Fintech sempre più in crescita, un vero e proprio anno record quello che si sta andando a concludere. Un comparto che conferma dunque il suo trend di crescita e non sembra subire battute d’arresto.

I dati dell’Osservatorio Fintech & Insurtech della School of Management del Politecnico di Milano parlano di 1.210 startup nate dopo il 2013, le quali hanno ricevuto almeno un milione di dollari di finanziamenti nel triennio 2016-2018 per un totale di 43,7 miliardi di dollari raccolti.

Fintech & Insurtech: il trend a livello globale

Tirando le somme possiamo osservare che, rispetto a tre anni fa, il trend delle start up Fintech & Insurtech ha subito un’impennata a doppia cifra sia dal punto di vista quantitativo (+66%) che per gli investimenti attuati (+70%).

A livello planetario gli Stati Uniti d’America svettano nella raccolta d’investimenti seguiti dalla Cina.

Gli altri Paesi, le cui startup hanno superato il miliardo di dollari di finanziamento, sono il Regno Unito, l’Australia e l’India.

A notevole distanza l’Europa ha fatto un vero e proprio balzo in avanti con investimenti trainati da importanti deal di M&A.

Start Up, Fintech & Insurtech: i dati in Italia

Anche in Italia si sta diffondendo l’innovazione dei servizi finanziari: lo scorso anno sono stati raccolti dalle Fintech italiane complessivamente circa 198,65 milioni di euro (Fonte: Il FinTech in Italia. Numeri, Player e Risorse per scoprirlo).

Sono 326 le Start Up italiane Fintech che contano su un volume di finanziamenti pari a 654 milioni (Fonte: Osservatorio Fintech & Insurtech della School of Management del Politecnico di Milano).

I settori in cui operano sono eterogenei: dai servizi bancari (42%) ai servizi tecnologici orientati al mondo finanziario e assicurativo (25%).

Filippo Renga, co-Direttore dell’Osservatorio Fintech & Insurtech sottolinea il fatto che “le startup italiane stanno improntando il loro modello di business verso un’architettura ‘open’”.

Infatti, ben il 73% delle start up ha avviato una partnership con altri attori operanti anche in settori non finanziari e sono state avviate partnership con la possibilità di accedere a nuove tecnologie come API, Big Data Analytics e Artificial Intelligence.

Oltre il 20% delle nuove start up adotta un modello di business collaborativo volto ad aiutare le banche nel processo della Digital Transformation.

Surroga di banche e assicurazioni

La maggior parte delle startup punta a surrogare le banche e le assicurazioni, ponendosi come concorrente o offrendo un set completo di servizi bancari e assicurativi.

Secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano il mobile payment rappresenta un mercato che oggi vale globalmente 46 miliardi di euro, ma si stima che nel 2020 il valore raddoppierà e, secondo l’attuale trend di crescita, raggiungerà quota 100 miliardi.

Relativamente al mercato assicurativo, solo il 14% degli assicurati ha già acquistato una polizza completamente online, in particolare RC Auto e poche coperture per i prodotti assicurativi del ramo vita.

Il 66% dei potenziali contraenti si dichiara soddisfatto del canale distributivo tradizionale e non intende acquistare polizze in forma digitale nel prossimo futuro.

Sulla condivisione dei dati, già oggi il 12% degli assicurati condivide informazioni sullo stile di guida tramite black box.

Open Banking e piattaforme di Open Finance: opportunità da cogliere

Come osserva Marco Giorgino, responsabile scientifico dell’Osservatorio Fintech & Insurtech: “il digitale sta rivoluzionando l’ecosistema finanziario italiano, favorendo la nascita di attori innovativi, facendo emergere nuove esigenze della clientela e nuove forme di relazione tra utenti, imprese, istituti finanziari e assicurativi”.

Gli italiani continuano a nutrire fiducia nei confronti degli istituti finanziari, che raccolgono le preferenze del 73% degli utenti per i finanziamenti e del 65% per la gestione del risparmio.

E i più giovani, oltre al canale “tradizionale”, si affidano soprattutto alle piattaforme di Open Finance, che hanno conosciuto un’impennata senza precedenti.

Le vere opportunità sono offerte da nuove tecnologie come la blockchain o le piattaforme di Robo Advisor, che propongono nuovi servizi di valore.

Grazie alla nuova normativa PSD2 ,che obbliga gli istituti di credito ad aprire le proprie API e condividere i dati dei propri clienti con terze parti, si sta sempre più affermando l’Open Banking.

La maggior parte delle piattaforme di Open Finance (il 54%) è rappresentata da nuove realtà come start up ed il 46% da incumbent (istituti finanziari e technology provider).

Il 79% delle piattaforme di Open Finance non offre API che vanno oltre la PSD2 e la grande maggioranza si focalizza su servizi tradizionali in ambito banking.

Fintech e PMI: outlook prospettico

Anche se allo stato attuale le PMI italiane interagiscono già con gli istituti finanziari tramite un’app per smartphone e tramite pc, tuttavia il canale prediletto rimane la relazione personale (rapporto imprenditore-banca) per la richiesta e la sottoscrizione dei prodotti finanziari. Dall’apertura del conto aziendale all’anticipo fatture sino agli strumenti di previsione dei flussi di cassa.

Proprio in occasione dell’ultimo Salone dei Pagamenti di Milano, tenutosi a novembre, hanno partecipato alla kermesse i big del mercato payment (Visa, Mastercard, Diners, Nexi, Postepay), le grandi banche, i nuovi servizi di open banking e tante fintech innovative, a dimostrazione che il settore è uno dei più sfidanti del momento.

Per conquistare la fiducia delle PMI, che rimangono la spina dorsale del tessuto imprenditoriale italiano, le challenger bank si devono fare spazio nell’universo delle banche tradizionali, coinvolgendo in misura esponenziale utenti più o meno giovani.

Per guadagnare un reale vantaggio competitivo, le challenger bank hanno bisogno di ampliare la gamma di prodotti finanziari offerti, in particolare conquistare nuove nicchie di mercato, in primisle piccole e medie imprese e i freelance.