualsiasi titolo finanziario possa essere scambiato secondo questa modalità.

Ambiti di applicazione della MIFID 2, tre macro-categorie di soggetti finanziari

Gli intermediari, che possono essere gli istituti bancari e le imprese di investimento. Le Trading Venues, che comprendono al loro interno due categorie introdotte ex novo dalla nuova direttiva ovvero i gestori di sistemi MTF (Multilateral Trading Facility) e gli Internalizzatori Sistematici. Infine, l’ultima categoria riguarda i soggetti che si occupano di offrire servizi di consulenza finanziaria.

La normativa obbliga inoltre le imprese di investimento ad effettuare una classificazione della loro clientela che moduli in maniera chiara e trasparente le tutele che ad essa vanno garantite e gli obblighi informativi che vanno assolti.

Tre categorie di clientela

Il cliente retail, che deve essere sempre identificato in un soggetto privato e mai in controparti qualificate o professionali.  Il cliente professionale, ovvero tutti quei soggetti che possiedono le autorizzazioni necessarie, da parte dei governi, degli enti pubblici e delle banche Centrali, per svolgere dei servizi di investimento.

La controparte qualificata, che comprende l’insieme dei clienti professionali che sono composti da banche di investimento, istituzioni internazionali, banche centrali, compagnie assicurative e governi nazionali.

È prevista inoltre la possibilità, per quei soggetti che vogliano effettuare il passaggio da cliente al dettaglio a cliente professionale, di ottenere una valutazione di idoneità. Questa può però essere emessa solo dopo degli accurati accertamenti condotti dall’impresa di investimento.

MIFID 2: la riforma dei costi e del servizio di consulenza

Il MIFID 2 obbliga inoltre le imprese di investimento ad una maggiore chiarezza sui costi dei loro servizi.

Prima di questa normativa, non era previsto alcun obbligo per gli intermediari di comunicare eventuali costi di servizio ai propri clienti. Sul mercato finanziario era infatti diventata una pratica comune, quella di limitarsi a presentare delle rendicontazioni periodiche, che evidenziano i soli risultati di gestione tralasciando i costi del servizio.

Con l’introduzione di questa normativa invece, gli intermediari hanno adesso l’obbligo e la responsabilità di informare in maniera esaustiva i propri clienti.

Le tre tipologie di informativa al Cliente

Un’informativa ex-ante, che deve occuparsi di indicare nella maniera più dettagliata possibile tutti gli aspetti relativi alla frequenza con cui saranno messe in atto delle valutazioni di adeguatezza dei prodotti finanziari erogati. In questa informativa è inoltre obbligatorio specificare se la consulenza fornita, è stata redatta su base indipendente o meno. In ultimo, questa deve contenere una distinzione netta tra le commissioni di retrocessione, i costi associati ai prodotti e quelli di servizio.

Un’informativa una-tantum, che può essere emessa a discrezione dell’impresa di investimento e soltanto attraverso una specifica richiesta del cliente stesso.

Un’informativa ex-post con cadenza annuale, che deve elencare in modo dettagliato i costi che si sono sostenuti in relazione ad ogni singolo prodotto finanziario e al portafoglio complessivo. Il cliente ha inoltre la possibilità di inviare una richiesta al proprio gestore, per poter visionare di persona l’incidenza del costo sostenuto sul rendimento effettivo del titolo.

Viene inoltre previsto l’obbligo di inviare ai propri clienti una comunicazione trimestrale, in cui possano essere visionati i dettagli relativi agli strumenti finanziari su cui vengono fatti gli investimenti.

In caso di scarsa liquidità di un titolo finanziario, l’impresa di investimento è tenuta a fornire una segnalazione ad hoce una documentazione in cui siano contenute le informazioni riguardo a cosa può accadere nel caso in cui si raggiunga un certo livello di perdita finanziaria, o un eventuale aumento della leva finanziaria utilizzata.

MIFID 2: Le nuove responsabilità degli intermediari finanziari

Con l’introduzione della MIFID 2, gli intermediari sono adesso costretti ad inviare ai propri clienti delle reconditazioni che siano il più possibile chiare, precise e trasparenti riguardo i costi che dovranno sostenere. Proprio in tal senso, vi è l’obbligo per l’intermediario di indicare questi costi in termini monetari e non in termini percentuali.

Introdotti due nuovi servizi di investimento

Il primo consiste nella gestione degli MTF (Multilateral Trading Facility), che si caratterizzano per essere dei sistemi multilaterali, molti simili ai mercati regolamentati, nel quale sia gli strumenti quotati che quelli non quotati possono essere ammessi alle negoziazioni.

Il secondo nuovo servizio introdotto, riguarda invece la consulenza. Il MIFID 2 ha previsto la creazione di un albo unico per gli intermediari, suddiviso in due categorie.

La consulenza fuori sede, che riguarda principalmente i promotori finanziari che possono fornire pareri contrastanti a causa del conflitto di interesse ( essendo stipendiati dalla banca in cui operano). La consulenza autonoma riguarda invece gli intermediari indipendenti, che non sono stipendiati da nessun istituto in quanto il loro guadagno deriva direttamente dal pagamento di una prestazione da parte del cliente.

Gli Scambi

La direttiva abolisce inoltre l’obbligo di concentrazione degli scambi su mercati regolamentati ed introduce due nuove forme di scambio: Gli Internalizzatori Sistematici e i Sistemi Multilaterali di Negoziazione, di cui si è parlato in precedenza.

Infine, sono diverse le nuove responsabilità che la MIFID 2 attribuisce agli intermediari finanziari.  Questi infatti, sono adesso costretti all’obbligo della best execution, che consiste nel fornire obbligatoriamente ai propri clienti la miglior prestazione professionale possibile. La best execution può essere applicata a tutti gli strumenti finanziari ma non in caso di specifiche richieste da parte dei clienti, o nel caso in cui il soggetto di riferimento sia una controparte qualificata.

L’assenza di un obbligo di concentrazione sugli scambi, costringe inoltre le imprese di investimento a dover implementare un execution policy. In questa strategia di esecuzione, è obbligatorio indicare le sedi di esecuzioni in verranno effettuati gli ordini di compravendita, ed i fattori che si sono presi in considerazione ai fini della scelta di quella specifica sede.