Il Coronavirus è un tema ormai discusso in quasi ogni parte del mondo. Nella giornata di ieri, tra l’altro, alcuni casi si sono manifestati anche in Italia, in particolare nel lodigiano. Ma come sta rispondendo il mondo della Finanza all’epidemia?

E’ indubbio che l’epidemia cinese si sta espandendo a macchia d’olio, e senza gettarsi in inutili allarmismi, occorre comunque dire che più il tempo passa più la paura tra le persone aumenta.

Per quanto riguarda il mondo della finanza e dell’economia, il coronavirus rappresenta ciò che molti economisti definiscono “un cigno nero”. Con questa espressione si fa riferimento a un fatto o un evento imprevedibile che tende a spiazzare i mercati, finendo con l’impattare l’intera economia mondiale.

In un momento storico di grandi tensioni diplomatiche sul piano geopolitico,  il coronavirus rappresenta purtroppo un’ulteriore fonte di incertezza per i mercati finanziari.

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La tregua commerciale tra Stati Uniti e Cina

Al momento tra Stati Uniti e Cina vige una sorta di tregua commerciale. E proprio puntando su questa nuova fase distensiva dei rapporti tra USA e Cina, gli investitori hanno accolto con grande entusiasmo e positività la prima fase degli accordi tra i due paesi.

In ogni caso è bene essere molto cauti sulla questione. Se da un lato sembra che i dazi imposti dall’America non aumenteranno, dall’altro al momento non vi è invece alcuna certezza su quando saranno invece rimosse quelle già in essere.

L’ipotesi, è che vi sarà una seconda fase di accordi da iniziare a stipulare tra le due superpotenze subito dopo le elezioni statunitensi.

Inoltre, al momento l’aumento delle importazioni auspicate dal Governo di Pechino non si è realizzato. Questo purtroppo, potrebbe portare i mercati ad innervosirsi già nel breve periodo.  Oltretutto, nel caso in cui il Coronavirus danneggiasse oltre una certa soglia l’economia cinese, già alle prese con i danni derivanti dalla peste suina.  Per il Governo di Pechino dunque potrebbe risultare davvero complicato acquistare quantità crescenti di petrolio e gas. 

Coronavirus e Finanza: i mercati restano al momento fiduciosi

I mercati sembrano credere nelle capacità della Cina di far fronte all’emergenza, nonostante il fatto che l’epidemia continui a diffondersi anche in altri paesi.

Con l’eccezione del Giappone, che alla fine del 2019 ha segnato la peggiore contrazione sul mercato da sei anni a questa parte, gli altri listini asiatici hanno comunque trattato le loro azioni al rialzo.

Stesso discorso per i listini europei.

L’indice MSCI dell’area Asia-Pacifico sta performando ai suoi massimi rispetto allo scorso gennaio. Tutto questo perché una grande quantità di azioni cinesi ha tratto enormi benefici dall’intervento diretto della Peoples Bank Of China, la banca centrale di Pechino. Questa infatti, ha abbassato ulteriormente i tassi di interesse di riferimento aggiungendo al contempo ulteriore liquidità sul mercato. A queste misure, va aggiunto il fatto che pochi giorni fa’, il Ministro delle Finanze si è dichiarato pronto ad attuare degli interventi fiscali di spessore, volti a tagliare le tasse ai cittadini ed aumentare ulteriormente la domanda interna.

Le misure di intervento della People Bank of China sulla Finanza

Sean Darby, analista di Jeffries, sostiene che le misure di contenimento messe in atto dal Governo di Pechino lasciano pensare che l’economia si stabilizzerà del tutto verso la fine del trimestre. Anche se l’analista aggiunge poi che bisognerà comprendere quanto sarà grande lo stimolo fiscale deciso da Pechino.

L’unica cosa certa è che fino ad oggi, la banca centrale cinese ha iniettato 14,3 miliardi di dollari di liquidità direttamente nel mercato finanziario. Per farlo, si è servita di titoli con termine a sette giorni ed un tasso di interesse del 2,4 per cento. Mediante questa operazione finanziaria, la banca centrale cinese compra dei titoli dalle banche private, con l’impegno a riacquistarli alla scadenza del termine.

La People Bank of China ha inoltre tagliato, con un chiaro intento espansivo, i tassi sui finanziamenti a medio termine a un anno, che sono passati dal 32,25 per cento al 3,15 per cento.  Tutte misure che hanno fino ad adesso contribuito a supportare positivamente gli scambi commerciali in Asia. Se Hong Kong è riuscita a guadagnare in borsa mezzo punto percentuale, Shanghai e Shenzhen sono addirittura salitierispettivamente del 2,2 per cento e del 3,2 per cento.

La borsa di Tokyo ha invece registrato un 0,7 per cento in meno, dovuto principalmente a un calo della spesa per i consumi e ai danni causati dal maltempo. Non è una situazione semplice per il Giappone. Nel periodo intercorso tra ottobre e dicembre, il Pil nipponico è sceso dell’1,2 per cento, quando invece le istituzioni preposte avevano previsto soltanto un 0,6 per cento di perdite.  Analizzato su base annuale, il declino dell’economia giapponese è ancora più evidente. Soltanto nel quarto trimestre, i consumi sono scesi dello 2,9 per cento.

In Europa invece, al momento sui mercati la sensazione è quella di un cauto ottimismo. Milano ha guadagnato lo’1,02 per cento con Ubi, che ha inoltre reso pubblico il suo nuovo piano industriale. Nexi, Pirelli e Banco Bpm hanno registrato ottime performance, risultando tra i titoli migliori. 

Finanza e Coronavirus: la corsa all’oro

È innegabile però, che una certa paura stia iniziando a diffondersi tra investitori e persone comuni. L’oro ad esempio, che è da sempre considerato uno dei beni di eccellenza per conservare grandi quantità di denaro, si attesta attualmente a 1.600 dollari l’oncia. Un rialzo dovuto soprattutto all’allarme lanciato da Apple sul Coronavirus (qui il comunicato stampa).

Apple infatti, si è trovata costretta a dover correggere al ribasso le previsioni sui ricavi per quanto riguarda i primi tre mesi di quest’anno. Sembra inoltre che il calo delle vendite non riguarderà soltanto l’iPhone, ma anche l’iPad Pro versione 2020 e gli aricolari AirPods Lite.

David Campomaggiore, esperto in compravendita di metalli preziosi, intervistato da Adnkronos, ha spiegato che:

“Quando c’è paura, gli investitori di tutto il mondo si rifugiano nell’oro, spostando enormi capitali sul metallo giallo, facendone lievitare il prezzo. Proprio in questo momento con il Coronavirus il rischio pandemia è sempre più forte. Tutto il mondo ha paura delle conseguenze e l’economia cinese ha subito un vero e proprio colpo. Quattro intere città con milioni di abitanti sono blindate con fabbriche chiuse ed esportazioni bloccate. La Cina è uno dei motori dell’economia e quando si ferma, i contraccolpi sono visibili in tutta l’economia mondiale”.