Con Space Economy si fa’ riferimento al settore economico che si occupa dello sviluppo e della gestione di tutte le applicazioni tecnologiche e le infrastrutture utilizzate nello spazio cosmico.

Per quanto ci possa sembrare lontano, gli sviluppi tecnologici di questo settore incidono già adesso nella nostra vita quotidiana. Se oggi ad esempio abbiamo a disposizione i cibi liofilizzati o possiamo sottoporci a una Tac per verificare il nostro stato di salute, è grazie a tutti quelle ricerche spaziali condotte nel passato il cui obiettivo primario era quello di andare sulla Luna.

La Space Economy può essere divisa fondamentale in due rami

Il primo è denominato upstream, e include le infrastrutture spaziali. Il secondo è invece detto downstream, e riguarda invece le applicazioni che si basano sulle infrastrutture spaziali. Nel downstream, l’analisi, l’immagazzinamento e l’applicazione dei Big Data svolgono un ruolo fondamentale.

 La Space Economy è un settore economico formalmente riconosciuto dall’OECD (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) che la definisce come uno dei pilastri fondamentali della crescita economica mondiale, con implicazioni che vanno ben oltre il comparto spaziale.

A trainare questo settore, sono naturalmente gli Stati Uniti. L’amministrazione Trump, ha recentemente stanziato risorse aggiuntive per circa 1,6 miliardi di dollari, che si vanno ad aggiungere al budget attuale della Nasa, che consta di circa 21 miliardi di dollari. Gli obiettivi americani sono al momento due: portare un essere umano su Marte, e far tornare l’uomo sulla Luna in tempi brevi.

Un’altra nazione che negli ultimi ha aumentato considerevolmente il budget per l’esplorazione spaziale è stata l’India, che oltretutto ha coinvolti nei suoi programmi di ricerca e sviluppo un consistente numero di ingegneri italiani.

Space Economy: i numeri economici

I numeri prodotti dalla Space Economy sono a dir poco impressionanti.

Dal 2000 ai giorni nostri infatti, si contano circa 6,3 miliardi di investimenti nel settore, che provengono per lo più da Venture Capital e Start Up che si occupano di ricerca nello spazio.

Rispetto al passato, il comparto della ricerca e dell’innovazione spaziale non è più sotto l’esclusivo controllo del settore pubblico. Negli ultimi anni infatti, questo mercato è stato fortemente innovato da aziende private come ad esempio la SpaceX di Elon Musk.

Le tecnologie che vengono utilizzate in ambito spaziale consentono di svolgere una serie di attività significative a migliorare la vita sulla terra.

Per fare un esempio, lo sviluppo dei sistemi di osservazione dello spazio, ha avuto ricadute tecnologiche importantissime sull’economia globale.

Un sistema di osservazione della Terra sempre più avanzato consente infatti di comprendere dove avvengono le oscillazioni sismiche più frequenti. L’analisi permetterebbe così di intervenire e mettere in salvo beni storici e culturali, soggetti ad eventi sismici.

Ma non solo, attraverso l’osservazione della terra dallo spazio, si può stabilire se un determinato terreno è stato vittima di una calamità naturale, osservando per quanto tempo il fenomeno si è verificato e che tipo di danni ha provocato.

Alcuni esempi di Applicazione

Questo in futuro, sarà un’analisi che tornerà molto utile alle compagnie assicurative, che saranno in grado di intervenire in maniera tempestiva sui danni sopraggiunti a terreni assicurati senza costi aggiuntivi.

Ma la Space Economy porta vantaggi persino alla coltura ittica. Diverse start up infatti, allo scopo di migliorare la conoscenza e l’analisi dello spazio, hanno ideato dei software che sono in grado di monitorare lo stato e la qualità dell’acqua presente sulla Terra, prevedendo così possibili pericolo di inquinamento che rischiano di danneggiare l’industria ittica.

