La nuova scommessa di Warren Edward Buffett? Il Giappone e le materie prime. Il magnate americano, filantropo, presidente e amministratore delegato di Berkshire Hathaway, ha deciso di festeggiare i suoi primi 90 anni in maniera alquanto temeraria. Proprio attraverso Berkshire Hathaway, Buffett è diventato uno dei maggiori azionisti delle “sogo shosha”: colossi del trading, tra cui Mitsubishi, Mitsui e Sumitomo. Società fondamentali per l’economia nipponica, per gli approvvigionamenti di energia, metalli, prodotti agricoli e alimenti. Un traguardo di tutto rispetto per il settimo uomo più ricco al mondo: Buffett, infatti, ha un patrimonio stimato di 78,9 miliardi di dollari.

Il “fiuto” di Buffett

Insomma, Warren Edward Buffett ha fiutato l’affare. Attualmente le sogo shosha sono un vero e proprio veicolo di promozione del “made in Japan”. Ma non solo: sono attive nell’ambito del private equity, diventando azioniste di spicco di molte società e progetti industriali, con un occhio di riguardo per l’Oil&Gas. “In questo settore ibrido, tra commercio e investimenti industriali, che non esiste al di fuori del Giappone, Buffett ha scelto di puntare sui cinque nomi principali – Mitsubishi Corp, Mitsui & Co, Sumitomo Corp, Itochu Corp e Marubeni Corp – rilevando poco più del 5% del capitale di ciascuno”, scrive “Il Sole 24 Ore”.

Un business miliardario

Bastano pochi numeri per comprendere il business di Buffett: le quote delle cinque società prescelte sono valutate in tutto 6,3 miliardi di dollari, accumulati praticamente tutti negli ultimi 12 mesi con acquisti sulla Borsa di Tokyo. Oro che luccica per lo stratega di Omaha. L’obiettivo è chiaro: i dirigenti di Berkshire hanno chiarito che non solo intendono conservare a lungo le partecipazioni, ma contano di accrescerle fino al 9,9%. Naturalmente, sperando nei favori del prezzo e della benevolenza del mercato.

Il beneficio reciproco

Come ha ricordato Buffett, le cinque società “hanno molte joint venture in giro per il mondo ed è probabile che costituiranno altre partnership. Spero che in futuro ci siano opportunità di beneficio reciproco”. Un progetto, quello di Buffett, ben accetto anche nel Sol Levante. “È una bella notizia che uno dei maggiori investitori del mondo abbia mostrato interesse per i listini giapponesi”, si è rallegrato il ceo di Itochu, Masahiro Okafuji. L’auspicio è che Buffett – sempre più criticato, ma tuttora considerato un guru della finanza – faccia da apripista, arginando la fuga di investimenti dal Paese. I dati sono allarmanti: negli ultimi 3 anni, ben 132 miliardi di dollari di capitali stranieri hanno lasciato i mercati nipponici e la situazione rischia di peggiorare. Specialmente dopo le recenti dimissioni del premier Shinzo Abe per motivi di salute. L’incertezza non aiuta.

Parola d’ordine: diversificare

Continua il progetto di Buffett, che con il suo modo di operare tanti amici si è fatto ma anche altrettanti detrattori: investimenti effettuati a prezzi favorevoli, nell’ottica di creare valore nel lungo periodo, che l’hanno reso uno dei soci più longevi di alcuni gruppi simbolo del made in Usa, come Apple e Coca-Cola. Ora, ecco la scelta delle sogo shosha, ulteriore attestato di fiducia per il settore delle materie prime. Uno dei pochi investimenti di Berkshire Hathaway nel periodo del Covid-19, annunciato a luglio, era stato l’acquisto delle infrastrutture nel gas di Dominion Energy, per 9,7 miliardi di dollari, incluso il debito.