I servizi bancari? Sempre più innovativi e al passo con i tempi per essere concorrenziali e superare la crisi degli ultimi anni. Il classico esempio è quello di Solarisbank, la piattaforma tecnologica BaaS (Banking as a Service) attiva in Europa, che ha annunciato il suo lancio ufficiale in Italia. Nata a Berlino nel 2016, Solarisbank permette a tutte le aziende di offrire servizi finanziari senza la necessità di una licenza propria, evitando così i consistenti oneri finanziari e burocratici connessi. Il modello è semplice ma innovativo: le banche autorizzate estendono i loro servizi finanziari online al di fuori dei rami tradizionali. Le funzionalità sono erogate in cloud ad attività esterne al circuito tradizionale (solitamente start up fintech e digital company). In tal modo, possono essere offerti ai propri clienti servizi digitali come conti bancari online, carte di debito, prestiti e soluzioni di pagamento. Senza dover necessariamente acquisire una propria licenza bancaria.

Il “metodo” Solarisbank

Come funziona, in concreto, il sistema? Il server delle banche comunica tramite API e webhook con quello della digital company. L’obiettivo è invogliare l’utenza a fare business attraverso le esperienze mobile e web alle quali è abituato. Importante: la società che si appoggia alla piattaforma BaaS non entra mai in possesso dei soldi del cliente. Agisce unicamente come un intermediario, pertanto non è gravata da alcuno di quei doveri normativi che una banca si trova quotidianamente a dover adempiere. “Grazie al modello BaaS, praticamente qualsiasi azienda digitale, eseguendo delle basilari procedure di programmazione, può diventare un fornitore di servizi bancari”, spiegano gli esperti. Per questo motivo le piattaforme BaaS rientrano nel novero delle white label bank, visto che l’infrastruttura tecnica “prestata” viene re-brandizzata dalla società che ne usufruisce.

Banking as Service

Secondo Michael Koehler, ad di Solarisbank Italia, il nostro Paese “ha un enorme potenziale. Ci presentiamo sul mercato con l’obiettivo di guidare la crescita del Banking as a Service”. Ma non basta: “Vogliamo aiutare le aziende italiane a offrire le migliori soluzioni finanziarie ai loro clienti. Sostenendo la delicata fase di ripresa post pandemica”. Koelher è un manager internazionale nell’ambito B2B, con alle spalle oltre 20 anni di esperienza nei servizi di banking, factoring e leasing. “Siamo la prima banca ad aver migrato completamente su cloud. La modularità, velocità e flessibilità sono quindi gli elementi che ci aiutano a crescere con i nostri attuali clienti ed a coinvolgere altre realtà, dall’azienda unipersonale alla multinazionale, in questa nuova era del mondo dei servizi finanziari”, aggiunge Koehler.

Il successo della finanza integrata

Un successo inarrestabile, quello di Solarisbank. Dalla sua fondazione ogni anno ha quasi raddoppiato le sue entrate nette, raggiungendo 35 milioni di euro di ricavi nel 2020. Inoltre, ha raccolto più di 160 milioni di euro di finanziamenti da realtà prestigiose come BBVA, VISA e HV Holtzbrinck Ventures. La sua valutazione post-money attualmente è pari a 320 milioni di euro. Insomma, il modello di business “Banking as a Service” sembra davvero essere il futuro. Secondo una ricerca condotta da Solarisbank in collaborazione con l’Istituto di ricerca Handelsblatt lo scorso aprile, il potenziale dell’embedded finance (finanza integrata) è in gran parte inesplorato, così come i confini del mercato BaaS. Solo in Europa, si stima che saranno aperti quasi 500 milioni di conti bancari. Lightyear Capital è convinto che il mercato globale della finanza integrata crescerà dagli attuali 22,5 miliardi di euro circa fino a vantare, entro il 2025, un giro d’affari da 230 miliardi di euro.