“Il 23 maggio 2021 il Ministro dell’Economia e delle Finanze, su proposta della Banca d’Italia, ha disposto la liquidazione coatta amministrativa della Aigis Banca S.p.a. (MI)”. Inizia così il comunicato stampa di Banca d’Italia che mette la parola fine alla vita, breve, di Aigis Banca. Specialist lender specializzata nel credito alle piccole e medie imprese, l’istituto si rivolgeva ai privati offrendo servizi online di conto corrente e conto deposito. La banca era stata presentata il 9 dicembre del 2020 dai manager Filippo Cortesi (ex Banca Sistema) e Nicola Bonito-Oliva (ex Dresdner Bank). I suoi attivi e passivi sono passati a Banca Ifis, in un’operazione che ha coinvolto il Fondo interbancario di tutela dei depositi per proteggere i risparmiatori e permettere a Ifis di farsi carico di Aigis.

Aigis: i motivi della crisi

Una crisi repentina e inaspettata. Dovuta all’esposizione su Greensill Bank, fintech anglo-australiana creata da Lex Greensill, ex manager di Citigroup e Morgan Stanley. Greensill si occupava principalmente di finanziare la catena di fornitura delle imprese: in pratica, anticipava gli incassi delle fatture e cartolarizzava i debiti in fondi di investimento. Era diventata una delle maggiori startup finanziarie del mondo, ma l’8 marzo ha fatto bancarotta dopo che Credit Suisse ha rifiutato di rinnovare l’assicurazione sui suoi crediti. Il motivo? Una serie di contabilità sospette nei conti di Greensill. Aigis era molto esposta sull’attività tedesca di Greensill: grazie a un sistema di alleanza, la banca milanese in Germania aveva già conquistato 10 mila clienti con i suoi conti deposito, che arrivavano a offrire tassi del 2,10% per somme vincolate sino a 5 anni.

L’intervento di Banca d’Italia

La Banca d’Italia ha nominato come organi liquidatori l’avvocato Francesco De Santis, quale Commissario liquidatore. I componenti del Comitato di sorveglianza sono Andrea Di Cesare, Maria Rita Schiera e Alessandro Zanotti. “Il piano d’intervento predisposto per la soluzione della crisi di Aigis Banca S.p.a. – si legge nel comunicato di Banca d’Italia – è stato realizzato con il sostegno del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD). I clienti e i depositanti non subiscono alcuna conseguenza da questo passaggio: gli uffici, gli sportelli e i canali telematici della banca operano regolarmente; tutte le operazioni bancarie possono essere effettuate e non subiscono interruzioni”.

Il salvataggio di FITD

Se non fosse stata salvata dal FITD con 48,8 milioni e il passaggio di attivi e passivi per 1 euro da Banca Ifis, il crac di Aigis avrebbe fatto danni ben più gravi: 400 milioni di depositi garantiti da rimborsare nel giro di una settimana, come sottolinea il Corriere della Sera: “Il FITD ha scelto il male minore. Meglio coprire le perdite che pagare i depositanti. In quel caso la beffa sarebbe stata ulteriore: perché due terzi dei 15 mila clienti di Aigis sono tedeschi”. La domanda sorge spontanea: come hanno fatto 10 mila tedeschi a fidarsi e diventare clienti di una banca sconosciuta? “Grazie a una piattaforma che compara i conti deposito ad alto rendimento nei vari Paesi” aggiunge il Corriere della Sera. Oltre al “turismo finanziario”: l’Italia in tal senso è uno dei Paesi più appetibili, dove un conto deposito, come nel caso di Aigis, rende lo 0,90%. Senza rischi, perché fino a 100 mila euro a garantire sono le banche italiane.

Il “turismo finanziario”

Si tratta di un trend finanziario che sta prendendo piede e che Banca d’Italia sta monitorando. Il meccanismo è legale e piuttosto semplice, data la libertà di circolazione dei capitali in Ue. Ma porta a varie distorsioni. Una, in particolare: essendo vincolati anche a 5 anni, la banca che offre quei conti si assicura una raccolta a medio termine a un costo minimo, quando quella durata andrebbe finanziata con altri strumenti come i bond, a tassi ben più alti, essendo meno garantiti dei conti. “Tanto, se va male, a coprire il buco ci pensano gli altri”.