Il futuro dell’impresa Sport e la necessità di misure urgenti per salvare una delle principali industrie del Paese: il parere dell’avvocato Di Cintio (DCF Sport Legal)

Tra i settori produttivi che stanno soffrendo l’emergenza Coronavirus vi è certamente lo sport. Stando a quanto pubblicato dalla SIAE nel suo annuario dedicato al 2018, nel totale il volume d’affari dell’intrattenimento e dello spettacolo registrato in Italia è stato di 6,85 miliardi di euro. Di questi la maggioranza provengono dallo sport, che contribuisce per una fetta complessiva pari a 2,94 miliardi.

Nello sport a fare la parte del leone è ovviamente il calcio, con un volume d’affari che nel 2018 è stato pari a 2,37 miliardi. Insomma, una delle principali industrie d’Italia ora completamente ferma. Per comprendere meglio gli scenari futuri del settore, anche da un punto di vista economico, tributario e giuridico, abbiamo sentito il parere dell’avvocato Cesare Di Cintio, titolare, insieme alla collega Federica Federica dello studio “DCF Sport Legal”, uno dei più importanti in Italia per quanto concerne la consulenza legale in ambito sportivo. 

Tutto lo sport è stato fermato: quali potranno essere le ripercussioni economiche su un settore fondamentale per il sistema Paese?

“Lo sport risentirà inevitabilmente, da un punto di vista economico, delle difficoltà in cui si troverà l’imprenditoria italiana. Si dovrà ricostruire gran parte di un settore che ha vissuto sempre grazie agli investimenti degli imprenditori. Serviranno persone preparate perché si può rimanere senza soldi ma mai senza idee. E le idee non hanno colore e credo politico se sono finalizzate allo sviluppo dello sport e non al mantenimento di poltrone e posizioni di potere”.

Inizialmente nel mondo del calcio ha fatto discutere la diatriba su giocare, non giocare, giocare a porte chiuse… Crede che tanta indecisione sia stata anche dettata da motivi economici? Molte società sono quotate in Borsa…

“Credo che sia necessario effettuare un distinguo: la Serie A è un mondo a parte. Poi c’è e il resto del mondo del calcio che si sorregge con la mutualità di sistema che la serie A devolve per legge alle categorie inferiori. I problemi economici della serie A inevitabilmente si riverberano avrebbero conseguenze pesanti sulle categorie inferiori. Questo è il motivo per cui si è cercato di salvaguardare la competizione. Tuttavia nel caso di specie nessuno avrebbe potuto immaginare di aver a che fare con un avversario molto insidioso come il Covid-19”.

Altra questione, i diritti televisivi: gli utenti come devono agire in questo momento?

“In questo momento non si può agire poiché preliminare è capire quando verrà debellato il virus e quanto tempo ci vorrà. Successivamente bisognerà capire se e come questo evento eccezionale ha inciso ed eventualmente modificato la competizione”.

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Diritto dello Sport - Intervista all'avvocato Cesare Di Cintio

 

Runners, jogging, attività all’aperto… ora è arrivata la chiusura totale ma fino a poche ore fa abbiamo avuto tanta confusione: quale dovrebbe essere la soluzione ideale?

“Io non colpevolizzo i cittadini i quali si adeguano alle disposizioni di legge. Se il problema sono i runner allora lo si scriva in modo chiaro. Ma allora ci spieghino perché un podista o un ciclista infastidisce quando fuori dai supermercati esistono quegli assembramenti che i decreti emessi avrebbero dovuto evitare. Ci vuole più fermezza”.

Non solo calcio: dalla boxe alla pallavolo, dal basket alla Formula Uno, tutti hanno incrociato le braccia. Quali misure dovrebbero essere adottate a sostegno anche delle Federazioni più piccole?

“Sicuramente quelle adottate dall’ultimo decreto legge Cura Italia sono insufficienti per aiutare il mondo dello sport per il quale lo slittamento di scadenze previdenziali e contributive non è certo risolutivo. Qualcosa è stato fatto ma servirà più coraggio nei prossimi passaggi normativi. Lo sport si regge su una miriade di associazioni dilettantistiche che avranno bisogno di ossigeno per anni per continuare a formare giovani atleti”.

Torniamo al calcio: come potrà essere portata a termine la seria A e quelle minori? La Champions? Quale l’ipotesi più plausibile?

“Difficile da dire. Troppi fanno i conti senza l’oste, ovvero il Covid 19. Difficile rispondere, servirebbe la palla di vetro. Posso solo dire che in Nuova Zelanda il campionato di calcio è stato interrotto ed è stato assegnato il titolo sulla base della classifica maturata fino a quel momento”.

In molti sport le società stanno chiedendo agli atleti di rinunciare a pare degli stipendi: è possibile legalmente?

“L’art. 1256 del codice civile dice che se la prestazione è diventata impossibile per fatto non imputabile al debitore (l’atleta), questo non può esser ritenuto responsabile dell’inadempimento. Parimenti però il creditore (la società) non è tenuto al pagamento. Sulla base di questo principio sarà necessario svolgere delle analisi solo quando tale prestazione sarà definitivamente divenuta impossibile, totalmente o in parte. Allora si potranno trarre delle conclusioni. Mi auspico soluzioni condivise tra leghe e rappresentanti dei calciatori, degli atleti e degli allenatori. Tutti devono pensare al bene del sistema e non ai propri interessi personali”.

Domanda a bruciapelo: il sistema sport in Italia rischia il default?

“Solo se le azioni dei singoli saranno guidate dal mantenimento delle poltrone e non finalizzate alla sopravvivenza del sistema”.