Sarà la più grande d’Europa. E sorgerà in Italia. Sull’ex area Olivetti di Scarmagno, vicino ad Ivrea, in Piemonte, la newco Italvolt realizzerà una mega gigafactory di batterie green. L’Italia avrà presto la sua fabbrica di batterie green. Anzi, sarà persino la più grande d’Europa. Come capacità, sarà la dodicesima al mondo. L’area ex Olivetti, in disuso da 20 anni, attualmente di proprietà del Fondo Monteverdi gestito dalla società di intermediazione immobiliare Prelios SGR, è stata scelta per le sue caratteristiche tecniche e per la sua posizione strategica da un punto di vista geografico. Già, nel cuore del Nord Italia produttivo e alle porte dei mercati più importanti europei.

La gigafactory

La gigafactory piemontese produrrà e stoccherà batterie a ioni di litio per veicoli elettrici. Un polo fondamentale, soprattutto in un momento in cui la domanda di batterie a livello continentale è sempre più crescente. Basti pensare all’enorme richiesta da parte dell’industria automotive, che entro il 2030 aumenterà a livello globale di 17 volte fino a circa 3.600 gigawatt. Recenti studi prevedono una richiesta da parte dell’Ue di 565 GWh. Un dato incredibile, secondo solo a quello della Cina, con un fabbisogno previsto di 1.548 GWh. Già, ma quali sono i tempi? La prima fase del progetto prevede un investimento complessivo di circa 4 miliardi di euro. Se tutto filerà liscio, la gigafactory sarà pronta entro la primavera del 2024. La fabbrica avrà bisogno di 300 mila metri quadri e una capacità iniziale di 45 GWh, che potrà raggiungere i 70 Gwh.

Progetto Pininfarina

Il nuovo impianto sarà progettato dalla divisione Architettura di Pininfarina, iconica casa di design automobilistico, che ha da poco celebrato i suoi 90 anni di attività. Con una forte attenzione all’impatto ambientale e sociale, Pininfarina intende progettare un impianto industriale di nuova generazione. Comau, leader mondiale nel campo dell’automazione industriale, con oltre 45 anni di esperienza e una forte specializzazione nei processi di elettrificazione, sarà il fornitore di soluzioni innovative, impianti e tecnologie per il gigaplant. Inoltre, Comau si occuperà della realizzazione del laboratorio di Ricerca e Sviluppo da oltre 20 mila metri quadrati. Un polo che accoglierà accademici e partner industriali impegnati nello sviluppo delle tecnologie più all’avanguardia nel settore della mobilità elettrica.

L’impatto economico

Evidente l’impatto economico e sociale di una gigafacrtory così importante in Piemonte. Stando ai dati forniti da Italvolt, il centro darà lavoro diretto a ben 4 mila persone. Calcolando anche l’indotto, la ricaduta occupazionale sarà davvero notevole, con oltre 15 mila nuovi posti. Italvolt è la newco con base a Milano fondata da Lars Carlstrom. Ex ceo di Aerocars, Thrupp&Mabelry, Amplion, dg di Kai Partners ed Evox Real Estate, Carlstrom è oggi azionista di maggioranza di Britishvolt, che nel Northumberland, contea del nord-est dell’Inghilterra, sta già lavorando a un’altra gigafactory da 2,6 miliardi di sterline (circa 3 miliardi di euro). Ora, ecco questa nuova sfida proprio in Italia. Il sito ex Olivetti si estende su una vasta area industriale dismessa di circa 1 milione di metri quadri, di cui 143 mila con edifici.