Infine, c’è il discorso legato all’industria mineraria spaziale. Nello spazio infatti, sono presenti molte sostanze che la Terra possiede in minime quantità, come ad esempio l’Elio 3, una sostanza molto potente che garantisce una grande quantità di energia. Basti solo pensare che con un chilo di questa sostanza, si potrebbe alimentare una città come Roma per un anno intero.

Parliamo dunque di un settore in piena espansione. Un rapporto pubblicato da Goldman Sachs qualche anno fa’, prevede addirittura che la Space Economy arriverà a fatturare circa 1.000 miliardi di dollari entro il 2050.

La Space Economy in Italia

L’Italia può vantare un ruolo di primo piano per quanto riguarda la ricerca e l’innovazione nello spazio. È stata infatti tra le prime nazioni al mondo a lanciare in orbita dei satelliti, ed è attualmente il terzo paese contributore dell’Agenzia Spaziale Europea. Oltretutto l’ASI ( Agenzia Spaziale Italiana) vanta diverse partnership in tutto il mondo, collaborando con tantissime nazioni, dal Giappone all’Australia.

L’intera filiera italiana della produzione connessa all’industria spaziale coinvolge oggi circa 250 aziende che danno lavoro a più di 6mila persone.

Il Governo italiano, ha inoltre elaborato nel 2016 un piano strategico per la ricerca nello spazio. Questo piano è contenuto nel Piano Imprese e Competitività FSC, che è stato proposto dal Ministero dello Sviluppo Economico, ed è stato approvato tramite delibera CIPE n.52/2016 il 1 dicembre 2016. Le risorse destinate al progetto sono di circa 360 milioni di euro. I fondi messi a disposizione fino al 2020 arrivano a un totale di circa 4,7 miliardi di euro.

La Space Economy italiana, è attualmente impegnata nello sviluppo di cinque progetti:le telecomunicazioni satellitari, gli sviluppi tecnologici connessi all’esplorazione spaziale, il supporto ai progetti Copernicus e Galilei, e l’infrastruttura Galileo PRS.

La prima fiera dedicata all’economia dello spazio

In Italia, si è svolta di recente, dal 10 al 12 dicembre, la prima edizione di New Space Economy European ExpoForum. La manifestazione è stata organizzata da Fiera Roma e dalla fondazione Edoardo Amaldi.

Si tratta del primo evento dedicato interamente all’economia dello spazio. Tra gli ospiti illustri che hanno preso parte alla manifestazione, vanno segnalati Samantha Cristoforetti, prima donna italiana ad entrare nell’equipaggio dell’Agenzia Spaziale Europea, i principali vertici delle agenzie spaziali europee, e Giorgio Sacoccia, direttore dell’ASI.

Lo scopo dell’evento è stato quello di confrontarsi sui possibili sviluppi e le potenzialità del settore spaziale.

Per quanto riguarda la rappresentanza governativa, hanno partecipato alla fiera Manlio Di Stefano, sottosegretario agli Esteri, Gian Paolo Mazzella, sottosegretario allo Sviluppo Economico, Nicolò Invidia, rappresentante dell’intergruppo parlamentare sullo spazio, e Riccardo Fraccaro, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega sullo spazio.

Nel suo intervento al Forum, Fraccaro si è innanzitutto preoccupato di sottolineare come lo spazio sia al momento un settore strategico dal punto di vista geopolitico.Ha voluto però anche evidenziare che al momento si tratta di un settore economico “senza frontiere”, sprovvisto di norme a cui le varie nazioni devono conformarsi. Creare delle regole che permettano di inquadrare al meglio la Space Economy, è dunque una delle priorità da perseguire a livello globale secondo il sottosegretario.

Fraccaro ha infine invitato le aziende italiane, e più in generale i principali attori economici che operano nel settore, a “fare sistema”, al fine di aumentare i margini di sviluppo della ricerca spaziale.