Mai come adesso, la carriera di Elon Musk è stata così ricca di soddisfazioni dal punto di vista imprenditoriale. Questo è stato infatti l’anno in cui finalmente Tesla è riuscita a togliersi di dosso tutti i dubbi e lo scetticismo che si portava dietro fin dalla sua fondazione nel lontano 2003.

In meno di un anno infatti la casa automobilistica di Musk ha triplicato il suo valore. Oggi la sua quotazione in  borsa vale molto più di quella delle maggiori case automobilistiche messe insieme.

Senza dimenticare che pochi giorni fa ha fatto il suo atterraggio sulla terra SpaceX Crew Dragon. Un altro progetto che sembrava impossibile da realizzare da un ente privato, e che invece è riuscito a portare due astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale.

Finalmente dunque, inventore sudafricano si è liberato di dover dimostrare al mondo che la sua follia visionaria coincideva in tutto e per tutto con la capacità di fare impresa in modo futuristico e redditizio.

Di recente Musk ha rilasciato un’intervista al New York Times. Un fatto quasi più unico che raro, che ci permette di conoscere meglio le sfumature di quello che sarà sicuramente ricordato come uno dei geni della nostra epoca.

Elon Musk: l’intervista al New York Times

È uno dei cardini di questa discussione con il giornalista Maureen Dowd è stato il rapporto con la compagna Claire Boucher.

Musk ha raccontato che si sono conosciuti grazie a internet. Accade infatti che scoprì che in un brano della Boucher ( che lavora come musicista e artista figurativa) venivano usati dei simboli che avevano lo scopo di stimolare il dibattito sulla pericolosità dell’intelligenza artificiale.

La Boucher infatti in quel periodo era rimasta profondamente scossa dopo aver scoperto l’esistenza di GPT-3, un’intelligenza artificiale molto avanzata, in grado persino di scrivere un libro.

Anche Musk si era interessato molto all’argomento, avvertendo la Silicon Valley dei pericoli riguardanti il fatto che un Ai senza controllo, rischiava ben presto di diventare un dittatore immortale.

E a chi lo ha iniziato a definire nel tempo come un allarmista che sopravvaluta la reali possibilità dell’AI, Musk risponde che “chi ha una mente brillante non accetta l’idea che una macchina possa essere più brillante di lui. Ma questo, ovviamente, è falso. Le macchine arriveranno al nostro livello tra cinque anni. Non è che allora finiremo tutti all’inferno. Ma cominceremo a vedere cose strane”.

In ogni Musk racconta che spinto dalla curiosità di quel brano ha deciso di contattarla. In poco tempo tra i due è nata una relazione che ha fatto felici molti tabloid americani.

D’altronde è difficile non rimanere affascinati da una coppia così particolare. Lei, un’artista eclettica che ha consacrato la sua vita alla sperimentazione, e lui tra i più controversi e geniali imprenditori della nostra epoca. 

Ma di sicuro, l’inventore sudafricano è tutto meno che perfetto, e sarebbe ingenuo lasciarsi ammaliare troppo da questa figura mitizzata che ha voluto ricreare di sé.

Elon Musk: il rapporto con i figli

Per citare un esempio tra i tanti, che Musk non abbia mostrato in pubblico un grande spirito paterno è una cosa risaputa, e l’intervista concessa al giornalista del New York Times non fa che confermarlo.

Quando Dowd gli chiede infatti del figlio appena nato, questi si limita a rispondere che “per adesso lui è una macchina che mangia e fa la cacca, se ne occupa soprattutto Grimes. Quando sarà più grande farò come con gli altri: se vado per lavoro in Cina lo porto con me e gli faccio vedere la Grande Muraglia”. 

La passione per Roma e le critiche a Facebook

Durante l’intervista, il giornalista riesce anche ad approfondire il rapporto che Musk ha con la storia, una materia che, come ha sempre raccontato, lo affascina terribilmente. È così riusciamo a scoprire la sua ossessione per Gengis Khan e la storia romana.

E per la giornalista, la sua passione diventa uno spunto per parlare della sua recente diatriba con Facebook. Da un po’ di tempo infatti, Musk accusa apertamente il fondatore di Facebook di gestire la piattaforma in modo esclusivo e autoritario.

Anche Zuckerberg infatti possiede una passione per la storia romana, e nutre una particolare predilezione per l’imperatore Cesare Augusto.

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Una posizione che ribadisce al giornalista del New York Times, accusando Zuckerberg di aver creato un impero a conduzione familiare che finirà per limitare la libertà delle persone. Anche per questo, ha deciso di recente di cancellare tutte le sua aziende dal social media.