Immaginate un materiale 100% riciclabile e “circolare” i cui monomeri originali possono essere recuperati a lungo possibile, o “riciclati” per creare un nuovo prodotto di qualità addirittura superiore… scusate… immaginate una plastica infinitamente riciclabile!

 

La plastica

Leggera ma robusta, la plastica è uno dei materiali più utilizzati e anche più presenti nell’ambiente sotto forma di rifiuti. Poiché contengono vari additivi, come coloranti o ritardanti di fiamma, pochissime materie plastiche possono essere riciclate senza perdita di prestazioni o di estetica.

Anche il PET più riciclabile viene riutilizzato  solo al 20-30%, mentre il resto finisce in genere agli inceneritori o alle discariche, dove impiega secoli a decomporsi, con conseguenze tristemente note.

 

Il PBTL

Gli scenzati hanno studiato a lungo le proprietà di una molecola biologica a base di acido carbossilico olefinico. La molecola funziona da mattone fondamentale delle catene (monomero) e reagisce fornendo l’innovativo materiale finale chiamato PBTL.

Il PBTL ha mostrato qualità uguali a quelle delle plastiche tradizionali. Il grande vantaggio risiede nella possibilità di riciclo. Trattando il PBTL con un catalizzatore specifico a temperatura ambiente, si ottiene nuovamente in monomero di partenza che si può riciclare per produrre nuovi oggetti plastici. Grazie a questa particolare proprietà, il numero di riutilizzi del PBTL è praticamente infinito, un po’ come il vetro che può essere fuso e rimodellato senza limiti di utilizzo. Il nuovo materiale ha anche origine biologica. Quindi rallenterebbe contemporaneamente i problemi relativi allo sfruttamento del petrolio, all’aumento di rifiuti ed all’immissione di nuovo materiale nella natura.

 

Il segreto 

Alla base della nuova plastica ci sarebbe la gamma-butirolactone (Gbl), una sostanza dotata di una struttura che consente di trasformare i polimeri in una lunga catena di molecole con una struttura cristallina senza l’uso di solventi e a temperatura ambiente. Per ora il materiale creato negli Stati Uniti è stato testato solamente in laboratorio e, come hanno sottolineato anche gli studiosi, c’è ancora molto da fare prima che possa essere brevettato e sfruttato nella vita di tutti i giorni.

 

Caratteristiche

Il nuovo materiale mostra molte delle caratteristiche che rendono la plastica utile. È forte, resistente al calore e leggero, ma, a differenza della prima, può essere scomposto e riciclato infinite volte, riportandolo allo stato originario. “Ha un ciclo vitale circolare”, afferma Eugene Chen, professore del Dipartimento di Chimica statunitense impegnato nella ricerca. Oltre ad avere la possibilità di essere riutilizzato più volte, ha un altro vantaggio che lo rende unico, ovvero un processo di riciclo sostanzialmente green. Può essere realizzato in pochi minuti senza la necessità di sostanze chimiche tossiche o consumi energetici massicci perché avviene a temperatura ambiente.

 

Il problema del riciclo

Di tutti i materiali più o meno riciclabili di uso comune per l’uomo, la plastica è quello che più viene sprecato: in Italia, per esempio, che è uno dei Paesi più virtuosi d’Europa in quest’ambito, il 43% della plastica raccolta viene riciclato, mentre il 40% viene termovalorizzato (è impiegato cioè per produrre energia attraverso la combustione) e il 16,5 finisce in discarica; negli Stati Uniti, per dire, la percentuale di plastica riciclata ogni anno è appena del 10%. È colpa di comportamenti poco responsabili, ma anche di un problema intrinseco della plastica, che risulta indebolita dopo ogni processo di riciclo, perdendo dunque resistenza strutturale e, di conseguenza, valore. E la nuova “plastica riciclabile all’infinito” promette di risolvere esattamente questo problema.

 

Una soluzione per salvare il pianeta

La lotta alla plastica che avvelena il pianeta non si ferma. Se nel Regno Unito vengono banditi gli imballaggi inquinanti, anche in Italia si moltiplicano le iniziative e gli appelli per una nuova cultura dell’ambiente. Questa scoperta sembra offrire la soluzione ottimale. Ma la strada è ancora lunga. Intanto, non è stato ancora depositato un brevetto e poi c’è il problema dei costi: occorre lavorare su un materiale che sia anche economico da produrre. Su questo si concentrerà l’impegno dei ricercatori in futuro. Stiamo distruggendo la Terra, è il momento di dare valore alla plastica, evitando sprechi e promuovendo l’utilizzo di materiali sostenibili.

Il polimero riciclabile promette la soluzione ideale: tutti i vantaggi della plastica, ma nessun danno per l’ambiente. Chen e i suoi colleghi si stanno impegnando per un futuro in cui i materiali green, anziché macerare nelle discariche e negli oceani per milioni di anni, possano essere semplicemente collocate in un reattore e, in linguaggio chimico, de-polimerizzati per recuperare il loro valore originario, cosa che non è possibile fare con le plastiche attuali.