Quando si dice “basta poco…”. La vicenda sta facendo il giro del mondo: Elon Musk, CEO e fondatore di Tesla (nella foto), azienda che produce più di 1 milione di auto elettriche all’anno, la scorsa settimana l’ha fatta grossa. Eh sì, perché su Twitter ha cinguettato che le quotazioni di bitcoin ed ethereum “sembrano alte”. Apriti cielo! A cascata, è iniziata una colossale svendita di criptovaluta. Un colpo non certo preventivato dal suo fondatore, che già pregustava l’affare da miliardi di dollari cash. A peggiorare la situazione, anche la perdita di fiducia, da parte degli azionisti, proprio nei confronti di Tesla. Ecco i dettagli di una vicenda surreale.

Elon Musk e Tesla

Lo avevamo annunciato proprio da queste colonne poco tempo fa: Elon Musk aveva annunciato l’acquisto di moneta virtuale per 1,5 miliardi di dollari. L’obiettivo dell’imprenditore sudafricano era piuttosto chiaro: utilizzare i soldi digitali per acquistare e vendere le macchine. La notizia sulle prime aveva messo le ali alla criptovaluta. Tutti si aspettavano una mossa simile da parte di Apple. Secondo gli analisti, con l’ulteriore sviluppo di Apple Wallet, l’app per iPhone, utile per archiviare carte fedeltà, coupon, ticket d’imbarco, biglietti del cinema ed eventi vari, il boom sarebbe stato garantito. La nuova app avrebbe avuto le potenzialità per aumentare l’effetto leverage sulla base utenza da 1,5 miliardi di persone. Il passo successivo? Tramutarla in una “crypto-exchange”, piattaforma di negoziazione per criptovalute.

Il buco di Tesla

Tutto ciò in linea molto teorica, facendo i conti della serva, come si suol dire. La scivolata sulla buccia di banana di Elon Musk ha infatti investito il colosso Tesla. Insomma, le cose stanno così: se il bitcoin crolla, allora anche la società che ci ha investito massicciamente e lo ha messo nel suo bilancio ne paga le conseguenze. Così, i titoli del colosso delle auto elettriche hanno perso il 9% nel pre-Borsa e sono scesi sotto il livello di prezzo con cui Tesla è entrata nello S&P 500, lo scorso 21 dicembre. Il calo, alla fine si è ridotto a -2,2% a 698 dollari. Ma aveva toccato addirittura il -12% a 627,10 dollari. Una debacle che si assomma a quella di qualche giorno orsono, con il -8,6% negli scambi regolari. Per Elon Musk, un buco da 15 miliardi di dollari, che ha lasciato campo aperto a Jeff Bezos nella patinata classifica dei miliardari di Forbes (185 contro 167 miliardi).

La strategia di Apple

Ora le cose vanno un po’ meglio. Bene, ma non benissimo, potremmo chiosare. Visto che il titolo Tesla viaggia sui livelli di fine dicembre e comunque inferiori del 23% al record toccato il 26 gennaio scorso. Quando aveva sfiorato i 900 dollari per azione in chiusura e li aveva brevemente toccati nel corso della seduta. Intanto, tutti si chiedono quali saranno le prossime mosse di Musk. Certo è che sarà difficile che Tesla riesca a far schizzare di nuovo le valutazioni di Bitcoin sopra i 44.000 dollari. Un exploit che starebbe facendo pensare ad Apple di convertire parte del cash in cripto. Per un controvalore superiore ai 5 miliardi di dollari. Sta a vedere che l’affare, alla fine, lo faranno dalle parti di Cupertino…