Con l’espressione Web Analytics si fa riferimento all’analisi di tutti i dati che riguardano gli utenti di internet che visitano un determinato sito web o una pagina social. 

Più nello specifico la Digital Analytics Association, ha definito questo termine come «la misurazione, la collezione, l’analisi e il reporting di dati internet allo scopo di capire e ottimizzare l’utilizzo del Web».

Di anno in anno, tutti gli strumenti relativi alla Web Analytics hanno acquisito un’importanza vitale per le imprese che vogliono implementare la loro presenza su internet.  

Naturalmente quest’analisi dei dati, per essere utilizzata con successo, ha bisogno di essere inglobata in una strategia di Web Marketing. I dati messi a disposizione dai colossi della tecnologia, hanno infatti poco valore se non vengono letti con attenzione e utilizzati nel modo giusto. 

Ma tutte queste informazioni, se utilizzate nel modo giusto, rappresentano una miniera d’oro per le aziende. Una possibilità di creare strategie di marketing su misura per l’utente, totalmente sconosciuta prima dell’avvento di internet. 

L’asset fondamentale della Web Analytics sono i Big Data. Un termine ormai sempre più conosciuto anche tra i non addetti ai lavori. 

Big Data: cosa sono e come funzionano. 

In generale gli utenti conoscono abbastanza poco circa la quantità di informazioni che colossi come Google o Facebook, sono in grado di raccogliere su di loro. 

Ma a chiunque in fondo, sarà capitato mentre navigava sul web di imbattersi in una pubblicità che sembrava fatta su misura per le sue esigenze. 

Questo accade perché Google è in grado di profilare e raccogliere in un database le nostre informazioni e i nostri gusti personali.  L’accesso a questo database consente alle aziende di proporre le loro pubblicità soltanto a chi ha mostrato un reale interesse verso quelle aree commerciali. 

Facebook, anche grazie alla facilità con cui gli utenti gli “regalano informazioni”, riesce persino a fare di più. Sa chi siamo, dove abitiamo, che lavoro facciamo, quali sono le news che ogni giorno privilegiamo e i brand che seguiamo con più interesse. 

È evidente che tutte queste informazioni, se utilizzate nel modo giusto, rappresentano uno strumento dall’enorme potenziale commerciale per le aziende. 

Web Analytics: dall’analisi alla strategia

E qui rientra in gioco il termine Web Analytics,  il concetto da cui siamo partiti all’inizio di questo articolo. 

Un’azienda ha dunque la possibilità di utilizzare gli strumenti che Google oppure Facebook e gli altri social mettono a loro disposizione. Lo scopo è quello di raggiungere i consumatori con pubblicità altamente personalizzate. Ma se si vuole trarre profitto da questo, si deve partire dal fatto che i big data in se servono a poco, se non vengono letti ed analizzati nel modo giusto. 

Quando un’impresa entra in questo mondo, la prima cosa che fa, tramite la figura del Social Media Manager, è raccogliere questi dati per un determinato periodo di tempo.

In seguito bisogna fare molte prove ed esperimenti.  Questo, allo scopo di iniziare a comprendere quali sono i tipi di pubblico che rispondono con più entusiasmo ai contenuti proposti su internet.

Web Analytics: un esempio concreto

Per fare un esempio concreto, quando si inizia a fare marketing su Facebook, il primo strumento da cui solitamente si parte sono gli split test, conosciuti anche come test A/B.

Se ad esempio ho un’azienda di arredamento, Facebook è subito in grado di fornirmi dei pubblici che sono suddivisi in sezioni. 

Posso dunque fin dall’inizio evitare di far vedere le mie pubblicità a chi si interessa prevalentemente di sport o cucina, per rivolgermi invece a chi ha mostrato un costante interesse verso il mio settore.

Ma proprio dentro il mondo dell’arredamento esistono diversi pubblici profilati da FB: Design degli Interni, Tendaggi, Mobili, arredamento di lusso e via dicendo. 

Un test A/B mi permette di capire nel tempo se il pubblico denominato “Design degli interni” risponde con più entusiasmo alle pubblicità di quello che poteva essere invece il pubblico “Arredamento”.  Questo esempio serve a far comprendere che non sempre il pubblico “più intuitivo”, è quello che permette di raggiungere i risultati migliori. 

Ma non solo, oltre a questo il social di Zuckeberg mette a disposizione delle metriche per comprendere anche quali fasce di età rispondono maggiormente a una pubblicità rispetto a un’altra.

Tramite la Web Analytics, ovvero la raccolta l’analisi dei dati che otteniamo man mano che andiamo avanti con le pubblicità, abbiamo la possibilità di perfezionare e costruire un pubblico che sia realmente interessato all’acquisto dei nostri prodotti o servizi.

Big Data e Web Analytics: il marketing del futuro e del presente

Inutile dire che stiamo parlando del marketing del futuro e del presente. 

I cartelloni che vediamo per strada vengono ancora utilizzati dalle grande aziende, raggiungono tutti, senza fare distinzione tra chi è interessato a quel prodotto e chi no. 

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Per una multinazionale questo risulta utile a prescindere. Aumentare la conoscenza del marchio anche tra chi non è consumatore, consente comunque di imporsi in quanto a reputazione, come leader del settore. 

 

Ma per un’impresa che vuole fare marketing per avere un ritorno dall’investimento nel minor tempo possibile, le campagne on line rappresentano un’opportunità di business unica e irrinunciabile.