Nonostante la crisi economica scatenata dalla pandemia di coronavirus, la crescita della start up non accenna a fermarsi.

Questo è quello che emerge da una ricerca condotta dal Ministero dello Sviluppo Economico che si è servito dei dati forniti da UnionCamere e InfoCamere.

Nel report viene rilevato che arrivata alla data del 30 Giugno 2020, sono più di 3mila le nuove start up fondate. Parliamo di aziende che nascono e si occupano di digitale e di innovazione. 

Start up, ricerca MISE: più di un terzo delle nuove aziende sono nate on line

Un’altro aspetto che viene fuori infatti dall’analisi redatta dal Ministero, è che le aziende nate esclusivamente on line sono più di un terzo di quelle registrate nell’ultimo anno.

Il MISE ha commentato questi dati affermando come la possibilità di poter costruire da zero un’impresa digitale è stata un’opportunità fondamentale durante il lockdown. I dati naturalmente variano molto a seconda della zona del paese.

In Basilicata, Sardegna e Calabria più del 50 per cento delle nuove start up sono state fondate utilizzando la modalità on line. Il Veneto, la Lombardia e il Lazio invece hanno ospitato più della metà delle nuove imprese digitali costituite in tutta Italia. 

Start up: Milano continua ad essere al centro dell’innovazione

E Milano continua a confermarsi come il fulcro di questo nuovo modo di fare impresa considerato che nella città risiedono il 17 per cento di tutte le nuove aziende.

Un altro aspetto analizzato dalla ricerca condotta dal Ministero dello Sviluppo Economico riguarda il tempo medio di attesa che intercorre tra la creazione di una start up e la sua iscrizione nella sezione speciale del registro delle imprese dedicata alle aziende che si occupano di innovazione.

Una fase che richiede un processo di verifica di standard e requisiti da parte della CCIAA di riferimento. Nel report viene evidenziato come in media occorrono circa 34 giorni per ottenere questa iscrizione, anche se nell’ultimo anno questo tempo medio di attesa è scesa a circa 28 giorni. 

Start up: le crisi economiche sono un’opportunità

D’altronde, Eric Ries, famoso imprenditore e blogger statunitense lo aveva detto già a maggio. Non esiste momento storico migliore per fondare una start up basta su digitale e innovazione. L’autore, diventato famoso grazie al best seller “The Lean Start Up”, fa un ragionamento molto chiaro. La crisi economica rappresenta sempre un’opportunità per fare imprese e innovare.

Questo perché si tratta di un momento in cui insieme al mercato crollano anche certezze e bisogni da parte delle persone. Ma al tempo stesso ne emergono di nuovi, perché nessuna recessione è eterna e il mercato offre sempre la possibilità di reinventarsi. D’altronde basti solo pensare che AirBnB fu fondata nel 2009, in uno degli anni più duri della recessione che colpì l’intero Occidente.

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