Le nuove tendenze in materia di dieta esercitano un peso sempre più importante sul modo in cui facciamo agricoltura. Alcune fonti registrano un trend: sulle tavole dei cittadini aumenta sempre di più la componente vegetale, mentre viene ridotta quella animale. Si inizia inoltre a prediligere la qualità e la diversità rispetto alla quantità.

 

Report Unione Europea

Come evidenzia il report dell’Unione Europea 2019-2030, i consumatori sono sempre più esigenti quando si tratta di alimentazione e questioni come salute, proprietà nutritive, provenienza, sostenibilità e benessere degli animali stanno diventando fondamentali.

La nuova richiesta esercita un’influenza decisiva su varietà coltivate, metodi di coltivazione, nonché sull’allevamento. Nessun dubbio quindi sul fatto che alcuni settori del mercato, come biologico e prodotti a chilometro zero registreranno un aumento significativo nel prossimo decennio.

 

Il grande quesito

Nei prossimi 50 anni supereremo i 9 miliardi sulla Terra e dovremmo produrre più cibo di quanto ne sia stato consumato in tutta la storia dell’umanità, mentre terra, acqua e aria sono sempre più inquinate. Come fare?

 

Conto alla rovescia

Come ben raccontato in Conto alla rovescia: quanto potremo ancora resistere? il libro del giornalista scientifico Alan Weisman, nel 2050 se non ci saranno rilevanti scoperte in ambito energetico e nei sistemi di produzione alimentare non ci sarà più cibo per tutti. Fino a quando per nutrirci ci siamo accontentati di sfruttare la “conversione” del Sole in cibo siamo cresciuti a ritmo lentissimo. Nel 1815 eravamo un miliardo, nel 1930 siamo raddoppiati, con la scoperta del petrolio e l’uso degli idrocarburi per generare energia siamo passati a 5 miliardi nel 2013 e, nonostante la fase di assestamento che si prevede, saremo tra i 9 e i 10 miliardi nel 2050.

 

Idroponica

La risposta più interessante risiede nella pratica dell’agricoltura idroponica, acquaponica o aeroponica, ovvero l’agricoltura senza terra, con pochissimo consumo d’acqua e senza pesticidi (da non confondere con l’idrocoltura, che è la coltivazione di piante in acqua).

Nell’idroponica la terra è sostituita da piccolissime quantità di un substrato inerte (argilla espansa, perlite, fibra di cocco, lana di roccia, ecc.) collocate in tubi o colonne entro cui scorre l’acqua grazie a una pompa (l’acqua è totalmente riciclata) cui si aggiungono i nutrimenti necessari ad apportare tutti gli elementi indispensabili alla crescita della pianta. Nelle formule più avanzate le pompe sono collegate a pannelli solari il che permette di non consumare energia e tutto è digitalizzato e controllato di un computer, umidità, nutrienti, temperatura.

La coltura idroponica consente produzioni abbondanti, al di là della stagionalità, anche in zone aride, e assicura la totale sicurezza igienico-sanitario durante tutto l’anno.

 

Cambiamento climatico

I cambiamenti climatici cambieranno il nostro modo di produrre in maniera decisiva (ne abbiamo parlato in questo approfondimento su clima e agricoltura), influendo su fattori come piogge, temperature e qualità del suolo. Bisogna quindi iniziare ad affrontare questi cambiamenti con alcune strategie.

Il nuovo report sul cambiamento climatico dell’Agenzia Europea dell’Ambiente offre alcune raccomandazioni, prima fra tutte il ricorso agli strumenti del precision farming, che permettono di migliorare la produzione, ottimizzare la distribuzione di fertilizzanti e fitofarmaci.

Consiglia inoltre l’impiego di colture più resistenti alle ondate di caldo e di freddo, ma anche alla siccità e ai parassiti. Nel periodo invernale è opportuno fare ricorso alle colture di copertura per proteggere il terreno, mentre in generale ruotare le colture porta dei benefici notevoli per il suolo.

Ottimizzare l’irrigazione, produzioni sostenibili in serra e migliore foraggio per gli animali, ecco alcuni dei consigli dell’agenzia europea per affrontare il nuovo decennio.

 

Risultati sorprendenti

I risultati di questi metodi di coltivazione sono stupefacenti: 500% di produttività in più rispetto alle colture in terra, 90% in meno di consumo di acqua, 50% crescita più rapida, 40% di lavoro in meno, 30% in meno di energia richiesta. (Va anche considerata il fatto che impianti idroponici e acquaponici possono essere posizionati ovunque, anche in città, una fabbrica abbandonata o in casa propria, e possono realizzare finalmente alla lettera il principio del consumo a km 0).