Sta prendendo sempre più piede il “Real Estate Crowdfunding”, la nuova frontiera di investimento nel settore immobiliare. Tecnici ed analisti lo definiscono un “modello di ampliamento di business” di sicuro interesse, specialmente in tempi di crisi come quelli attuali. Ultimamente, poi, a fare furore è una branca denominata “Social Lending”. Ecco di cosa si tratta, il mercato attuale e gli scenari futuri.

Il Crowdfunding e il Social Lending

L’Equity Crowdfunding prevede che gli investitori acquistino delle quote della società proponente il progetto, al pari di un’azione. Il Social Lending compie uno step in più: la partecipazione ad iniziative di sviluppo immobiliare comportano il prestito di capitale. Come un’obbligazione, insomma. In cambio, si riceverà il capitale immesso, arricchito dagli interessi maturati a fine investimento. Altre caratteristiche fondamentali: si tratta di un impegno adatto a tutte le tasche. Con capitali minimi, a rischio basso, si possono ottenere profitti interessanti. In poco tempo, visto che l’arco medio di restituzione è di circa 9 mesi, garantito entro un anno.

Numeri che fanno ben sperare

Bastano alcuni dati per comprendere come il settore sia in continua evoluzione. Su 10 miliardi di dollari di crowdinvesting immobiliari globale, il lending ha il 50% del mercato, l’equity il 35%. Il rimanente è ibrido. In Italia si è passati da un 2017 con meno di 1 milione di euro, ad un 2018 con 7,7 milioni. E i primi sei mesi del 2019 hanno fatto registrare un fatturato di 5,5 milioni. In totale, sono oltre 100 i progetti finanziati crowdinvesting immobiliare, 92 con il lending. Per una raccolta totale di più di 40 milioni di euro.

Investire on line

Come sottolinea Andrea Maffi, chief operating officer di “Trusters”, la prima piattaforma on line di crowdfunding immobiliare 100% Made in Italy, “si può investire a partire da 100 euro”. Si tratta di un mercato, dunque, che offre “diverse opportunità. Le società immobiliari possono presentare le operazioni su nostro portale e il prestatore o truster può scegliere su cosa investire, valutando le caratteristiche del singolo deal per valutare se fa per lui: dati del progetto, business plan, dati della società proponente. È importante che ci sia un collegamento diretto tra la società che propone l’operazione e l’investitore”.

Un settore stabile

Ed è qui che sta la grande novità: l’innovativa combinazione del digitale applicato al Real Estate. Una formula “rivoluzionaria” ma che sta cavalcando l’onda lunga della crisi da Covid-19, con un mercato immobiliare che come tanti altri settori sta scontando crisi e crolli di fatturati. Ad oggi, infatti, il Real Estate Lending Crowdfunding è una forma d’investimento stabile e poco soggetta alle oscillazioni di mercato.

Gioie e dolori dell’immobiliare

Un mercato immobiliare che, stando alle ultime stime, in evidente difficoltà a causa della pandemia. Stando alle ultime stime, gli utili delle aziende del settore perderanno tra il 5 e il 10%. E si tratta di una stima fin troppo ottimistica. Tra gli asset che soffriranno meno, la logistica, il residenziale, uffici di grado A, la sanità e i data center saranno. Lacrime e dolori, invece, per centri commerciali, hotel, vecchi uffici, residenziale usato e student housing. Ecco perché il Social Lending può essere la soluzione giusta. In una recente intervista, Maffi ricorda che “la pandemia ha spinto alla ricerca di abitazioni più confortevoli e sostenibili”. Appunto, alla possibilità di accedere a forme finanziarie integrative più semplici, veloci, affidabili e orientate all’utilizzo del digitale.