L’impero economico creato dall’imprenditore siciliano Antonino Pulvirenti è giunto al capolinea. Un impero costituito da attività alberghiere, grande distribuzione (con Meridi proprietaria degli hard discount Fortè), il Catania Calcio e la ex compagnia aerea Wind Jet.

La sentenza

Tra le motivazioni principali della sentenza rientrano informazioni frammentarie riguardanti: la tipologia di concordato; la mancata documentazione per valutare il valore della quota azionaria e dei beni mobili oggetto dell’asta; la non presentazione delle fideiussioni di Finaria a favore del Catania Calcio.

In particolare a indispettire i giudici c’è  l’omessa comunicazione prima della pubblicazione del bando dell’esistenza di un contenzioso con la famiglia Massimino, relativo al 25% delle azioni del Calcio Catania, e ancora pendente, visto il ricorso in Cassazione della società di costruzioni Salvatore Massimino srl del 30 luglio 2019.

 

“Atti in frode”

Per il Tribunale, l’omessa “informazione di Finaria” sul contenzioso con Massimino srl , può incidere nella procedura competitiva per la vendita del Calcio Catania, e non è solo una “violazione degli obblighi informativi”, ma ci sono gli elementi per “la più grave fattispecie degli atti in frode”.

Il collegio poi valuta suggestiva la tesi prospettata dai difensori di Finaria “secondo i quali l’omissione in questione non sarebbe stato un atto in frode posto che in ricorso la relativa partecipazione era stata appostata a zero e che, dunque, alcun vulnus si sarebbe configurato in capo ai creditori che tutt’al più avrebbero solo potuto beneficiare della vendita”.

 

Il concordato saltato

La holding aveva siglato un accordo di ristrutturazione del debito sulla base dell’art. 67 della Legge Fallimentare nel settembre 2017. Nell’ambito dell’operazione, Finaria aveva collocato in private placement un bond da circa 30 milioni di euro che era stato sottoscritto da Ecs Finaria sarl  e di cui è stato arranger  OCM Luxembourg ECS sarl.

Nel giugno 2019 quel bond è stato rimborsato con i proventi della vendita ad Alpitour di Sementa, società proprietaria degli hotel a 5 stelle Grand Hotel Mazzarò Sea Palace e Grand Hotel Atlantis Bay di Taormina, già in gestione ad Alpitour dal 2016.

 

La clausula

Inoltre è emersa, dopo una richiesta produzione documentale del Tribunale, l’esistenza di una clausola all’interno di un mutuo bancario, dove le fideiussioni della spa sono inserite, che prevede la possibilità per la banca “in ipotesi di mutamento della partecipazione di Finaria in Calcio Catania spa” di recedere il contratto e poter chiedere l’intero anche direttamente al garante.

 

Catania Calcio

Il fallimento della Finaria ha un impatto anche sul futuro del Catania Calcio, di cui detiene il 95%. Il club calcistico è stato ammesso al concordato preventivo il 28 maggio scorso dal tribunale di Catania, che contestualmente aveva rigettato l’istanza di fallimento del club presentata dalla Procura della Repubblica di Catania nelle settimane precedenti. 

Per la cessione del Catania Calcio è stato indetto un bando, con l’apertura delle buste prevista per il prossimo 23 luglio. Un bando ora messo a rischio dal fallimento del socio di maggioranza Finaria.

La mancata indicazione – per i magistrati – porta il possibile rischio di azioni risarcitorie”. Una frase che non è passata inosservata ai tanti tifosi che dopo la notizia del fallimento di Finaria spa hanno avuto i peggiori incubi. Con la rimodulazione del bando, forse, potranno iniziare a dormire sonni tranquilli.

 

L’udienza nel 2021

E così la magistratura fallimentare ha fissato un’udienza, che si è conclusa con la dichiarazione di fallimento di Finaria spa e la nomina come curatori fallimentari (che poi sono gli stessi commissari) dell’avvocato Alessandra Liggio e del commercialista Niccolò Notarbartolo. Ricordiamo che l’istanza è stata presentata dalla Procura di Catania. L’adunanza dei creditori è programmata per il prossimo 9 febbraio 2021 per la “verifica del passivo”.