Deliveroo, società britannica di food delivery che si è quotata in Borsa in primavera, spicca il volo. In tempi di pandemia, la gente continua ordinare cibo da asporto e i numeri lo stanno a dimostrare. Deliveroo registra un valore lordo delle transazioni (GTV, il totale pagato dai consumatori con l’esclusione delle mance) in aumento del 102%, a 3.385,8 milioni di sterline nel primo semestre del 2021. I ricavi crescono dell’82% a 922,5 milioni di sterline, principalmente a causa dell’aumento del GTV, a sua volta trainato da un aumento dei consumatori attivi mensili. “La domanda è stata elevata tra i consumatori. Le persone continuano a ordinare frequentemente e ora lavoriamo con più commercianti di generi alimentari di qualsiasi altra piattaforma nel Regno Unito”, sottolinea un raggiante Will Shu, CEO di Deliveroo. Per comprendere il successo della società anglosassone, bisogna – anche – conoscere la storia di Shu. Stupefacente.

“Mister Deliveroo” Shu

Nato nel 1979 nel Connecticut da genitori cinesi, “Mister Deliveroo” Shu completa gli studi con una laurea alla Northwestern University e un Mba alla Wharton Business School prima di tentare la carriera a Wall Street. Siamo agli inizi degli anni 2000 e Shu riceve importanti incarichi come quello di analista economico per S.A.C. Capital Advisors ed ESO Capital. Improvvisamente decide di cambiare vita e si trasferisce a Londra. Cerca qualche idea per lanciare un proprio business. E gli si accende una lampadina: “Quando abitavo a New York ogni ristorante faceva consegne a domicilio”. Servizi che anche a Wall Street venivano utilizzati in grande quantità, ordinando presso i migliori ristoranti. Shu si accorge che a Londra invece di servizi analoghi ne esistono ben pochi. “Nei primi mesi praticamente vivevo di fast food. Ho pensato che invece i londinesi potessero avere bisogno di cibo di alta qualità consegnato direttamente alle porte delle loro case e dei loro uffici”.

Fattorini e consegne

Ed ecco nascere Deliveroo. La prima consegna è datata 18 febbraio 2013. Quattro anni e mezzo dopo, la creatura di Shu e del suo amico Orlowski consente agli utenti di ordinare cibo da oltre 20 mila ristoranti, dei quali 8 mila nel Regno Unito, in 130 città in tutto il mondo. E i numeri sono da capogiro: nel 2016 le prenotazioni sono cresciute di un incredibile 650%. Messe insieme tutte le distanze coperte per le consegne, i fattorini della compagnia hanno circumnavigato il globo per 855 volte nel 2016. L’arma vincente di Deliveroo? Comprendere nella sua offerta sia ristoranti di alta qualità sia grandi catene che piccole botteghe. La compagnia impiega circa mille lavoratori a tempo pieno più i vari fattorini sparsi per il globo che sono stati anche al centro di numerose polemiche legate ai salari troppo bassi. Accuse da cui Shu si è difeso sottolineando che Deliveroo offre un lavoro flessibile, retribuito in media con 9 euro all’ora.

Will Shu primo fattorino di Deliveroo

Oggi le biciclette e i borsoni di Deliveroo sfrecciano un po’ ovunque nelle grandi città. Ma agli inizi il progetto era di piccole dimensioni. Tant’è vero che lo stesso Will Shu prendeva la bici e provvedeva alle consegne. “Ho fatto il fattorino per i primi 10 mesi dell’attività” – ha raccontato -. Non sapevo come sarebbe andata e ho dovuto scendere in campo in prima persona”. Ma ancora adesso il CEO prende la bicicletta e va a fare consegne. “Lo faccio ancora nel weekend”, ha spiegato a Business Insider. “Non tutte le settimane, ma almeno un paio di volte al mese. E’ un modo per mantenermi in forma e perché è divertente”. Le prime espansioni di Deliveroo sono raccontate dallo stesso fondatore a startups.co.uk: “L’attività è cresciuta grazie al passaparola e ci siamo allargati a tutta Londra, per i primi due anni. Per quel periodo ci siamo autofinanziati. Poi siamo arrivati nella prima città fuori Londra, Brighton, quindi a Manchester e, ad aprile 2015, a Parigi, Berlino e Dublino”.

TripAdvisor e ingegneri

Il futuro di Deliveroo sembra brillante. La diffusione dell’on line e delle app per ordinare cibo è esponenziale negli ultimi anni ma ha ancora grandi margini di crescita. Shu ha dichiarato che l’obiettivo è quello di espandersi sul mercato asiatico. E uno dei focus sarà quello della colazione, visto che i numeri di chi ordina per il primo pasto della giornata sono in continuo aumento, in particolare nei weekend. Deliveroo punta anche sulle partnership e sulle innovazioni. Sotto il primo aspetto, fondamentale l’accordo con TripAdvisor. Per quanto riguarda lo sviluppo tecnologico, Shu ha annunciato l’assunzione di oltre 300 ingegneri con l’obiettivo di sviluppare modelli predittivi e nuove applicazioni.