Il turismo è in crisi? Vero. Ma non per tutti. Il caso di Airbnb è lampante. L’azienda americana che gestisce la popolare piattaforma per gli affitti a breve termine di stanze e appartamenti privati, dopo la decisione di quotarsi alla Borsa di New York, ha avuto un successo incredibile. Il debutto sul Nasdaq è stato da record: in un solo giorno balzate del 112% a 144 dollari (dai 68 del collocamento), le azioni di Airbnb hanno proseguito la loro corsa a Wall Street, dove sono arrivate a valere 156 dollari, per una capitalizzazione di mercato superiore ai 93 miliardi di dollari. Un successo tra gli investitori che solo all’apparenza può sembrare inspiegabile, proprio a causa delle crisi evidente che sta soffrendo il comparto dei viaggi e degli affitti brevi in tutto il mondo.

La fortuna di Airbnb

L’azienda fondata nel 2008 a San Francisco è stata danneggiata dalla pandemia da Coronavirus. A maggio, a causa della forte riduzione dei viaggi e del turismo, lo scorso maggio ha annunciato che avrebbe licenziato 1.900 dipendenti, circa un quarto dell’organico. I fondatori hanno azzerato il loro stipendio e tagliato la retribuzione della metà per i massimi dirigenti. Hanno tagliato le spese di sales e marketing. Ma soprattutto, hanno compreso che la piattaforma avrebbe dovuto essere rimodulata. Adattandola ai viaggi durante la pandemia. E lo spiega bene Enrico Aprico, professore aggiunto dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano: “La gente voleva ancora viaggiare ma in molti casi non poteva prendere un aereo. Molte persone hanno così iniziato a guidare verso città e paesi più piccoli, non sempre coperti da grandi catene di hotel”.  Spesso coperti da Airbnb.

Airbnb: Vicino è bello

Durante la pandemia i nuovi soggiorni locali si sono concentrati verso mete meno note ed usuali. Aree rurali o immerse nella campagna più profonda. Ebbene, sono diventati il nuovo fulcro dell’azienda. Il ceo Brian Chesky ha fiutato l’opportunità e ne ha saputo beneficiare immediatamente. Tant’è vero che ha immediatamente ridisegnato il sito web aziendale e la propria app. Ora, il claim aziendale è: vicino è bello. Lo scorso agosto, poi, è stata effettuata più della metà delle prenotazioni per soggiorni entro 300 miglia dalla posizione degli ospiti, stando ai dati forniti da Airbnb. E queste mosse hanno aiutato ad arginare le perdite. La società ha registrato a sorpresa un profitto importante nel terzo trimestre. E in un momento in cui l’industria alberghiera stava annegando a causa della pandemia, è riuscita a ottenere la fiducia degli investitori.

Le ragioni della quotazione

Il passaggio alla quotazione in Borsa è stata una naturale conseguenza dell’espandersi del mercato. “Una Ipo come questa – sottolinea ancora Aprico – dimostra come la sharing economy, sebbene sia stata data per morta, goda della fiducia del mercato”. Realtà come Airbnb, essendo prettamente labour intensive anziché capital intensive, dimostrano di essere “non solo flessibili e capaci di adattarsi molto più rapidamente ai cambiamenti di contesto e di mercato”. Ma di essere solide e generatrici di valore. Basti pensare che Airbnb ora vale più delle sette maggiori catene alberghiere d’America messe insieme. Insomma, secondo il professor Aprico, “la fiducia che sottende a questi modelli ‘peer to peer’, ossia la fiducia che esprimo quando salgo sulla macchina di uno sconosciuto o dormo nel letto di un estraneo, è la stessa riconosciuta dal mercato, anche in periodi di assoluta criticità”.

Il “network effect”

La forza di una piattaforma come Airbnb sta nel “network effect”. Gli ospiti che la usavano mentre viaggiavano, tornati a casa si registravano come host cominciando anche loro ad ospitare. Airbnb conta oggi oltre 260 milioni di ospiti che sono stati in oltre 65.000 città, per quasi 2 milioni di appartamenti presenti sul sito. Essendo una delle attività iconiche dell’ultimo decennio, la decisione di Airbnb di quotarsi in Borsa è un momento significativo per i mercati americani, soprattutto data la preferenza di molte società della Silicon Valley per i finanziamenti privati. In un 2020 complicatissimo per il settore del turismo, con un declino del 60-80% rispetto all’anno precedente, la Ipo di Airbnb porta una ventata di positività sul mercato. Per chi crede che il turismo tornerà ad essere un settore in forte crescita nei prossimi anni, Airbnb sicuramente continua a posizionarsi come una delle realtà più innovative del settore.