Quanto vale un “like” al giorno d’oggi per incrementare il proprio business? Davvero tanto, pare. Anche perché gli italiani ormai “vivono” sul computer, visto che passano in media almeno 3 ore al giorno davanti al video. Tre ore per leggere post, guardare i social network e mettere i like alle varie storie… È questa la fotografia scattata dalla società di analisi ComScore. A causa della pandemia l’uso di Internet tra gli italiani è cresciuto dal 70 al 74%, con relativo aumento del tempo speso on line. Insomma, i tre quarti della popolazione italiana ha Internet come miglior amico… Una platea particolarmente appetibile per fare business e questo lo sa bene Facebook. Tant’è vero che il colosso californiano chiede un pagamento alle aziende che vogliono crescere in notorietà attraverso il suo portale. Pratica ormai diffusa quella di pagare i like, insomma. E il giro d’affari è davvero da capogiro. Ecco i dati.

Internet per le aziende: quanto vale?

Il fenomeno è stato indagato da parte di Velvet Media, agenzia veneta di marketing, che ha condotto una ricerca confrontando tutte le inserzioni a pagamento realizzate per circa duecento aziende. Il budget investito complessivamente nello stivale è stato di 862 mila euro nel 2020 e 451 mila nel primo semestre del 2021. Un bel salto rispetto ai primi sei mesi dell’anno scorso, quando gli investimenti si sono fermati a 164.786,93 euro. Soldi spesi bene? Giudicate voi: i post hanno raggiunto lo scorso anno oltre 106 milioni di utenti, ottenendo in tutto quasi cinque milioni di click. Nel primo semestre 2021 il dato è di 46 milioni di persone con 2,3 milioni di click. Ora, ecco una riflessione curiosa: raggiungere un target di uomini costa di più. Nel 2020 il costo per un click (Cpc) da parte di un uomo era di 0,35 euro rispetto agli 0,24 euro pagati per le donne.

I click per fasce d’età

Quest’anno le cose stanno cambiando, visto che il valore degli uomini è sceso a 0,17 euro, mentre quello delle donne a 0,16. Passando all’analisi per classi di età, nel 2020 quelli tra i 25 e i 34 anni sono risultati i più costosi per un valore di 0,48 euro. A seguire i 18-24 (0,39 euro), i 35-44 (0,37), i 45-54 (0,29), i 55-64 (0,20) e infine gli over 65 (0,16). Nel primo semestre di quest’anno si è confermata prima in classifica, invece, la fascia 18-24 (per una spesa di 0,23, mentre nel primo semestre dello scorso anno era di 0,14), a seguire quella di 35-44 (0,18, 0,11 lo stesso periodo dell’anno prima), di 45-54 (0,17 da 0,11), di 55-64 (0,16 da 0,10) e quella degli over 65 per 0,15 euro (0,10).

La distribuzione geografica

Importanti le distinzioni a livello geografico. Il costo per un click è più elevato in Veneto (a fronte di un budget investito di 205.984,07 euro e con 24.270.372 utenti raggiunti) e in Calabria (33.289,5 euro e utenti per 3.539.233), entrambi per un valore di 20 centesimi. A seguire una spesa di 19 centesimi per Toscana (investimenti per 14.645,20 euro e utenti per 5.168.948), Emilia Romagna (budget di 53.917,53 euro e 7.573.444 utenti). La Lombardia è la seconda regione italiana per budget investito: 150.401,29 euro con 15.608.120 utenti raggiunti. “Siamo di fronte a valori medi, che provengono da sofisticate aste online nelle quali le aziende si contendono gli occhi degli utenti ogni giorno – dice il ceo di Velvet Media, Bassel Bakdounes -. Di fatto, lo spaccato è davvero interessante perché mette in ordine di importanza i target che le aziende italiane hanno quando comunicano sui social”.