I tir verdi prodotti dall’azienda Nikola hanno appena fatto il loro ingresso nella borsa di New York.

Nella giornata di oggi infatti, l’azienda di Phoenix debutta sull’indice Nasdaq.

Questi nuovi mezzi di trasporto ecologici verranno realizzati in Europa in collaborazione con Cnh-Iveco. L’obiettivo è quello di far diventare l’azienda “ il Tesla dei camion “.  Un traguardo che la start up fondata da Trevor Milton vuole raggiungere nel minor tempo possibile. 

Tir verdi di Nikola in borsa: la fusione inversa

La quotazione in borsa stata possibile grazie a un meccanismo chiamato “ fusione inversa”.

Un sistema che permette a un’impresa di approdare in borsa in tempi più brevi del normale e affrontando meno spese.

Questo però è può accadere solo nei casi in cui una società si fonde con un’azienda più piccola. A patto però che quest’ultima sia già quotata in borsa.

In questo caso Nikola si è fusa con un’azienda chiamata VectoIQ. L’operazione è avvenuta il 3 Marzo, poco prima del lockdown. 

Elon Musk ha deciso di portare in tribunale Nikola

L’annuncio però non è stato accolto bene da Elon Musk. Il fondatore di Tesla e Space X ha infatti deciso di fare causa a Nikola.

Il motivo per cui ha deciso di portare la sua azienda concorrente in tribunale risiede in una presunta violazione del suo brevetto.

Trevor Milton però, diventato presidente esecutivo della società dopo la fusione con VectorIQ, non sembra preoccupato della causa in corso.

L’intesa con Cnh-Iveco è stata a trovata a Torino nel dicembre del 2019.

Fin da subito l’ambizione è stata quella di diventare leader nel mercato della produzione dei camion.

La produzione di questi nuovi tir verdi entrerà a regime nel 2021.

Lo stabilimento di riferimento sarà quello di Ulm in Germania. Questi nuovi tir verdi saranno destinati principalmente al mercato europeo. Anche se una piccola parte della produzione verrà presentata anche nel mercato americano. A breve infatti, negli Usa aprirà una fabbrica in Arizona. In questa, verranno prodotti sia i modelli a batteria che quelli a idrogeno. 

Tir verdi Nikola: l’accordo con Iveco

A inizio settembre del 2019, la Cnh si è decisa a dare vita a una joint venture con Nikola.

La cifra investita dall’azienda in questo progetto è di circa 250 milioni di dollari. Lo scopo di questa partnership è quello di rivoluzionare il mercato dei trasporti pesanti. 

Un progetto che grazie a questa joint venture è diventato adesso in realtà, nonostante all’inizio erano in pochi a scommetterci.

Eppure, fin da quando ha deciso di lasciare l’università, questo è sempre stato l’obiettivo di Trevor Milton, fondatore di Nikola. E il tempo gli ha dato ragione.

Approdare in borsa è solo l’ultimo step di un’azienda che ormai si presenta sul mercato globale con tutte le carte in regola per sfondare. 

Adesso l’obiettivo è in primo luogo quello di produrre entro il 2021 dei camion con batterie a ioni di litio.

Nel 2023 dovrebbero invece essere lanciati sul mercato i tir verdi a idrogeno. Questi dovranno essere dotati di una fuel cell in grado di produrre la corrente necessaria per alimentare gli elettromotori. 

Nikola: l’obiettivo è conquistare il mercato europeo

Per la produzione di questi nuovi tir a idrogeno l’azienda è riuscita a raccogliere circa 600 milioni di dollari.

Questo ha permesso che, al momento della fusione con VectorIQ, il suo valore complessivo fosse di 3 miliardi. Nikola ha inoltre stimato che verso la fine del 2021 ci sarà bisogno di altri 700 milioni di dollari.

L’obiettivo naturalmente, è quello di conquistare in modo permanente nel mercato europeo.  

A venire incontro al progetto di Nikola è il Green New Deal recentemente approvato dall’Unione Europea.

Questo piano infatti punta a fare in modo che entro il 2050 ci siano zero emissione. E in un mondo del commercio in cui i trasporti hanno un ruolo chiave e di certo non possono fermarsi, i tir verdi di Nikola sembrano un business molto promettente.

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D’altronde l’azienda ha già adesso ricevuto ordini per circa 10 miliardi di dollari. Diverse multinazionali, come ad esempio la Anheseur-Busch, hanno già ordinato in anticipo i tir verdi dell’azienda.