Accade sempre più spesso negli ultimi anni. La città di Venezia si ritrova a fare i conti con i danni prodotti dal fenomeno dell’acqua alta. 

Il bilancio è estremamente grave. Due persone hanno perso la loro vita a Pellestrina. I danni economici, seppur non ancora quantificabili, rischiano di mettere in ginocchio le zone colpite dall’alta marea.

Un problema che con il passare del tempo diventa sempre più grave. Il progetto del Mose, iniziato nel lontano 2003, nacque proprio per tentare di arginare i pericoli e i danni causati dall’alta marea.  

Il quadro della situazione

Sfortunatamente, la situazione per Venezia non è destinata a migliorare, quantomeno da un punto di vista climatico. Secondo uno studio scientifico pubblicato sulla rivista Quaternary International, Venezia potrebbe non esistere più nel 2100, e finire sommersa proprio come Atlantide.  

Resta però il fatto che i danni economici provocati dall’alta marea nella laguna veneziana aumentano con il passare degli anni, e in queste settimane si è verificata l’ennesima tragedia che, per la considerevole entità dei danni subiti, ha sconvolto tutto il nostro paese. 

Ancora oggi, il Mose è lontano dal suo completamento. Negli anni si è purtroppo contraddistinto per le varie indagini di tangenti e corruzione che ne hanno gonfiato i costi di realizzazione. Attualmente, l’opera è costata oltre i 5 miliardi di euro. Secondo il bilancio redatto dal Consorzio Venezia Nuova, la consegna è prevista per il 31 dicembre 2021.

Tragedia Venezia: le conseguenze economiche da affrontare

Circa sessanta imbarcazioni ormeggiate hanno riportato dei danni consistenti. A Ca’ Pesaro si è verificato un incendio, scatenato da una cabina elettrica danneggiata dall’acqua alta. Tantissimi gli allagamenti lungo tutta la laguna, con i Vigili del Fuoco e i volontari della Protezione Civile costretti a lavorare senza sosta nel tentativo di recuperare il salvabile.

Il vento e le mareggiate hanno inoltre prodotto diversi danni lungo tutta la costa veneta. Molti gli interventi di salvataggio per gli alberi abbattuti nelle zone di Jesolo e Cavallino Treporti.

In numerose aree del litorale inoltre, si sono verificati diversi disservizi riguardo alle forniture elettriche di energia, con gli operatori dell’Enel che per giorni hanno lavorato ininterrottamente per cercare di riparare i guasti.

Come ha riferito il primo procuratore di San Marco, Carlo Alberto Tesserin, anche il Teatro La Fenice, che dovrebbe aprire in occasione dell’inaugurazione della stagione lirica il 24 Novembre, ha subito dei danni molto rilevanti.

L’alta marea non ha risparmiato nemmeno le imprese agricole, che si ritrovano adesso a fare i conti con ingenti danni, non ancora del tutto calcolabili dal punto di vista economico. In particolar modo nelle Isole Veneziane, l’acqua salata ha invaso e distrutto i campi coltivati.

La Ministra delle Politiche Agricole, Teresa Bellanova, ha subito fatto sapere che il suo ministero è disposto a collaborare con le Regioni colpite da questo disastro. Pronto un piano per attivare gli strumenti del Fondo di Solidarietà Nazionale. Un impegno che dovrebbe portare alla sospensione dei mutui e dei contributi previdenziali per tutte le aziende agricole che sono state danneggiate.

La nota positiva

L’unica nota positiva riguarda il mondo vinicolo. I vigneti veneziani si sono infatti salvati da questa tragedia, compresi quelli più importanti che si trovavano nella zona dei Carmelitani Scalzi e di Torcello. Un mancato disastro, sfiorato però per pochissimo. Michel Thoulouze, proprietario dell’azienda “Orto di Venezia”, nell’isola di Sant’Erasmo, ha infatti raccontato ai giornali che se l’acqua si fosse innalzata ancora di soli cinque centimetri, anche il suo settore avrebbe scontato danni economici molto importanti.

