Una fabbrica smart in grado di produrre sulla base dei dati e adattarsi rapidamente alle esigenze dei clienti, fatta di macchine da cucire e nastri trasportatori azionabili da remoto via smartphone. Alibaba ha già rivoluzionato il settore retail con una piattaforma ecommerce fondata sull’utilizzo dei dati dei consumatori, ora punta a mettere a punto un modello concreto per trasformare il comparto manifatturiero.

 

Un lavoro lungo tre anni

Il più grosso conglomerato cinese ha rivelato pochi giorni fa che da tre anni sta sperimentando una fabbrica tessile sulla base di un disegno completamente nuovo per fornire prodotti alle sue piattaforme di abbigliamento Taobao e Tmall. La sua fabbrica smart, Xunxi – che in cinese significa rinoceronte veloce – è attiva nella regione attorno al suo quartier generale di Hangzhou: l’obiettivo è fornire alle aziende cinese una fabbrica in grado di funzionare sulla base dei data analytics e della tecnologia digitale per rendere la produzione flessibile e adattabile sulla base delle mutazioni della domanda.

 

La produzione intelligente

«Il modello permette alle fabbriche tradizionali di migliorare la redditività e tagliare i livelli di scorte e magazzino rispondendo comunque alle richieste personalizzate della clientela», ha spiegato a Bloomberg Alain Wu, il Ceo della controllata di Alibaba Xunxi Digital Technology.

L’esperienza di Alibaba nella modellazione dell’offerta sulla base dei comportamenti e dei gusti dei consumatori, sul modello già ben oliato dell’ecommerce, viene ora messo al servizio del settore manifatturiero del Paese, in un momento in cui Pechino sta perseguendo il concetto di “Internet industriale” della smart factories. Il fondatore del colosso cinese Jack Ma indica il nuovo modello come “new manufacturing”, sulla base della strategia già consolidata del “new retail” che integra offline e online.

 

Aumento dell’efficienza

Secondo quanto riportato dalla compagnia, la “nuova produzione” basata sui dati messa in campo dalla fabbrica, in un mercato manifatturiero come quello cinese che vale circa 4mila miliardi di dollari, consentirà anche di produrre volumi più piccoli a costi inferiori e con minori tempi di consegna. Grazie a una pianificazione maggiore dei costi e della produzione stessa, e a una logistica interna automatizzata, Alibaba stima che la fabbrica possa essere in grado di aumentare l’efficienza produttiva dal 25% fino a una media del 55%, riducendo anche i volumi di invenduto che pesano per circa il 30% sulle perdite del settore.

 

Piccole e medie imprese coinvolte

Il nuovo modello sembra concentrarsi soprattutto sul rafforzamento del sistema delle piccole e medie imprese, che faticano a tenere il passo della trasformazione delle preferenze dei consumatori nei rispettivi settori in una fase di rallentamento dell’economia. Il punto di partenza è l’abbigliamento, ma l’obiettivo di Alibaba è allargare il campo d’azione ad altri settori fornendo alle aziende un sistema consolidato di analisi dei dati, automatizzazione della logistica e predisposizione di magazzini just-in-time.

 

Le collaborazioni

In una prima fase, Xunxi digital factory collaborerà con compagnie del settore abbigliamento e moda, tra quelli trainanti in Cina, integrando direttamente nella fase produttiva le informazioni digitali relative alle previsioni di vendita e alle preferenze degli utenti.

Inoltre, la fabbrica collabora già anche con i venditori presenti sulle piattaforme ecommerce Taobao e Tmall, parte integrante dell’ecosistema di Alibaba per mettere in rete la produzione delle piccole e medie imprese del paese. E anche questa fabbrica pilota è parte delle strategie tracciate nel 2016 dal fondatore del gruppo Jack Ma per innovare il tessuto produttivo e commerciale cinese attraverso le sue “Five New strategies”, nuove strategie da mettere in campo nell’ambito della vendita, della produzione, della finanza, della tecnologia e dell’energia.