I fondi di investimento sono gestiti da società finanziarie altamente specializzate e  si occupano di unire il capitale di più risparmiatori allo scopo di investirli in attività finanziarie.

Il loro vantaggio principale è quello di offrire, ai risparmiatori che detengono piccoli capitali e non hanno le conoscenze necessarie per investire in maniera consapevole sul mercato finanziario, un servizio di investimento professionale, gestito da appositi esperti del settore.

Portafoglio di investimento diversificato

Il gestore di un fondo, può investire in diverse tipologie di attività come ad esempio obbligazioni, azioni o immobili. La decisione su quale tipologia di titoli acquistare dipende dagli obiettivi strategici del fondo.

Il rischio di investimento viene adeguatamente distribuito, in modo che non si dipenda troppo dalle sorti di una singola azienda.

Nella maggior parte dei casi infatti, i risparmi vengono investiti su centinaia di società, al fine di avere a disposizione un portafoglio di investimenti che risulti il più diversificato possibile.

Chiunque voglia valutare la redditività di un fondo comune, ha la possibilità di accedere preliminarmente a un’apposita documentazione che ne illustra le performance durante il corso degli anni. Bisogna però tener presente che non sempre i risultati ottenuti in passato da un fondo di investimento, sono indicativi di quelli che otterrà in futuro. 

Ranking e giudizio dei fondi

Ogni fondo di investimento è soggetto a un voto, denominato “ranking”. Il giudizio viene assegnato da un’autorità terza ed indipendente che valuta la reale capacità del fondo di generare profitti per i suoi risparmiatori. Questo giudizio viene poi sottoposto a una revisione e ad un aggiornamento periodico, e viene calcolato sulla base di fattori quali le performance storiche, i costi da sostenere per i risparmiatori e il livello di rischio degli investimenti presenti nel portfolio.

Nel momento in cui si decide di sottoscrivere un fondo comune di investimento, è fondamentale analizzare tutti i costi a cui si va incontro, come ad esempio quelli che riguardano le commissioni sui rimborsi, ed affidarsi a gestori che attuino una politica dei costi il più trasparente possibile.

I migliori fondi di investimento del 2019

I fondi di investimento possiedono un livello di rischio che dipende dalle attività finanziarie in cui investe e dall’andamento dei relativi titoli sul mercato. Solitamente, i fondi generano profitti sul lungo termine, anche se ne esistono alcuni pensati specificatamente per offrire redditività a breve termine. 

Per quanto riguarda i fondi comuni di investimento che si sono distinti in Italia per le migliori performance, il primo da segnalare è ANIMA sgr Spa. Segue poi Iniziativa Italia A che si è distinto per un rendimento a tre anni del 15,64 per cento.

Anche Fideuram Italia ha fatto registrare ottime performance, con un rendimento del 7 per cento a cinque anni, del 12,42 per cento a tre anni e del 5,45 per cento ad un anno.

Per quanto riguarda invece il rendimento ad un mese, la classifica recentemento stilata dal Sole24ore vede in prima posizione Fonditalia Eq. Brazil T +8.37%, seguito da Fonditalia Eq. Brazil R +8.33%, Anima Emergenti F EUR +5.54%, Eurizon Azioni Paesi Emergenti +5.53%, Anima Emergenti A EUR +5.47%.

Il miglior rendimento ad un anno in Italia appartiene invece ad Anthilia Small Cap Italia B (+48.98%) seguito da Anthilia Small Cap Italia A (+47.7%); Anthilia Small Cap Italia A30 (+47.57%); Amundi Azionario America B EUR (+32.47%) e Interfund Int.Sec.New Economy (+31.93%).

Classificazione dei fondi di investimento

I fondi di investimento possono essere classificati in base agli strumenti finanziari in cui investono, al fine di fornire al risparmiatore una prima indicazione sul livello di rischio a cui si va incontro.

Azionari si caratterizzano in quanto investono il 70 per cento del loro capitale  in azioni e obbligazioni convertibili, che concedono a chi li detiene, il diritto ma non l’obbligo, di trasformarli in un determinato numero di azioni. I fondi azionari risultano spesso tra i meno rischiosi sul mercato, in quanto investono e diversificano il rischio in un alto numero di azioni.

Obbligazionari investono invece in titoli obbligazionari di emittenti governativi o privati.

Bilanciati investono sia in azioni che in titoli obbligazionari, e si suddividono in tre tipologie: bilanciati azionari, bilanciati, bilanciati obbligazionari.

Flessibili non hanno alcun vincolo, e possono investire in qualsiasi tipo di strumento finanziario. E’ dunque il gestore che decide in totale autonomia come dividere il patrimonio del fondo tra azioni e obbligazioni, individuando a sua discrezione le migliori opportunità che offre il mercato finanziario in quel momento.

Fondi di liquidità possono investire esclusivamente in obbligazioni a breve scadenza e in liquidità. 

I fondi aperti, chiusi e speculativi

I Fondi Aperti si caratterizzano per il fatto che i risparmiatori possono investire e ritirare le loro quote in qualsiasi momento, e il loro patrimonio varia conseguenzialmente a seconda del numero di soggetti che sottoscrivono il fondo. 

Nei fondi chiusi invece, è possibile investire i propri risparmi soltanto durante una specifica finestra temporale. Questa tipologia di fondi possiede un patrimonio fisso, che non varia con l’aumentare del numero di risparmiatori.

I fondi speculativi non sono vincolati dai limiti imposti dalla Banca d’Italia sugli strumenti finanziari come azioni e obbligazioni. I gestori possono investire in qualunque strumento finanziario e in qualsiasi mercato. In questi fondi viene spesso richiesto al risparmiatore di impegnarsi ad un investimento di medio termine.

I costi da sostenere per investire in un fondo comune

Nel momento in cui si decide di investire in un fondo comune, esistono alcuni costi da sostenere.

In primo luogo ci sono le commissioni di ingresso. Esse vanno pagate al momento del primo versamento e vengono calcolate in percentuale al capitale che si è investito. Le commissioni in uscita vanno invece pagate al momento del riscatto della quota.

Ci sono poi le commissioni di performance. Sono le trattenute applicate dal gestore del fondo nel caso in cui si sia generata una prestazione superiore a quella stabilita. Le commissioni di gestione sono invece applicate a titolo di compenso per il lavoro svolto dalla società finanziaria che gestisce il fondo.