Un addio improvviso. Quasi inaspettato. Almeno in apparenza. Stiamo parlando del divorzio tra Lapo Elkann e la sua creatura, Garage Italia, la carrozzeria de luxe milanese per personalizzare le auto. Ma che cosa è successo? C’è qualcosa sotto? A spiegarlo, in un articolo lungo e ben articolato, ci pensa il “Corriere della Sera”. Che tira in ballo il business digitale, in particolare la nuova frontiera degli NFT, vale a dire i “Non Fungible Tokens”. In soldoni, si tratta di prodotti digitali rappresentativi di opere d’arte o beni iconici, come appunto un’auto da collezione o fatta su misura, la cui proprietà è certificata dalla blockchain. Una vera e propria bolla speculativa, con opere d’arte digitali vendute per decine di milioni di dollari. E il mercato dei collezionisti di auto d’epoca virtuali sembra essere molto promettente. Lanciato su cifre davvero importanti. Vediamo cosa sta accadendo.

Garage Italia e gli svizzeri

Intanto, inquadriamo Garage Italia, che ha numeri notevoli: nel 2020 ha fatto registrare 2,2 milioni di ricavi e 200 mila euro di utile con 13 dipendenti. Ora, i fatti: Lapo Elkann, primo azionista con la famiglia di uno dei grandi gruppi mondiali dell’auto, Stellantis, presieduto dal fratello John, ha dato le dimissioni con effetto immediato dal board e dalla presidenza non esecutiva di Garage Italia. La società è stata venduta alla Youngtimers di Basilea. Un’operazione da 10 milioni di franchi svizzeri (9,3 milioni di euro), che Lapo ha reinvestito nel 23% della holding svizzera, di cui ora è diventato uno dei maggiori azionisti. “Finora con successo: ai prezzi attuali il valore della quota è di circa 18 milioni di franchi”. Subito dopo, un’altra novità: Youngtimers annuncia un nuovo azionista per Garage Italia. È la società di investimenti lussemburghesi Fbnk Finance sarl, presieduta da un esperto finanziere dell’e-commerce, Aston Fallen.

La rottura

Ed è qui che arriva la rottura con Elkann. Visto che Fallen ha dichiarato di voler “espandere i servizi di tokenizzazione per auto da collezione costruiti sulla precedente iniziativa in NFT di Garage Italia e sulla piattaforma di tokenizzazione Alti acquisita da Youngtimers”. Il Corriere ricorda che la rottura sarebbe dovuta a “divergenze tra la visione strategico-industriale di crescita sul lungo termine di Lapo, rispetto a un approccio più finanziario, seguito dalla società svizzera Youngtimers”. Già, perché gli svizzeri ora vendono il 30% a 3 milioni di franchi, opzionando la vendita dell’ulteriore 70% per 8 milioni. Con una plusvalenza potenziale di 1 milione di franchi. Tutto lascia supporre, quindi, che l’operazione fosse stata pianificata fin dall’inizio. Ma la domanda sorge spontanea: a cosa servirebbe la rappresentazione digitale di un’auto da collezione? La risposta? A contrastare la perdita del valore negli anni di un’auto personalizzata. Gli NFT certificano l’originalità della vettura realizzata, in questo caso da Garage Italia. Insomma, un valore aggiunto in caso di rivendita.

Il “mercato parallelo”

Il giochino è illuminante: “Bloccando la proprietà di un articolo immateriale, che può essere acquistato e venduto, si sono poste le condizioni per rivoluzionare il sistema dei gatekeeper (gallerie, case d’asta, collezionisti, consulenti e curatori) che controllano il mercato del collezionismo, creando così un mercato parallelo”. Un mercato che fa gola ai nuovi soci. “Siamo lieti di investire in Garage Italia, un formidabile hub di auto da collezione costruito da Lapo Elkann, e portato nel mondo degli asset digitali e delle securitization. Qui Garage Italia può sfruttare appieno le sue competenze chiave nell’ambiente delle auto da collezione, beneficiando del vantaggio di essere il first mover”, ha dichiarato Allen in una nota. Ma quante sono le auto tokenizzate finora da Garage Italia e in vendita come NFT? Solo tre: la Suzuki Jimny Flora, la Audi Q5 e-tron Sportback “Adelina” e la Porsche 911 (993) Turbo Azul.