Un aereo di linea che usa l’idrogeno come carburante. Sarebbe questa la frontiera del volo commerciale nel prossimo futuro. Un motore a propulsione alternativa con emissioni davvero basse. A lanciare la sfida dei cieli ci ha pensato Airbus.

Chiamata all’azione

La «chiamata all’azione al mondo italiano» è messa in chiaro da Grazia Vittadini, ingegnere aeronautico, laureata al Politecnico di Milano, chief technology officer e componente dell’«executive committee» del gigante europeo dell’aerospazio da maggio 2018.

Il precedente

Il primo aereo commerciale a idrogeno ha effettuato il suo volo di battesimo già nel 2020. L’apparecchio, un Piper di classe M modificato per funzionare con motore elettrico, è decollato il 24 settembre scorso a Cranfield, in Inghilterra, tagliando un grande traguardo per il settore dell‘aviazione sostenibile. Il successo porta la firma della società ZeroAvia che, assieme ai partner European Marine Energy Centre (EMEC) e Intelligent Energy, ha lanciato quest’anno il progetto HyFlyer. L’obiettivo? Decarbonizzare i piccoli aerei passeggeri a medio raggio.

Ma prima di arrivare al lancio dell’aereo a idrogeno, l’iniziativa aveva già testato un mezzo elettrico. A giugno dello stesso anno, il consorzio aveva effettuato infatti il primo volo commerciale a batteria del Regno Unito, impiegando sempre lo stesso modello di aeromobile.

Perché la propulsione elettrica fa fatica

Gli aerei a batteria non arriveranno tanto presto. C’è chi sostiene che non voleranno mai, a causa dei problemi di peso delle batterie, e chi, come Elon Musk, crede che superata la soglia dei 400 Wh/kg si potrà iniziare a pensare che quello che sta accadendo già su auto e veicoli commerciali (e, per gradi, sulle imbarcazioni) succederà anche in cielo.

Incontri istituzionali

Vittadini è stata a Roma per incontri «istituzionali», non dice con chi. Incontra Il Sole 24 Ore insieme al responsabile delle attività di Airbus in Italia, Serafino D’Angelantonio. Gli ambiziosi progetti del gruppo puntano alla decarbonizzazione dell’aviazione commerciale entro il 2050. Il trasporto aereo resta uno dei settori più difficili dai quali eliminare le emissioni di carbonio. Perché il kerosene, di origine fossile, è il carburante più efficiente ed economico per gli aerei.

Non solo idrogeno

Tutti e tre gli aerei sfruttano l’idrogeno per volare. Lo usano come combustibile principale o come elemento per creare combustibili sintetici a basso impatto ambientale.

Così ha commentato Guillaume Faury, CEO di Airbus: “È un momento storico per l’aviazione, che si appresta a vivere nel prossimo futuro la più profonda transizione energetica della storia. I tre concept che presentiamo oggi sono un esempio chiaro della nostra ambizione”.

Torna anche l’elica

Il primo dei tre concept presentati ha forme abbastanza tradizionali e potrebbe sostituire l’attuale A320. Ha autonomia di circa 2.000 miglia nautiche (quasi 4.000 km) e può trasportare da 120 a 200 passeggeri. È alimentato da idrogeno liquido, che sarebbe trasportato in un serbatoio pressurizzato posto all’interno della coda.

Il secondo concept, invece, spinto da motori a elica, avrebbe autonomia minore, intorno alle 1.000 miglia nautiche (quasi 2.000 km), e trasporterebbe fino a 100 passeggeri. Ideale per voli di corto raggio, usa l’idrogeno come combustibile principale.

Il terzo concept è il più innovativo. Non solo per la forma, che vede la fusoliera fondersi alle ali in una futuristica forma triangolare che lo rende più efficiente e che offre inedite possibilità di organizzazione degli spazi interni. Dovrebbe trasportare più di 200 passeggeri e avere autonomie tali da poter coprire lunghe distanze senza necessità di rifornire.

Il volo commerciale nel 2035

«A settembre abbiamo annunciato l’ambizione di entrare sul mercato commerciale con un prodotto entro il 2035. Entro il 2025 dovremo aver definito il disegno del velivolo, il raggio d’azione, quanti passeggeri, che tipo di propulsione», spiega la Cto di Airbus. «Stiamo studiando le tecnologie, anche con tutti i motoristi».