Elon Musk ha recentemente mostrato un maiale di nome Gertrude con un chip di computer delle dimensioni di una moneta impiantato nel cervello. Il vulcanico imprenditore sta cercando di svelare i suoi ambiziosi piani per creare un’interfaccia cervello-computer.

“È un po come avere un Fitbit, ovvero uno strumento che monitera dati, nel tuo cranio con piccoli fili”, ha detto in un webcast l’imprenditore miliardario.

 

Neuralink

La sua start-up Neuralink si è candidata così per lanciare sperimentazioni umane l’anno scorso.

L’interfaccia potrebbe consentire alle persone con condizioni neurologiche di controllare telefoni o computer con la mente.

Elon Musk sostiene che tali chip potrebbero eventualmente essere utilizzati per aiutare a curare condizioni come la demenza, il morbo di Parkinson e le lesioni del midollo spinale.

Ma l’ambizione a lungo termine è quella di inaugurare un’era di ciò che Musk chiama “cognizione sovrumana”, in parte per combattere l’intelligenza artificiale così potente che potrebbe distruggere la razza umana.

 

Transumanesimo

Il transumanesimo è un movimento culturale che sostiene l’uso delle scoperte scientifiche e tecnologiche per aumentare le capacità fisiche e cognitive. Altro aspetto è il migliorare quegli aspetti della condizione umana che sono considerati indesiderabili, come la malattia e l’invecchiamento, in vista anche di una possibile trasformazione post umana.

 

Spiritualità transumanista

Il transumanesimo ha un carattere eminentemente laico e molti transumanisti si dichiarano agnostici o atei. Alcuni seguono tuttavia tradizioni filosofiche orientali, mentre altri fondono le proprie convinzioni transumaniste con le religioni tradizionali, come il Cristianesimo, il Mormonismo, il neopaganesimo europeo o l’induismo.

La maggior parte dei transumanisti non crede in un’anima umana trascendente, ma confida nella compatibilità delle menti umane con l’hardware dei computer, con l’implicazione teorica che la coscienza individuale possa, un giorno, essere trasferita o emulata su un supporto digitale; tale tecnica si chiama “mind uploading“.

 

Il transumanesimo in Itallia

In Italia esistono due capitoli distinti della World Transhumanist Association (ora nota come Humanity+), l’Associazione Italiana Transumanisti e il Network Transumanisti Italiani.

L’Associazione Italiana Transumanisti ha come presidente onorario Riccardo Campa, già membro del consiglio direttivo della World Transhumanist Association, e come segretario Stefano Vaj, autore del controverso Biopolitica. Il nuovo paradigma.

Il Network dei Transumanisti Italiani è un’unione di 11 siti web e blog accomunati dal desiderio di diffondere le idee transumaniste in Italia, tra cui Estropico, che per primo, fin dal 2001, ha cominciato a proporre le tematiche transumaniste in Italia. Inoltre, nell’alveo del transumanesimo italiano, o vicino alle sue posizioni, si collocano gli Accelerazionisti, i Connettivisti, i Galileiani, i Neofuturisti e i Tecnoumanisti. Va citata l’associazione ALTA (Associazione-Laboratorio di TransArchitettura), gruppo nato in seno al movimento.

Nel luglio 2012 l’italiano Giuseppe Vatinno è il primo aderente al movimento Transumanista ad essere eletto ad un Parlamento nazionale, tuttavia nel 2015 viene espulso da Humanity Plus, l’associazione transumanista mondiale, e dall’Institute for Ethics and Emerging Technologies, il principale think tank transumanista a livello internazionale.

Alle elezioni politiche italiane del 2018 viene eletto alla Camera dei deputati Niccolò Invidia, ricercatore presso l’Institute for Economic Innovation, esperto in politiche del futuro e dell’innovazione, intelligenza artificiale e relazioni internazionali. Dichiaratamente sostenitore delle idee transumaniste, Invidia contesta il concetto di scarsità delle risorse, riconcettualizzandolo alla luce e in funzione del livello delle tecnologie esistenti e future, e ritiene che il progresso tecnoscientifico avrà presto il potenziale di rivoluzionare la condizione umana, sotto il profilo sia fisico sia cognitivo. Dal luglio 2018 è membro della delegazione italiana per l’OSCE, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa.

 

I dubbi sulla nuova tecnologia

Resta il nodo delle ripercussioni alla salute che può provocare l’installazione di un chip nel cervello. Il chip disporrà di canali connessi a varie parti del cervello e al tempo stesso sarà in grado di connettersi a un computer tramite un cavo USB-C. In questo modo potrà trasferire l’elevato volume di dati generato dal cervello, in modo che possa essere elaborato da un PC.

Una parte cruciale del progetto prevede infatti l’elaborazione di grossi volumi di dati e l’impiego dell’intelligenza artificiale per interpretarli e creare modelli proficui di gestione del cervello. Grazie alla tecnologia, la persona che utilizza il chip di Neuralink avrà più controllo e maggiori capacità di ragionamento. Non si tratta quindi solamente di venire in soccorso delle persone con paralisi e problemi di mobilità, ma di migliorare in senso generale il cervello umano, evitando le tensioni emotive controproducenti per ottenere una maggiore focalizzazione nel ragionamento.

 

La burocrazia

Neuralink non ha ancora ottenuto i permessi per la sperimentazione sugli esseri umani, ed è anche per questo che la presentazione dal vivo è stata effettuata utilizzando un maiale, battezzato Gertrude, in cui il dispositivo era stato innestato da circa due mesi (mostrando come il Link sia in grado di resistere a lungo in un ambiente altamente corrosivo come il cervello). Mano a mano che Gertrude annusava in giro, un display mostrava una serie di grafici ed emetteva dei suoni che indicavano l’attività dei neuroni, decodificata in tempo reale a seconda delle azioni svolte dal maiale. In poche parole, questo dispositivo, almeno per il momento, si limita a registrare e a rendere visibile l’attività del cervello.

“Anche io potrei avere un Neuralink (impiantato nel cervello, ndr) e voi potreste non saperlo. Anzi, forse ce l’ho”, ha scherzato il genio visionario che da sempre è abituato a celebrare i suoi successi su Twitter, che si tratti di un razzo sparato in orbita o di un microchip cerebrale.