La “solidarietà” degli istituti bancari

Di fronte ad una tragedia così grande, l’intero sistema bancario si è mobilitato per dare supporto alla popolazione. L’Abi ( Associazione Bancaria Italiana), ha invitato con una nota ufficiale tutti gli istituti di credito presenti sul territorio a supportare la popolazione e a venire incontro alle loro difficoltà. 

Unicredit ha risposto a questa richiesta offrendouna moratoria di 12 mesi per quanto riguarda i mutui e delle linee speciali di finanziamento a tasso agevolatoper tutte le famiglie e le imprese che sono state colpite da questa calamità naturale.

La moratoria presentata dall’istituto di credito, riguarda nello specificoi mutui ipotecari e chirografari per le aziende che hanno la sede legale e operativa nelle zone colpite dall’alta marea, e per tutte le persone residenti nella zona che sono state danneggiate dall’evento. Unicredit ha infatti messo a loro disposizione un “Prestito Sostegno” a tasso agevolato.

Anche Intesa San Paolo ha stanziato un fondo di circa 100 milioni di euroallo scopo di supportare tutte le famiglie e le imprese colpite da questa calamità naturale.

Nel plafond stanziato, viene prevista la possibilità di richiedere la sospensione per un anno delle rate riguardanti i finanziamenti in essereper le aziende e le persone vittime dell’acqua alta. L’istituto bancario ha inoltre messo a disposizione dei residenti degli sportelli informativi nelle loro filiali presenti sul territorio, in cui i cittadini possono recarsi per richiedere assistenza ed informazioni.

Acqua alta a Venezia: le reazioni della politica

Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, ha inoltrato al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e al capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, una richiesta formale, inviata tramite posta certificata, per dichiarare lo “Stato di emergenza a livello nazionale” appellandosi all’articolo 24 del D.Lgs 2 Gennaio 2018. 

Nella richiesta inviata, il Governatore chiede un consistente aiuto da parte del governo per le prime spese indispensabili al contenimento dei danni economici subiti, e un successivo sostegno economico per fare in modo che le amministrazioni locali e la regione veneta, possano fronteggiare la situazione tramite misure finanziarie ordinarie.

Secondo Zaia, questa è l’unica via per assicurare adeguate operazioni di soccorso alla popolazione, e poter mettere in atto nel più breve tempo possibile tutti quegli interventi che sono indispensabili a ripristinare una normale condizione di vita per i residenti, garantendo al contempo la loro incolumità futura.

Forza italia, tramite il suo leader Silvio Berlusconi, ha fatto sapere di aver indetto un interrogazione al Parlamento Europeo affinchè Venezia possa aderire al Fondo Europeo ed avere così maggiori risorse per poter affrontare al meglio i danni subiti. 

L’intervento del Presidente Conte

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ha invece dichiarato in questi giorni alla stampa:

“Al momento non è ancora possibile quantificare i danni economici prodotti dall’alta marea“.

Ha però tenuto a rassicurare i residenti. Esistono, infatti, tutti gli estremi per proclamare lo stato di emergenza e vedere così stanziati i primi fondi di aiuto.

Al termine della riunione avuta con la Prefettura, Conte ha inoltre precisato:

“Le prime misure per poter risarcire le persone coinvolte, si svolgeranno in due fasi”.

La prima prevederà un risarcimento fino a 5 mila euro per i privati e fino a 20 mila euro per le aziende. I fondi dovrebbero arrivare in brevissimo tempo. La seconda avverrà invece nel momento in cui si avrà contezza dei danni economici. E dunque si potrà procedere a una liquidazione dell’importo maggiore rispetto a quello previsto dalla prima fase, attraverso un’istruttoria tecnica.

L’ultima considerazione del premier ha riguardato il Mose.

“I tempi previsti per la sua realizzazione non slitteranno ulteriormente“.