In attesa della costituzione della Newco che vedrebbe Alitalia riprendere quota, si allarga il buci delle perdite della compagnia Italiana. A dare il colpo di grazia la ventata di Pandemia che ha tenuti fermi i voli aerei in genere.

 

Effetto Coronavirus

Il crollo, spiega Giuseppe Leogrande – commissario straordinario dell’aviolinea, – e’ conseguenza dall’impatto della cancellazione dell’attivita’ per la pandemia nel periodomarzo-giugno (-57% di voli operati). Sicche’ i primi sei mesi hanno chiuso con un margine operativo lordo negativo per 225 milioni, in peggioramento rispetto ai 183milioni registrati nel 2019, e un risultato operativo (ebit) negativo per 427milioni, con un peggioramento di 250milioni rispetto ai 177 del 2019. Al 30 giugno 2020 la cassa di Alitalia presentava un saldo di 226 milioni, in peggioramento per 360 milioni rispetto alla cassa iniziale di 586 milioni. La relazione quantifica anche la richiesta di misure compensative per i danni da Covid inviata al Mise: 254 milioni, senza tenere “dell’abnorme importo dei rimborsi ai passeggeri”, circa 150 milioni.

 

Il debito

Nel primo semestre del 2020 sono crollati i ricavi e le perdite operative hanno toccato il picco di 427 milioni – mediamente 2,37 milioni al giorno – mentre la cassa ormai si e’ ridotta a poco piu’ di 100 milioni visto che a fine giugno era di 226 milioni di euro.

 

Soccorso UE

La Commissione Europea ha approvato 199,45 milioni di euro di sostegno italiano per risarcire Alitalia dei danni subiti a causa dell’epidemia di coronavirus.  “La Commissione europea ha concluso che l’aiuto di 199,45 milioni di euro che l’Italia intende concedere ad Alitalia e’ compatibile con le norme dell’Ue in materia di aiuti di Stato”. E’ quanto si legge nella nota dell’esecutivo.

 

Malato terminale

Perché accanirsi? Perché non lasciar andare al suo destino, seppur triste, un malato terminale?

La compagnia nazionale di volo a controllo statale sentì la sua prima crisi negli anni ’90, quando l’allora Premier Romano Prodi ebbe l’illuminazione di privatizzare il vettore nazionale, collocando una quota del 37% e facendola poi sbarcare in Borsa. Niente da fare, le difficoltà si sono riproposte nel 2008, anni bui per l’economia globale, poiché la crisi finanziaria scoppiata in USA aveva costretto le banche a chiudere i cordoni. 

A quel punto Alitalia virò fuori dalla Borsa con il primo salvataggio ad opera di CAI di Colanino con i suoi “Capitani coraggiosi”, come commentò l’allora Premier Silvio Berlusconi. Altra “cura” senza successo, perché nel 2013 l’Alitalia era già tornata in rosso. Infine, l’arrivo dei petroldollari della compagnia emiratina Etihad in aiuto all’intervento di alcune banche e delle Poste.

 

La nuova “Crisi”

Il Covid, le trattative serrate con i sindacati, le lotte fra gli azionisti (industriali e finanziari), il cambio del management con l’ormai scontato addio di Cramer Ball subito dietroal suo “mentore” James Hogan anche CEO di Ethiad e l’arrivo dell’ex direttore della RAI Luigi Gubitosi, l’attesa di un piano che non può arrivare senza aver prima quantificato i “tagli”. 

Ma perché proprio Gubitosi? Di quali meriti e competenze di aviazione civile dispone l’ex Dg della Rai, neppure avesse studiato con profitto alla prestigiosa scuola dell’estroverso CEO di Ryanair Michael O’Leary, mietitore di successi commerciali? Sembrerebbe il solito walzer di poltrone all’italiana.

 

Compagnia arretrata

Alitalia malgrado tutto continua a poter contare su uno zoccolo duro di clientela merito esclusivo della penetrazione commerciale di un marchio che per molti aspetti è unico nello scenario mondiale dell’aviazione commerciale. Di contro, l’impresa è anni luce indietro riguardo la digitalizzazione dei sistemi sia sotto l’aspetto del controllo di gestione che riguardo i sistemi e le metodologie di Customer Relation Management. 

Solo per citare un esempio emblematico, il sistema di prenotazione voluto da Hogan e dal suo amico Vice President di Sabre è stato implementato su criteri sbagliati ed Alitalia di fatto lo utilizza al 50% del suo potenziale. 

I commissari invece di risolvere con Sabre rimodulando il contratto e pretendendo la perfetta esecutività del sistema hanno invece pensato bene di cambiarlo e quindi da un lato hanno iniziato una lite giudiziaria temeraria con Sabre che sicuramente perderanno con aggravio di costi anche per via della parcella a 6 zeri dello studio legale americano che segue la vicenda e dall’altro hanno pensato di affidarsi al sistema Amadeus e quindi ricambiare nuovamente sistema. 

Questa era per lo meno l’idea di Gubitosi che chiaramente dimenticava di essere un commissario e non un amministratore. E’ evidente che chi rileverà Alitalia questo problema del sistema di prenotazione se lo ritroverà in toto e non sarà facile da risolvere considerando anche la modulazione e le penali del contratto Sabre. Anche in questo caso dovrebbe essere l’amministrazione straordinaria ad occuparsene in maniera seria ed efficace.

 

I tedeschi 

Quelli di Lufthansa invece da parte loro hanno già usufruito di un ottimo regalo. Infatti, non contenti dei 2,5 euro a prenotazione che si prendono dal sistema di prenotazione Staff utilizzato da Alitalia, hanno sostituito Air France nel cosiddetto poll dei componenti di ricambio utilizzato da Alitalia proprio durante la gestione commissariale. 

Allora se davvero hanno a cuore le sorti di Alitalia e vogliono collaborare nell’interesse di Alitalia la prima cose che dovrebbero fare prima ancora di sedersi al tavolo sarebbe quella di rivedere al ribasso di parecchi punti percentuali il rating sui componenti, ma si sa quando diventi un fornitore di Alitalia e non speculi a spese di noi poveri contribuenti e dei dipendenti Alitalia non sei degno di esistere!!!

 

Il futuro

Da tutto ciò, credo sia facilmente comprensibile come in uno scenario simile, solo chi ha interessi trasversali può investire su un’azienda in questo stato e non è un caso che i due veri investitori siano FS trascinata a forza dal governo e Atlantia i cui interessi trasversali di fatto costituiscono sostanzialmente la storia di questo Paese nell’ultimo ventennio.