Nei primi giorni di novembre un’operazione finanziaria mistriosa aveva fatto il giro del mondo. Poco meno di 70 mila Bitcoin (69369, per la precisione) erano stati trasferiti da un wallet rimasto intoccato fin dal lontano 2015. Si tratta di una somma il cui controvalore si muove attorno al miliardo di dollari, a seconda ovviamente della variazione del cambio tra Bitcoin e valuta americana.

 

Chi l’ha notata

A notare la transazione è stato tra i primi, se non forse il primo, Alon Gal, co-fondatore e CTO della società di sicurezza Hudson Rock, condividendo su twitter tutto il proprio sconcerto. Non è chiaro se l’operazione sia avvenuta per mano del legittimo proprietario del wallet o qualcuno sia riuscito nell’ardua impresa di “indovinare” la password. Il portafoglio è (o meglio, era) il quarto più grande portafoglio BTC al mondo.

 

Sospetti sul mercato nero del web

Secondo Tom Robinson, co-fondatore e responsabile della società di blockchain analysis Elliptic, si sospetta che i fondi presenti in quel wallet provenissero da vendite effettuate su Silk Road. Ovvero il famigerato mercato nero del web sul quale era possibile trovare ogni genere di materiale e servizio illecito prima di essere chiuso e sequestrato nel 2013.

Quando i BTC furono trasferiti su quel wallet prima della chiusura di Silk Road, il loro valore complessivo era di circa 350 mila dollari. L’impennata del valore di Bitcoin che si è verificata negli anni successivi ha portato questo wallet a superare il miliardo di dollari. L’ultima transazione registrata risale al 2015, quando furono spostati 101 BTC in BTC-e, una piattaforma di trading chiusa poi nel 2017 e che ha visto il fondatore arrestato con l’accusa di riciclaggio.

 

Cosa è accaduto realmente

Ma a distanza di qualche giorno pare che il mistero sia stato risolto. Sembra, infatti, che l’operazione è stata effettuata dal Dipartimento di Giustizia USA, nel contesto di una vicenda davvero intricata che vede protagonisti Silk Road, il suo fondatore Ross Ulbricht e un misterioso “individuo X”.

 

Piccolo passo indietro 

Silk Road è stato un mercato nero di ogni genere di servizio, attività e materiale illecito accessibile nel Dark Web sequestrato e chiuso definitivamente nel 2013 con l’arresto di Ulbricht.

Su Silk Road operavano migliaia di criminali e circolavano oltre 100 mila acquirenti. Secondo le indagini statunitensi che hanno inoltre determinato un volume d’affari di oltre 9,5 milioni di bitcoin e per il quale Silk Road ha incamerato oltre 600 mila bitcoin di commissioni.

 

Cosa dice la denuncia

Nella denuncia viene spiegato che nel corso di quest’anno gli agenti dell’Internal Revenue Service hanno collaborato con Chainalysis, società specializzata in operazioni di analisi ed indagini sulla blockchain, allo scopo di analizzare le transazioni bitcoin condotte da Silk Road. Sono state identificate 54 transazioni precedentemente non rilevate e che rappresentano un furto condotto tra il 2012 e il 2013 ad opera del misterioso “individuo X” ai danni di Silk Road.

Nel complesso queste 54 transazioni hanno trasferito 70411,46 bitcoin verso due wallet, che chiameremo “A” e “B”: a quel tempo il controvalore del malloppo era di circa 354 mila dollari. Ad aprile dello stesso anno i due wallet A e B hanno inviato 69471,082201 ad un terzo wallet “C”, che è quello risultato dormiente fin dal 2015 successivamente chiuso e sequestrato nel 2017.

 

L’individuo X

Al momento dell’accaduto Ulbricht riuscì a risalire all’identità di questo misterioso individuo, minacciandolo di restituire quanto sottratto. Ma l’individuo X non ha mai restituito e nemmeno speso quella fortuna. Nella giornata di martedì ha firmato un accordo di confisca con l’ufficio del procuratore degli Stati Uniti, accettando quindi di consegnare i fondi al governo.