Le mani dell’Europa sull’Italia. I principali gruppi finanziari del Vecchio Continente si stanno disputando, a suon di milioni, una preda piuttosto succulenta. Di chi stiamo parlando? Della Borsa italiana. La notizia è ormai ufficiale: il gruppo London Stock Exchange (Lseg), che dal 2007 possiede indirettamente il listino italiano, ha annunciato di aver avviato trattative esclusive per la vendita di piazza Affari a una cordata composta da Euronext. Si tratta di una società che controlla la Borsa di Parigi e le piazze finanziarie di Dublino, Oslo, Lisbona, Amsterdam e Bruxelles. Ma non solo: come riportano i principali quotidiani, tra le partecipate vi sono Cassa depositi e prestiti Equity (controllata al 100% da Cdp) e Intesa Sanpaolo. Si parla di un investimento rispettivamente di 960 milioni e 240 milioni di euro.

LSEG e la Borsa Italiana

E’ la stessa London Stock Exchange a confermare il proposito di acquisto. In una nota spiega di “essere ora in trattativa esclusiva con Euronext N.V. in relazione alla cessione del gruppo Borsa Italiana”. E ancora: “In seguito all’annuncio del 31 luglio 2020 relativo a Mts e al gruppo Borsa Italiana, London Stock Exchange Group plc ha ricevuto e esaminato una serie di proposte competitive da più parti per Mts e il gruppo Borsa Italiana nel suo complesso”. “Non vi può essere certezza che una transazione risulterà da queste discussioni – prosegue la nota – e qualsiasi potenziale vendita dipenderà dall’esito della revisione della transazione Refinitiv da parte della Commissione Europea”. Intanto, fioccano già ipotesi, numeri e scenari apocalittici…

Gruppo leader in Europa

E’ inutile fare troppi giri di parole: l’aggregazione proposta tra Borsa Italiana ed Euronext creerebbe un operatore leader nei mercati dei capitali dell’Europa continentale. Un passo importante, stando agli analisti di mezzo mondo, nella creazione dell’infrastruttura dell’Unione dei mercati dei capitali in Europa, sostenendo al contempo le economie locali. Nel pratico, Borsa Italiana manterrebbe le funzioni, la struttura e le relazioni attuali all’interno del panorama italiano. Ma non solo: il CEO di Borsa Italiana entrerebbe a far parte del Managing Board di Euronext. Il CEO di MTS si unirebbe al Managing Board esteso, insieme agli altri leader delle grandi business unit e delle principali funzioni centrali di Euronext. Assumendo responsabilità dell’attività di fixed income trading per l’intero gruppo.

Un colosso della Finanza

Stiamo parlando di operazioni a parecchi zeri. L’aggregazione tra Euronext e Borsa Italiana porterebbe alla nascita di un vero e proprio colosso della Finanza. E proprio Borsa Italiana contribuirebbe per oltre metà dei ricavi dell’intero nuovo gruppo. Ad oggi, Parigi ha una capitalizzazione di circa 7,1 miliardi di euro nel suo complesso, con ricavi che nel 2019 si sono attestati sui 679 milioni di euro, mentre Milano ha una capitalizzazione stimata tra i 3,3 e i 3,8 miliardi di euro. Basta fare due calcoli piuttosto elementari per capire la portata dell’operazione. Per quanto riguarda il ruolo di Cassa depositi e prestiti e di Intesa Sanpaolo, secondo l’accordo firmato l’11 settembre 2020, le due società italiane entrerebbero a far parte dell’azionariato di Euronext, con un aumento di capitale. Come conferma una nota congiunta dei gruppi in campo.

Non solo Euronext

Ma in lizza non c’è solo Euronext. Certo, dopo l’annuncio dell’avvio delle trattative esclusive sembra particolarmente favorita. Ma vi sono anche altre società che hanno presentato offerte per accaparrarsi le attività di Borsa Italiana. Tra queste, la svizzera Six, che controlla la borsa di Zurigo e ha recentemente messo le mani anche su quella di Madrid con un investimento di 2,8 miliardi di euro. Senza dimenticare le avances di Deutsche Börse, tra le piazze finanziarie europee più importanti. In ogni caso, l’unico dato di fatto attuale è il seguente: entro la fine dell’anno le Borse di mezzo mondo potrebbero subire uno stravolgimento epocale.